Cop21 di Parigi, Tomassone (Pd): “Il Molise raccolga la sfida e faccia la sua parte”

cop 21Le parole pronunciate alla Camera dal Ministro Galletti in particolare sul tema dei migranti ambientali e sulla “finanza climatica” ovvero sul necessario sostegno economico alle decisioni negoziali che si prenderanno all’imminente XXI Conferenza delle Parti di Parigi, così come la risoluzione promossa dal Gruppo PD approvata a Montecitorio, hanno rafforzato il mandato al Governo Italiano e quindi l’impegno dell’Italia a essere “in prima linea” ai negoziati ONU sul clima, che inizieranno tra pochi giorni nella capitale francese.

“La posta in gioco non potrebbe essere più alta: – afferma Antonio Tomassone, responsabile Energia del PD Molise – i gas serra sono, dopo 23 anni dalla prima Convezione Quadro sul climate change, ancora in costante crescita e indubbiamente gli effetti dei cambiamenti climatici interferiscono con gravi danni e pericoli sulla vita di ciascuno di noi, oltreché avere impatto negativo su fauna e flora. Le conseguenze naturali, geostrategiche, finanziarie sono quindi sotto gli occhi di tutti”.

Da qui viene l’impegno del PD, anche con la presenza di militanti ed eletti, domenica 29 novembre, a Roma e in altre città italiane alla marcia per il clima promossa dalla coalizione italiana delle maggiori associazioni ambientali. Il responsabile del PD rimarca l’importanza di “una strategia integrata tra sviluppo energetico ed ambiente, passando per alcuni tasselli fondamentali in Molise come il Piano Energetico ed Ambientale Regionale, l’Istituzione del Parco Nazionale del Matese, la legge regionale contro il consumo di suolo, la legge sui presidi rurali, le misure del PSR e del FESR riguardanti l’efficientamento energetico, l’innovazione e la ricerca. Una sfida che il Molise deve cogliere a tutti i costi, per fare la sua parte a livello globale.

Per limitare e promuovere l’adattamento ai mutamenti ambientali in corso – conclude Tomassone – sono quindi necessari grandi sforzi e coesione a livello globale affinché i negoziati di Parigi possano cogliere l’ultima occasione per contenere i cambiamenti del clima all’interno di una soglia di sicurezza, cioè mantenere l’aumento della temperatura media almeno al di sotto dei 2° C”.

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