Sede di Bruxelles, Iorio: «Il Molise perde un presidio istituzionale strategico»

* di Michele Iorio

«La vendita della sede della Regione Molise a Bruxelles rappresenta, a mio giudizio, una scelta profondamente sbagliata. Non si tratta semplicemente della cessione di un immobile, ma della rinuncia a un presidio istituzionale nel cuore dell’Europa, che avrebbe dovuto essere valorizzato e utilizzato pienamente dopo 10 anni di progressivo abbandono.

Quella sede era stata acquistata con una precisa finalità: garantire al Molise una presenza stabile e qualificata a Bruxelles, luogo nel quale si assumono decisioni che incidono direttamente sulle politiche regionali, sull’agricoltura, sulle infrastrutture, sulle imprese, sulla programmazione e sull’utilizzo delle risorse europee.

Una Regione piccola come il Molise non può permettersi di essere assente proprio nei luoghi in cui si costruiscono le politiche europee. Al contrario, avrebbe bisogno di maggiore capacità di rappresentanza, relazioni e visibilità.

Non mi sottraggo alle responsabilità delle decisioni assunte quando ero componente della Giunta regionale. Nel 2024 partecipai all’approvazione della delibera che avviava un percorso esplorativo sulla possibile cessione dell’immobile. Ma quella decisione non equivaleva alla vendita.

In quella fase, sia il presidente della Regione sia l’assessore proponente mi rappresentarono chiaramente che l’avvio della procedura non avrebbe comportato necessariamente l’alienazione e che, qualora non fossero emerse condizioni realmente convenienti, la sede sarebbe rimasta nella disponibilità della Regione. È sulla base di queste rassicurazioni che condivisi quel percorso.

Oggi, invece, prendo atto che quel procedimento si è concluso con la vendita. Una decisione che considero ancora più grave alla luce del valore istituzionale che quella sede avrebbe potuto esprimere se adeguatamente rilanciata.

Il problema non erano certamente i costi di manutenzione o la necessità di razionalizzare gli spazi. Se la sede non era più sostenibile nelle condizioni in cui si trovava, la soluzione avrebbe dovuto essere una riorganizzazione anche attraverso il coinvolgimento del sistema produttivo e istituzionale molisano e trasformando quell’immobile in una vera “Casa del Molise” a Bruxelles.

Una sede pienamente utilizzata non è un costo, ma un investimento: può servire a costruire relazioni con le istituzioni europee, accompagnare le imprese molisane, promuovere il territorio, intercettare opportunità e creare collegamenti con altre Regioni e con i soggetti economici e istituzionali presenti a Bruxelles.

E non va dimenticato ciò che quella sede ha rappresentato in passato. Durante gli anni della mia presidenza fu utilizzata per iniziative che consentirono a giovani laureati molisani di diventare esperti di programmazione europea; fu sede dell’Euroregione Adriatica e ospitò il microcredito centrale nazionale, oltre a essere un luogo nel quale si svilupparono, insieme a Spagna e Francia, le politiche delle piccole Regioni europee per accompagnarle nel passaggio dall’Obiettivo 1, destinato alle aree più svantaggiate, a una nuova fase di crescita e competitività.

Anche il dato economico merita una riflessione: l’immobile fu acquistato dalla Regione nel 2005 per circa 1,6 milioni di euro e oggi viene ceduto per circa 1 milione e 350 mila euro. È evidente che un’operazione patrimoniale non può essere valutata esclusivamente attraverso la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Per questo considero la decisione miope. Non contesto la necessità di contenere i costi o di affrontare i problemi di manutenzione. Contesto la scelta di risolvere quelle criticità rinunciando definitivamente allo strumento.

Oggi il Molise ha perso un pezzo della propria presenza istituzionale in Europa ma per l’acquirente è stato davvero l’affare del secolo».

* Capogruppo FDI in consiglio regionale