CALCIO / SERIE C Sky wifi – Campobasso ad Arezzo contro il passato e la classifica. Rizzetta crede nello scherzetto alla capolista: «Vogliamo vincere»

Stuzzicante impegno per il “lupo” sul campo della prima della classe. Il Campobasso viaggia in direzione Arezzo, a sfidare la favorita del torneo che sta onorando appieno il pronostico. Luogo comune uno: “Queste gare si preparano da sole”. Luogo comune due: “Le statistiche sono fatte per essere smentite”. Saranno pure frasi fatte, ma il Campobasso si aggrappa proprio a queste per affrontare al meglio la partita su un campo che in passato ha riservato molte delusioni (ultima poco più di un anno fa, 25 agosto 2024, 1-0 per gli amaranto), condite ogni tanto da qualche pareggio. Mai un sorriso pieno per il “lupo” in dieci sortite in Toscana. Sul campo dei rivali, compagni di viaggio degli anni più belli (nove, dal 1978 al 1987, quattro di C1, una promozione a braccetto e cinque stagioni in B), il Campobasso non ha mai segnato su azione, visto che l’unico gol all’attivo è vecchio di quasi 40 anni (gennaio 1986, rigore realizzato da Roberto Russo, finì 1-1).

Che sia una partita “giocabile” e possibile fonte di soddisfazioni è l’auspicio della tifoseria rossoblù che si prepara alla trasferta in buon numero (circa 500). La carica l’ha suonata già da qualche giorni il presidente Matt Rizzetta, pur con un volto visibilmente tirato appena dopo l’eliminazione dalla Coppa, cui il club teneva tantissimo. “Ad Arezzo andiamo a vincere” – ha detto il chairman, spingendo la truppa di Zauri a tirar fuori il meglio di sé.

Il Campobasso torna a sfidare una capolista in casa sua dopo quasi quattro anni. A Bari il 19 febbraio 2022 finì a sorpresa 2-3 con una tripletta ormai leggendaria di Liguori. Lo scorso anno, invece, i match con le momentanee battistrada Pescara (a dicembre, 2-2) e Virtus Entella (0-2 lo scorso aprile) si sono giocati entrambi al “Molinari”.

L’AVVERSARIA- Saliti in B proprio liguri ed abruzzesi, ridimensionata poi la Ternana da dinamiche societarie non felicissime, all’Arezzo hanno fatto due conti, si sono guardati attorno ed hanno pensato: beh, sì, ci possiamo provare. A puntare in alto, naturalmente, costruendo una squadra in grado di centrale la quinta promozione in serie B della storia dopo quelle ottenute nel 1966 (allenatore Meucci), 1969 (Tognon), 1982 (Angelillo) e 2004 (Somma), tornando così in cadetteria dopo un’assenza di 19 anni (ultima volta nel 2007).

Nella storia amaranto, fatta di sedici tornei cadetti e di tre “ripartenze” da fallimento (1993, 2010, 2018), hanno trovato spazio anche allenatori come Sarri e Conte, e gli ex rossoblù Mario Russo, Benvenuto, Florimbj nonché Angelillo e Fontana che ad Arezzo hanno scelto di restare per sempre.

L’ORGANICO – Confermato in panchina Cristian Bucchi (subentrato ad Emanuele Troise alla 26^ dello scorso torneo), gli amaranto partivano già da una buonissima base. Confermato gran parte del blocco di un anno fa (il portiere Trombini, i difensori Chiosa, Gigli, Gilli e Righetti, i centrocampisti Chierico, Renzi e Mawuli e gli attaccanti Pattarello, Guccione, Ravasio e Tavernelli). Il direttore sportivo Aniello Cutolo ha messo a disposizione del tecnico il portiere Venturi (33, ex Gubbio), poi per la difesa Arena (26 anni, Spal), De Col (31, Vicenza), e Tito (32, Ternana). In mediana ecco Meli (25, Juve Stabia) e Iaccarino (22, ex Gubbio, dal Napoli). L’attacco, già di gran livello, è stato potenziato dagli arrivi dei giovani Dell’Aquila (21, Torino), e Perrotta (22, Lodigiani Atl.), ma soprattutto dalla “boa” Cianci (29, ex Ternana) e dall’ esterno Varela Djamanca (27, Torres), autentico “spaccapartite”. L’abbondanza del reparto offensivo ha di fatto “cambiato” ruolo a Guccione, che giostra una ventina di metri dietro la sua posizione di un anno fa. Una rosa profonda che consente a Bucchi di cambiarne anche sei o sette senza che cali il livello.

Lo score degli amaranto è sin qui impressionante: nove vittorie, una sconfitta (in casa col Guidonia, ma dopo aver creato e fallito una messe di palle-gol) ed il pari di Terni, il primo della gestione Bucchi dopo 26 partite di tanti successi (19) e qualche battuta a vuoto (7). Fin qui solo in cinque hanno preso a tutte le 11 gare: Varela (che gioca di fatto 30′ ogni volta), Mawuli (minutaggio doppio per il ghanese), ed i vari Tavernelli, Chierico e Righetti, tutti sopra gli 800′, quota raggiunta e superata dal portiere Venturi (900′ in 10 gare), Gilli (862, 10), e Guccione (801, 10).

Il goleador è Tavernelli (5), quello con la media più alta è Varela (4 in 330′). Bene anche Ravasio (3 in 386′ distribuiti in dieci apparizioni) e Pattarello (18+1 lo scorso anno, quest’anno 3). A segno anche Cianci (2), Chierico (2), e Renzi (1).
Grande capacità di rimonta della squadra di Bucchi, capace di vincere sul campo di Juve NG (2-3) e Pianese (2-4) dopo essere andata sotto di due reti. Una rimonta anche casalinga, a spese del Carpi (da 0-1 a 3-1). La perla però di questo primo scorcio di stagione è stato indubbiamente lo 0-3 inflitto al Ravenna al “Benelli”. Dimostrazione di strapotere e di personalità, con tante soluzioni offensive puntualmente sfruttate.

DAL CAMPO – In Coppa Italia l’Arezzo (vincitore del trofeo nel 1981) ha eliminato (2-0) la Torres con gol di Dell’Aquila e Ravasio. In casa amaranto si attribuisce molta importanza al match col Campobasso, che precede di un turno quello in casa con l'”odiato” Perugia. Tra i rossoblù dopo il ricco turnover di Coppa, probabile il rientro di Bifulco, perlomeno in panchina. Per il resto “stanno tutti bene” (eccetto Pierno e Di Livio) per cui Zauri dovrebbe optare per il miglior undici da mandare in campo tornando al suo amato 4-3-3 dopo gli ultimi adeguamenti del ciclo di incontri ravvicinati.

LE PROBABILI FORMAZIONI (Stadio “Città di Arezzo” 1 novembre, 14.30)

Arezzo (4-3-3): Venturi; De Col, Gilli, Chiosa, Righetti; Chierico, Guccione, Mawuli; Pattarello, Cianci, Tavernelli. All.: Cristian Bucchi.

Campobasso (4-3-3): Tantalocchi; Cristallo, Lancini, Celesia, Martina; Gala, Brunet, Gargiulo; Lombari, Magnaghi, Leonetti. All.: Luciano Zauri.

Arbitro: Sig. Antonio Di Reda di Molfetta. Assistenti: Mambelli di Cesena e Tagliaferri di Faenza. IV ufficiale: Renzi di Pesaro. Operatore FVS: Iuliano di Siena.

Stefano Castellitto