Il tecnico torna sulla sconfitta in Liguria: “Stop pesante, ora ripartiamo con l’aiuto della nostra gente”
Torna dopo quasi 35 anni Campobasso-Rimini (domenica 1° dicembre, ore 17.30), gara con soli due precedenti a cavallo tra gli anni 80 e 90 (0-0 in C1 nell’autunno 1988, 1-3 in C2 a gennaio del ’90). Due campionati negativi per i colori rossoblù, con tanto di doppia retrocessione e fallimento. Ora, un’ “era geologica” dopo, Campobasso e Rimini si sfidano per la prima volta nella C unica, forti di proprietà solide ed ambiziose. I biancorossi romagnoli poi hanno il loro “core business” proprio a Campobasso, dato che i coniugi Stefano Petracca e Stefania Di Salvo (numero uno del club) sono i proprietari del Responsible Research Hospital nel capoluogo , e con il club rossoblù hanno pure in atto anche una partnership finanziaria. Quasi un “derby”, per capirci, e – come la stessa presidentessa ha spiegato al Corriere di Romagna – l’anno scorso tutto il Rimini fu “ospite” della struttura in un momento delicato della stagione, nel segno di sinergia aziendale al fine di mostrare al gruppo “l’importanza del lavoro d’equipe”. Una partita molto sentita da parte della Di Salvo che vive a Zurigo ma ha origini molisane.
BRAGLIA – Sulle insidie del match è meglio che si lasci dire a Braglia: “I numeri non tradiscono mai, ed il Rimini in trasferta è pericolosissimo, ha fatto 21 punti di cui 13 fuori casa ha alternative di qualità in ogni reparto, Cinquegrano (dal Sassuolo Primavera Campione d’Italia, nda) lo volevamo anche noi” – ha detto in conferenza, ribadendo che ” per noi si tratta di una gara estremamente difficile, veniamo da una brutta sconfitta, determinata da un prestazione in cui c’abbiamo messo del nostro, con errori individuali, e nella quale ci siamo fatti aggredire sin dall’inizio, il che non esiste proprio”. La ricetta per fare risultato è sempre la stessa: “Pedalare e rimboccarsi le maniche. Lo avevo chiesto anche la scorsa settimana, è il momento di alzare il livello. Ma non è successo: “No, a Chiavari abbiamo sbagliato tutto, siamo partiti male, ci siamo ripresi ma poi abbiamo fatto degli errori individuali pagati cari. Per venti minuti ci siamo fatti pressare, ci hanno aggredito, ed abbiamo smesso di giocare. In più si è fatta un po’ di confusione sugli angoli, e c’hanno fatto il primo gol. Mentre noi si cercava di rialzare la testa, c’è stato l’errore di Prezioso, che poteva dar via la palla <du’ giorni prima> ed è arrivato il 2-0” Il 3-0? “Per me quello non è mai rigore, ma ormai è andata, guardiamo avanti”. Braglia batte sempre su quel tasto, quel del “livello” di prestazione, di asticella da alzare. “Se caliamo – avverte – rischiamo anche domenica, dipende da noi, tocca tutto a noi. Oltre ad una grande partita, bisogna stare molto attenti a non dare al Rimini quello che a loro piace avere’ Ovvero, gli spazi per colpire nei velocissimi ribaltamenti di fronte, specialità della casa biancorossa, che ha giovani di valore assieme ad una qualità sparsa in tutti i ruoli. “Che sia una squadra da trasferta lo ha dimostrato anche mercoledì a Vicenza, in Coppa, rimontando con una big del girone A. Antenne dritte, se no ci facciamo male, ci aspetta una partitaccia, bisogna essere concentrati e cattivi”.
Braglia si sofferma sul momento della stagione: “Mi auguro che i ragazzi capiscano che siamo in una fase delicata del torneo e bisogna farsi trovare pronti, perché da qui in avanti, nessuno scherza più. Siamo alla vigilia di un mese difficile, serve anche una mano dalla nostra gente. Ci saranno impegni uno dietro l’altro (cinque gare in 23 giorni, di cui 4 in casa, ndr), poi a gennaio sarà anche peggio, perchè con l’inizio del mercato inizia tutto un altro tipo di campionato”. Immancabile la tiratina d’ore d’orecchie a qualcuno: “Quello che mi fa girare i m…, è l’atteggiamento. C’è qualcuno che non capisce che qui non siamo in gita. Qui siamo a giocare al calcio, abbiamo gente al seguito che qualche volta si fa venti ore di pullman per venirti a vedere. Ci vuole per qualche ragazzo un approccio diverso, spero che da questo momento in poi che chi entra ci dia una mano davvero”.
L’AVVERSARIA – Come rimarcato da mister Braglia, molto meglio fuori casa, con un sola sconfitta (a Gubbio), a fronte di tre vittorie (3-0 a Sestri, 4-1 a Perugia, 1-0 in Ascoli), pareggi a Terni (1-1), Carpi e Lucca (entrambi 2-2). Migliore attacco esterno con 14 gol, quinta per rendimento, dietro le “big”. Sempre presenti Colombi (unico a pieno minutaggio) Megelaitis e Langella. L’ex Parigi 15 presenze e 3 gol in 848′. Cernigoi il miglior realizzatore a quota 4, davanti appunto a Parigi ed a Garetto (3).
Rispetto a quel Rimini che chiuse – con un pizzico di fortuna – lo scorso 7 maggio l’esperienza a Gubbio di mister Braglia (0-1 al “Barbetti” nel primo turno playoff) ne sono rimasti in pochi (ma indubbiamente buoni). Cambiato rispetto ad un anno fa l’allenatore. A Troise (ora ad Arezzo) è subentrato Antonio Buscè.
I DOPPI EX – Quelli attuali sono due: Parigi da una parte (a Campobasso tre anni fa, ceduto a gennaio ’22 al Picerno) ed Haveri (58 presenze col Rimini, condite da un salto di categoria, dalla D alla C). Poi, scavando nel passato, ne troviamo un bel po’, e pure nomi illustri: l’allenatore Angelillo, quindi Biondi, Giuseppe Donatelli, Calcagni, Biagetti, Bonesso, Sclocchini, Alessandro Serra, Giovanni Rosati, Cericola, Tavolieri, Tarallo, Galliano, Bussi, Ghinazzi, fino al termolese Marcovecchio (anni 30).
CURIOSITA’ – Antonio Di Nardo, da quest’anno capitano del Campobasso, si appresta contro il Rimini a giocare la partita consecutiva numero 50 col Campobasso in campionato, sempre schierato dal 1′, con Mosconi e Pergolizzi l’anno scorso, e con Braglia quest’anno. Se non è un record per un giocatore di movimento poco ci manca.
Stefano Castellitto