Straordinario riconoscimento nella Capitale per il talento e il genio molisano. Presso il palazzo della sede centrale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano al Foro Italico di Roma, lo scrittore da Guinness dei Primati Michele Santelia ha consegnato ufficialmente l’ultima sua opera nelle mani del Presidente Luciano Buonfiglio: lo Statuto del CONI scritto interamente al contrario.
L’evento, di altissimo valore istituzionale e sportivo per il territorio molisano e per l’intero panorama sportivo italiano, è stato fortemente voluto e promosso dall’Associazione Nazionale Stelle e Palme al Merito Sportivo del CONI e del Cip del Molise presieduta da Michele Falcione, per l’occasione al fianco dell’onorevole e consigliera nazionale molisana Elisabetta Lancellotta.
Un omaggio unico ai valori fondanti dello sport italiano, trasformando un testo giuridico e istituzionale in una vera e propria opera d’arte e d’ingegno, grazie alla determinazione dell’ANSMeS, da sempre in prima linea nella valorizzazione delle eccellenze regionali e nella promozione dei valori della cultura sportiva.
Il Presidente Buonfiglio, visibilmente colpito, ha espresso profonda ammirazione per l’originalità e la precisione del lavoro realizzato da Santelia, sottolineando come il legame tra cultura, dedizione personale e istituzioni sportive trovi in questo volume una sintesi perfetta. Dal canto suo l’on. Lancellotta, da sempre vicina al mondo dello sport e al territorio molisano, ha evidenziato l’orgoglio di vedere il genio e l’impegno della sua terra celebrati in una delle cornici istituzionali più importanti del Paese.
L’opera di Michele Santelia, celebre in tutto il mondo per la sua straordinaria e unica abilità di riprodurre testi complessi in senso speculare (utilizzando contemporaneamente più tastiere e senza guardare il monitor), di circa 400 pagine e un peso di più di 20 chilogrammi, come promesso dallo stesso numero uno dello sport italiano, troverà spazio all’interno di una teca dedicata nel prestigioso Salone d’Onore del CONI dello storico palazzo capitolino.
Lo Statuto del CONI Backwards, un’opera simbolo di pace, sport e valori universali
Michele Santelia, campobassano detentore di 21 Guinness World Records, è conosciuto in tutto il mondo per aver ritrascritto integralmente al contrario, digitando contemporaneamente su quattro tastiere bianche di computer senza mai osservare il videoterminale, ben 85 monumentali volumi appartenenti a lingue moderne, antiche e arcaiche tra cui geroglifico egizio, cuneiforme, etrusco e lingua maya. Santelia ha trasformato negli anni la scrittura speculare in una forma di riflessione civile e di impegno etico.
Il suo straordinario percorso è stato riconosciuto anche dalle istituzioni della Repubblica Italiana: il Presidente della Repubblica lo ha infatti insignito dapprima dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e successivamente di quella di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, a testimonianza dell’alto valore culturale e simbolico della sua attività. Per Santelia, scrivere al contrario non rappresenta soltanto una straordinaria abilità tecnica, ma costituisce soprattutto una provocazione culturale: un modo per contestare, attraverso il paradosso della scrittura speculare, un mondo che sembra procedere sempre più “alla rovescia”.
In questo spirito nasce la sua più recente opera, lo “Statuto del CONI Backwards”, simbolicamente dedicata all’intera famiglia dello sport italiano: alla dirigenza, ai dipendenti e a tutti gli atleti che quotidianamente rappresentano i valori dello sport. Una scelta per nulla casuale. Un documento che racchiude i principi fondanti dello sport italiano e, proprio per questo, la sua ritrascrizione al contrario assume il significato di una protesta silenziosa ma profondamente incisiva contro le contraddizioni del nostro tempo.
«Viviamo in un mondo che sembra procedere alla rovescia – afferma – Un mondo devastato dalle guerre, nel quale a pagare il prezzo più alto sono sempre gli innocenti; un mondo segnato dai femminicidi e dalla violenza contro le donne; un mondo che respinge i migranti anziché accoglierli; che continua a tollerare gli abusi sui minori; che avvelena la Terra compromettendo il futuro delle nuove generazioni; che troppo spesso rende invisibili le persone con disabilità».
Attraverso questa opera, Santelia affida allo sport e alle istituzioni che lo rappresentano un messaggio universale: tornare a essere scuola di pace, disciplina, rispetto, lealtà, inclusione e solidarietà; recuperare la propria funzione educativa quale antidoto alla violenza, al doping, alle dipendenze e alle degenerazioni dell’agonismo esasperato.
Il significato più profondo dello “Statuto del CONI Backwards”, tuttavia, affonda le proprie radici nella storia stessa delle Olimpiadi. L’autore richiama idealmente i Giochi dell’antica Olimpia, quando le poleis greche, pur dilaniate da guerre continue e sanguinose, deponevano le armi durante lo svolgimento delle competizioni olimpiche. Lo sport diventava così tregua sacra, sospensione della violenza, riconciliazione tra popoli nemici e simbolo di fratellanza universale: durante i Giochi non veniva versata una sola goccia di sangue. È proprio a quell’antico ideale che Santelia guarda nel consegnare il proprio lavoro al CONI. Un invito affinché lo sport continui a essere uno dei più potenti strumenti di dialogo, di educazione e di costruzione della pace.
L’autore conclude con un forte richiamo alle proprie radici molisane: «Come gli antichi atleti di Olimpia provenivano da piccole poleis capaci di trasmettere valori universali, così anche questa opera nasce da una regione apparentemente piccola ma immensa nello spirito. Dal Molise, che in un altro mio volume definii “la gemma più preziosa incastonata nello scrigno Italia”, traggo ogni giorno il senso della disciplina, dell’umiltà e dell’umanità che anima tutte le mie ritrascrizioni. Sono gli stessi valori che ho voluto imprimere nello “Statuto del CONI Backwards”, dedicandolo allo Sport, alla Pace Universale e, idealmente, alla Pace Cosmica».