Grandi aspettative per il Campobasso “americano” che si riaffaccia alla C con un percorso netto di due promozioni di fila dopo l’infausta cancellazione del 2022. L’accordo con Piero Braglia, veterano della categoria, che rinuncia ad un anno di contratto col Gubbio pur di “ritrovare il casino del Sud”, arriva già prima della finale scudetto di metà giugno a Grosseto, dove è presente anche il neotecnico, in compagnia del ds Filipponi.
Del Campobasso straripante (“Maremma m… che squadra”, vien da dire) che strapazza il Trapani restano in pochi. La C è altra cosa, si dice. Carta bianca al duo Filipponi-Braglia, che opta per un totale rinnovamento della rosa. Presentazione a luglio in grande stile del tecnico “millenario” (in fatto di partite in C). Sin dalle amichevoli però si avverte qualche difficoltà nella “chimica” di squadra, di difficile assemblaggio. La Coppa Italia parte il 10 agosto con una delusione, a Giugliano, dopo i tempi supplementari. Prezioso pareggia il gol dell’ex Njambè, poi al 75′ discussa doppia ammonizione a Pierno. Overtime amaro, con i ‘tigrotti’ di casa che vanno a segno con Masala, Padula e Salvemini, il 4-1 finale è quasi un’umiliazione.
Finalmente parte il campionato, per la prima volta il Campobasso non è nel girone più a sud, ed è subito Arezzo, la rivale dei bei tempi che furono. È il 25 agosto, in serale, i 300 tifosi del lupo assistono però ad un’altra sconfitta. Rosso a Mondonico dopo appena 24′, e quando i rossoblù sembra che stiano prendendo le misure verso l’agognato 0-0, arriva il gol amaranto con Iori al 71′. Finisce 1-0 per i toscani, come nell’anno della promozione in B, si consola qualcuno. Ma si rivelerà solo una battuta. Unici spezzoni per Faggioli, (sostituito dopo 30′ e poi trasferito al Cerignola) e per Maldonado (i 25′ finali), che viene messo ai margini prima di rescindere e passare alla Pistoiese in D.
Il debutto casalingo arriva sei giorni dopo contro il Legnago davanti a 4.460 spettatori. A rompere il ghiaccio, dopo 67′ di sofferenza, il neo acquisto Di Stefano, che fa tutto da solo sul primo pallone toccato. Una liberazione. Sarà Haveri, a tempo scaduto ad arrotondare il punteggio. Piancastagnaio, è l’8 settembre. Campobasso incenerito dalla partenza sprint delle zebrette guidate da Prosperi. Pianese in gol due volte nel giro di un minuto con Sorrentino (10′) e Mignani (11′). Rossoblù non pervenuti.
Sabato 15 settembre arriva la quotata Torres, ed il Campobasso, pur non demeritando, si complica la vita con il “doppio giallo” a Baldassin nel finale del primo tempo. Un’ingenuità di Mancini (fallo su Varela) costa caro, decisivo il rigore trasformato da Scotto al quarto d’ora della ripresa. Primi mugugni, “Braglia a rischio esonero”, scrive il Corriere dell’Umbria. A Gubbio, da ex, il tecnico toscano però disegna un Campobasso diverso, che sfiora il colpaccio ma paga gli errori sottomisura. Finisce 0-0, è venerdì 20 settembre. Si gioca quando “capita”, il turno infrasettimanale di giovedì 26 prevede la visita della Vis Pesaro. Il Campobasso la sfanga, vincendo 3-2 grazie ad una doppietta di Di Nardo (22′ su rigore e 27′) ed a Di Stefano (45′), ma i marchigiani (43′ Peixoto e 87′ Bove) si rivelano un osso duro e fanno il pieno di recriminazioni.
Il successo ottenuto con le unghie dà morale e convinzione al “lupo” , che domenica 29 settembre, grazie a Forte (39′) ed al “solito” Di Stefano (84′) passa a Pontedera 1-2 (momentaneo pari firmato da Pretato al 36′) e poi mette paura a casa sua alla corazzata Ternana (0-0 lunedì 7 ottobre), prima di asfaltare letteralmente la Spal davanti a 4.773 spettatori. È il 13 ottobre, vanno in gol Di Nardo, Di Stefano, Serra e Riccardo Forte per un poker che fa strabuzzare gli occhi. È il momento migliore della stagione. Di Stefano firma anche il successo di misura di Pineto (0-1) lunedì 21 ottobre al 18′ della ripresa. Cinque giorni più tardi il Campobasso si inceppa col Sestri Levante che impone lo 0-0 al “Molinari”. La serie utile continua nella trasferta di Ascoli, dove Mondonico, a metà secondo tempo, riacciuffa il Picchio sull’1-1 andato in gol con Bando dopo un quarto d’ora o poco più.
Il 3 novembre arriva un altro successo squillante. Ne fa le spese la Lucchese (3-0), D’Angelo rompe il ghiaccio, il portiere ospite Palmisani fa un frittatone e si fa espellere, Di Nardo realizza dal dischetto e poi arrotonda nella ripresa. A Carpi finisce 0-0 il 10 novembre un match equilibrato, ma i rossoblù, al decimo risultato utile di fila, trovano sulla loro strada un mostruoso intervento del portiere emiliano Sorzi nel finale. Stop forzato il 17 novembre, il Milan Futuro (accidenti alle squadre B!) ha dei nazionali sparsi in giro, chiede ed ottiene il rinvio. Si riprende il 24 novembre, a Chiavari, contro l’Entella. I liguri sono di un’altra categoria e lo dimostrano subito, rifilando al Campobasso un netto 3-0 (reti di Di Noia, Franzoni e un rigore di Santini). Oltre alla partita, il lupo perde forse qui un po’ di se stesso. Proprio quella in casa della futura vincitrice del torneo rappresenta infatti la svolta in negativo del torneo.
Il 1° dicembre il Rimini passa in Molise con una doppietta di Parigi, inutile l’1-2 firmato da Di Stefano, poi contro il Milan Futuro non si va oltre l’1-1. A Di Nardo replica Stalmach e il “lupo” rischia pure il secondo ko di fila in pochi giorni. A Perugia il Campobasso riesce nell’impresa di rianimare gli umbri in crisi (doppietta del 2004 Seghetti nella ripresa), solo per gli almanacchi l’autogol di Angella a tempo scaduto su tocco di Calabrese. Il 14 dicembre arriva il Pescara, finisce con un romanzesco 2-2. Match aperto da Riccardo Forte, ribaltato da Merola entrato “apposta” ad inizio ripresa, e chiuso da Di Nardo, al 94′ con una sassata all’incrocio che fa esplodere i 4.431 tifosi rossoblù, ammutolendo i 655 ospiti. È un punto che viene salutato come se ne fossero tre.
Si va alla sosta natalizia però con un’altra delusione sul groppone. L’Arezzo apre il girone di ritorno infliggendo un’altra sconfitta a domicilio al “lupo”. Decide un rigore, quantomeno generoso, trasformato da Pattarello. Viene esonerato il ds Filipponi, il tecnico Braglia profetizza: “Il prossimo sarò io”. Intanto arriva il nuovo direttore sportivo Mignemi (ex Gubbio). L’involuzione, per certi versi “misteriosa” del Campobasso, trova conferma prima nel modesto 0-0 a Legnago il 5 gennaio, quindi nell’infausto 0-2 casalingo contro la Pianese, a segno con Odjer al 22′ ed al 96′ con Mignani.
Nuvoloni scuri scuri si addensano su Braglia. Si attende l’arrivo del presidente Rizzetta due settimane dopo, e il benservito è cosa fatta, dopo tuttavia due partite in cui sono decisivi anche episodi sfortunati. Quella di Sassari del 19 gennaio, dove non basta un gol in apertura di Di Nardo. Espulso Scorza, la Torres la riprende e la fa sua con i gol di Mastinu e Diakite, il “lupo” finisce addirittura in nove. Quindi l’1-1 casalingo col Gubbio, dove non basta al tecnico toscano l’aver recuperato un risultato per la seconda volta in stagione. Umbri avanti con Tommasini, pari al 75′ con Di Nardo. Rizzetta e i suoi collaboratori optano per il cambio, auspicando la svolta, ritenendo che l’organico allestito prima in estate e corretto nell’ultima settimana di gennaio, sia in grado di raggiungere i playoff, almeno il decimo posto. Bifulco, Cerretelli, Chiarello, Falco, Martina, Neri. Qualche novità c’è anche nell’organico che perde, tra gli altri, i non indimenticabili Guadagno, Haveri, Spalluto e Baldassin.
La scelta del tecnico cade su Fabio Prosperi, liberatosi a dicembre dalla Pianese per motivi mai chiariti, ma di sicuro non tecnici, visto che i risultati erano dalla sua parte. Il tecnico pescarese parte maluccio (0-1 a Pesaro e tonfo casalingo col Pontedera, 0-2), ma non sbaglia la partita sulla carta più difficile, conducendo il Campobasso ad un’impronosticabile quanto meritata vittoria contro la Ternana (1-0), trafitta da Bifulco. A Ferrara, poi, con 900 tifosi al seguito arrivano tre punti di fondamentale importanza (col senno di prima e quello di poi). La Spal è battuta al “Mazza” da un gol a freddo di Di Nardo e da Pellitteri, che ribatte in gol un rigore parato allo stesso Di Nardo dal portiere di casa. Antenucci accorcia nel finale, ma finisce 1-2. È il 22 febbraio.
Il Pineto, tuttavia riporta tutti sulla terra, passando con merito al “Molinari” (1-3), mandando in gol Gambale, Schirone e nel finale Pellegrino. Illusorio il momentaneo 1-1 di Pierno. Il Campobasso ripiomba nella “paura”, ridando fiducia a sua volta al “disperato” Sestri Levante che si impone (2-0) il 9 marzo con una doppietta di Brunet. Ossigeno puro arriva tre giorni dopo dal 2-0 rifilato all’Ascoli, ridotto in 10 (espulso Adjapong) e bucato dai giovani Serra e Lombari. A Lucca però altra sconfitta ed altra brutta prestazione. Neri, il portiere, tiene in vita i rossoblù finché può. La Pantera di casa si impone 2-0 con una doppietta di Selvini. Sabato 22 marzo al “Molinari” arriva il Carpi. Il Campobasso vede le streghe per 75′, emiliani in gol con Figoli e vicini al raddoppio più volte. Ma nel finale arriva un clamoroso ribaltone firmato Riccardo Forte e Pierno, bravo ad incartare con maestria un generoso regalo della difesa ospite. Un ‘gollonzo’ che finisce pure su “Striscia la notizia”.
Salvezza più vicina ma manca sempre un soldo per fare… una lira. A Solbiate Arno il Campobasso ci ricasca, incassando un gol al 93′ con Camporese dopo aver pareggiato su rigore con Di Nardo nei minuti finali. La Lucchese, benché penalizzata e di fatto fallita, tiene sulle spine mezzo campionato e quindi anche il Campobasso. Niente da fare al “Molinari” contro l’Entella che chiude la pratica già nel primo tempo (0-2), a Rimini arriva un pari (1-1) nel segno del “volemose bene”, tra i romagnoli già satolli dopo aver vinto la Coppa e un Campobasso che non disdegna l’unico pari della gestione Prosperi.
La certezza di giocare un altro anno in C arriva ufficialmente col Perugia, dove il lupo vince con merito 2-1 una gara rinviata di 48 ore per la scomparsa di Papa Francesco, sì, proprio il Papa immortalato a sventolare la maglia rossoblù nella sua visita del luglio 2014. A Pescara, all’ultima giornata, il Campobasso non ne ha più. Il Delfino vince 3-0 e sembra un allenamento. I rossoblù chiudono male davanti alla dirigenza quasi al completo una stagione contraddittoria.
Centrato l’obiettivo minimo, ma questa squadra non ha fatto scoccare la scintilla. Prosperi ed il ds Mignemi vanno via “con serenità”, ma ci vorrà ben altro per alimentare le ambizioni della proprietà americana che non ha affatto gradito diverse prestazioni di una squadra destinata a mutare pelle ed uomini nel giro di poche settimane. Ed è già 25/26…
Stefano Castellitto