Non è il caso certamente di caricare il match di domani (ore 18) di ulteriori significati rispetto ai tre punti in palio, certo è che Campobasso-Torres che inaugura l'”Axum Stadium-Molinari” per il campionato, non sarà né una partita banale né tantomeno facile per i rossoblù di casa.
“Abbiamo ancora sete di rivincita” era la scritta che campeggiava un paio di anni fa su una t-shirt indossata anche dai vertici societari. E visto che è in arrivo dagli States anche il chairman Rizzetta è giusto rimarcare che stavolta si cerca la “rivincita” sia da Ravenna che dalle due sfortunate partite con la Torres della passata stagione. La squadra di Zauri è chiamata altresì a resettare il pessimo avvio di torneo (20′ da horror al Benelli), decuplicando la concentrazione in avvio e possibilmente evitare enormi distrazioni difensive (sui corner altrui in particolare) e provando altresì a sgretolare il muro torresino, apparso granitico e quasi insuperabile nel match che i sardi hanno fatto proprio col Pontedera. Luciano Zauri, in conferenza pre match è partito da un ringraziamento ai tifosi: “La loro vicinanza non è mai mancata, ci tenevamo a dirlo sia a quelli che c’erano a Ravenna che a quelli che non c’erano, anche se non per colpa loro”. Riferimento logicamente a coloro che per motivi “tecnici” non sono riusciti ad arrivare allo stadio “Benelli”, costretti a rinunciare alla trasferta in Romagna. “Speriamo di poter regalare a loro ed a tutta la tifoseria qualcosa di bello domani” – aggiunge il tecnico, che di fatto si fa portavoce di una “chiamata alle armi”. La prima in casa è da sempre un atto di fede.
GLI AVVERSARI – Tre punti in classifica, 1-0 al Pontedera. Il primo obiettivo stagionale degli isolani è stato centrato grazie alla solidità del trio difensivo (l’ex Fabriani, più Antonelli e Mercadante, tutti confermati) ma soprattutto grazie al fattore ‘Z’, ovvero il portiere Zaccagno e l’esterno Zecca, l’autore del gol da tre punti. Tutti elementi che c’erano già nella passata stagione e che immediatamente hanno aiutato il nuovo mister Pazienza a partire col piede giusto. Michele Pazienza, classe ’82, di San Severo, da giovane calciatore decise un Campobasso-Foggia 0-1 del 2002. Da allenatore, dopo un buon ciclo a Cerignola, deve riscattare un doppio esonero con Avellino e Benevento nel passato torneo.
Squadra solida, la Torres, con la rosa che appare ringiovanita e (forse) meno ricca di alternative rispetto a quella che è arrivata terza ad aprile ma poi è naufragata ai playoff (clamoroso 1-7 sul campo dell’Atalanta U23). Non ci sono più – oltre al tecnico Alfonso Greco – Guiebre (finito all’Ascoli via Modena), Fischnaller (ceduto al Trapani) e Varela (andato a rinforzare l’Arezzo) autentici big della passata stagione, assieme a Dametto che ha preso la via di Cosenza.
Tra i confermati anche il difensore Idda (in panchina contro il Pontedera), i centrocampisti Giorico e Brentan, nonché l’attaccante Diakite. Solo negli ultimi giorni sono arrivati il centrocampista Sala (20 anni proprietà Pisa, ex Pontedera) e l’attaccante Starita (in prestito dal Benevento). Il lavoro in entrata del confermato ds Colombino ha portato in dote, oltre ai ritorni dal Sestri Levante di Nunziatini e Goglino, degli attaccanti Musso (7 reti a Sorrento), Bonin (Udinese Primavera) e Di Stefano dal Modena, 7 gol a Campobasso. L’attaccante siciliano, ex di turno, si candida ad una maglia da titolare. L’ex Arzignano (dove è andato Nanni) Lunghi è squalificato, come pure è assente Mastinu grande protagonista nell’ultimo match a gennaio contro il Campobasso.
I PRECEDENTI – Sono solo quattro i precedenti in Molise, la Torres si è imposta nel più recente (0-1 il 15 settembre ’24) con un rigore di Scotto, causato da un ingenuo fallo di Mancini su Varela sul quale si sarebbe potuto discutere fino a notte fonda, come pure sul doppio “giallo” a Baldassin sullo 0-0.
Negli altri tre ha vinto sempre il Campobasso e senza subire reti. Romanzesco il 4-0 dell’aprile 1954 (ultima giornata in IV serie), con la partita che fu inizialmente rinviata per neve (ad aprile a Campobasso non era impossibile!). La Torres, già salva, dopo essere rimasta giocoforza tre giorni in Molise, venne sconfitta da un Campobasso che aveva necessità dei due punti per scavalcare la Nocerina, battuta in trasferta dalla Cavese. Una doppietta a testa per Garuti e Rosso, ed il Campobasso può festeggiare.
Nel febbraio del 1988 in C1 arriva un 3-0, tutto nella ripresa. I rossoblù di casa soffrono, la Torres meriterebbe il vantaggio, ma viene condannata da un’autorete di Tolu (66′) e da una doppietta di Lanci (90′ e 91′). Infine, nell’aprile 1989, ci pensa uno straordinario gol di Caruso in sforbiciata a decidere il match. In campo Zola (sostituito sullo 0-0), in tribuna Luciano Moggi che è lì per visionarlo e portarlo al Napoli. Peccato che lui e il suo codazzo di amici e ds finiscano inghiottiti nell’ascensore dello stadio cinque minuti prima dello spettacolare gol partita.
LE PROBABILI FORMAZIONI
Campobasso (4-3-3): Tantalocchi; Parisi, Papini, Lancini, Celesia; Di Livio, Brunet, Gala; Bifulco, Padula, Leonetti. All.: Luciano Zauri. Indisponibili: Cristallo.
Torres (3-4-1-2): Zaccagno; Fabriani, Antonelli, Mercadante; Zecca, Giorico, Brentan, Nunziatini; Bonin; Musso, Di Stefano. All.: Michele Pazienza. Squalificato Lunghi. Indisponibili: Mastinu e Lattanzio.
Arbitro: Sig. Alessandro Colelli di Ostia lido. Assistenti: Tomasi e Recupero di Lecce. IV ufficiale: Di Cicco di Lanciano.
Stefano Castellitto