Nel pomeriggio di martedì scorso, 19 maggio, la Squadra Mobile della Questura di Campobasso, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa con applicazione del braccialetto elettronico di controllo, nei confronti di un 52enne del capoluogo, autore di violenza privata, molestie e lesioni ai danni di una conoscente 41enne.
La notte di Capodanno 2026, l’indagato, raggiunto presso la propria abitazione dall’amica per fargli gli auguri per il nuovo anno, dopo averle consentito l’accesso, ha serrato la porta d’ingresso alle sue spalle e ha trattenuto la donna nel suo appartamento contro la sua volontà per tutta la notte. Nel frattempo avrebbe esercitato violenza fisica nei confronti della vittima immobilizzandola e privandola di qualsiasi tipo di comunicazione. Il mattino seguente, cedendo alle richieste della donna che chiedeva di essere liberata e di tornare a casa, la costringeva comunque ad accettare di essere accompagnata, la faceva salire sulla propria auto colpendola con diversi pugni e si avviava verso il centro cittadino. Mentre era nel traffico, la donna, approfittando di un momento di distrazione del proprio aguzzino, riusciva ad aprire la portiera e a fuggire per raggiungere la propria abitazione e, in seguito, a rivolgersi alle forze dell’ordine.
Gli approfondimenti svolti dal personale della Sezione reati contro la persona della Squadra Mobile e diretti dal P.M. titolare delle indagini hanno consentito di richiedere al giudice per la indagini preliminari di Campobasso l’applicazione del braccialetto elettronico di controllo a carico dell’indagato. La vicenda rappresenta una tipologia delittuosa particolarmente delicata, trattandosi di vittime riconducibili a fasce deboli (minori, donne, anziani) alla cui tutela la Procura è particolarmente attenta, anche al fine di prevenire che tali condotte degenerino in reati più gravi.
Nel corso del 2026, sono stati già trattati oltre 20 “Codici rossi” dalla Sezione specializzata della Squadra Mobile e sono state eseguite numerose misure cautelari disposte dal Gip su richiesta della Procura.