RAVENNA-CAMPOBASSO 3-1 (2-0)
Reti: 41′ Casiraghi (r), 46′ Maggio, 24’st Tenkorang, 43’st Stoppa.
Ravenna (4-3-3): Venturi; Donati (21’st Bianconi), Zaro, Esposito, Falbo; Vinicius (31’st Viola), Lonardi, Casiraghi (21’st Tenkorang); Da Pozzo, Rabbi (31’st Fischnaller), Maggio (31’st Soleri). A disp.: Ciardi, Stagni, Solini, Ilari, Spini, Calandrini, Orellana. All.: Andrea Mandorlini.
Campobasso (4-3-1-2): Spurio; Cristallo (38’st Salines), Corbo, Celesia, Pierno; Fogliata (25’st Pellitteri), Agazzi (9’st Di Vico), Maisto (9’st Galeandro); Stoppa; Prado (9’st Carfora), Bifulco. A disp.: Apsits, Muzi, Blasi, Coccia, Leonardi, Aragona. All.: Davide Calabrese (Devis Mangia squalificato).
Arbitro: Sig. Erminio Cerbasi di Arezzo. Assistenti: Jorgji di Albano Laziale e Andreano di Foggia. IV Ufficiale: Guitaldi di Rimini. Operatore FVS: Mambelli di Cesena.
Note: ammoniti Donati, Mandorlini, Rabbi. Angoli: 4-4. Recupero: 5’+4′. Spettatori: 4.005 (quota abbonati 2.800) di cui 101 ospiti per un incasso di 38mila euro.
Niente da fare per il Campobasso al “Benelli”. Il Ravenna, che in casa fin qui ha fatto percorso netto, impone al “lupo” la legge del più forte, imponendosi per 3-1 con un micidiale uno-due nei minuti finali del primo tempo, riducendo ai minimi termini la reazione rossoblù per quasi tutta la ripresa, fino a trovare il terzo gol con Joshua Tenkorang, entrato da appena 3′. Gara chiusa definitivamente, e il quinto gol di Stoppa in campionato ha solo l’effetto di addolcire il tabellino, ma non certo lo stato delle cose.
Si ferma a cinque in Romagna la mini striscia positiva del Campobasso che torna a perdere in trasferta dopo un mese e mezzo (0-1 a La Spezia), e che non è riuscito ad arginare la forza della vicecapolista. Non è un delitto perdere a Ravenna, ma è chiaro che a questa squadra, che ama il palleggio e proporsi spesso con giocate di qualità, è mancato l’ultimo passaggio, un pizzico di concretezza di là e un po’ di attenzione di qua. Mancanze che fabbricano risultati come questi, che non determinano salti di qualità e non valorizzano le caratteristiche di una squadra bella a vedersi in alcuni frangenti ma talvolta leziosa e poco “cattiva”. Perché è vero come è vero che la squadra di Mandorlini di palle gol ne ha prodotte almeno tre nel primo tempo (una neutralizzata da un prodigioso intervento di Spurio), ma le due reti nel finale di tempo nascono da due leggerezze, una di Agazzi (ingenuo fallo in area, che è costato il rigore che ha sbloccato il match) e l’altra di Celesia che ha sbagliato la misura del rinvio, favorendo la micidiale giocata finalizzata da Maggio.
Eppoi l’episodio che poteva dare al Campobasso il rigore del potenziale pareggio sull’1-0 al 44′. «Le immagini non erano chiare – ha precisato mister Calabrese (sostituto dello squalificato Mangia) – Abbiamo preferito non giocarci la seconda card». Eppure la spinta di Lonardi su Maisto è sembrata punibile con la massima punizione già ad occhio nudo.
Si parte con la curva ospiti con 110 tifosi non residenti nella provincia di Campobasso in silenzio, lo stesso dall’altra parte. I ravennati solidarizzano e stanno zitti per un tempo intero, sfoggiando lo striscione “Liberi di viaggiare” in un pezzo di curva rimasto appositamente vuoto. Non ci sono Papini e Gargiulo, Salines torna in panchina ed almeno il suo ingresso in campo nel finale è un segnale positivo.
Il Campobasso inizia benino, con un bel fraseggio, concluso con un debole destro di Stoppa a lato. Risposta giallorossa all’8′ sull’asse Da Pozzo – Rabbi, da destra filtra un pallone pericolosissimo, ma l’attaccante tocca clamorosamente fuori. Il cliché si ripete al 16′, ma è bravissimo Spurio a difendere la porta con un guizzo da grande portiere. Bello scambio Stoppa-Bifulco senza esito al 24′. Maggio un minuto dopo va via sull’out mancino e tira sul primo palo, ma Spurio c’è. Il Campobasso si propone di nuovo al 27′, Prado di testa spedisce a lato un assist di Stoppa. Capovolgimento di fronte, tiro fuori misura di Vinicius al 28′. Gol annullato a Zaro, che aveva sfruttato bene i suoi 198 centimetri al 32′. Al 36′ girata di Rabbi dopo una mirabile protezione della sfera, palla fuori di poco. Al 37′ rigore per il Ravenna. Lo causa Agazzi che prima si fa aggirare da Casiraghi, ben servito da Falbo, ma poi lo tocca irregolarmente in area. L’ex Sudtirol va giù, è rigore (dopo 4′ di visione al monitor). Al 41′ lo stesso Casiraghi spedisce nell’angolino destro dove Spurio non può arrivare. Il raddoppio ravennate arriva al 46′, nel primo dei 4′ di recupero. Celesia rinvia male, di fatto regala palla alla squadra di Mandorlini. Un-due- tre tocchi e Maggio buca sul secondo palo Spurio. Un 2-0 che fa malissimo al più che dignitoso Campobasso della prima frazione.
Nella ripresa il Ravenna sfiora il 3-0, con un grande giocata di Rabbi, sinistro affilato che esce di un nulla rispetto all’incrocio. Entrano Carfora, Di Vico e Galeandro, escono Prado, Agazzi e Maisto. Proprio Carfora al quarto d’ora arma il destro vellutato, ma non ha fortuna, è fuori con Venturi fuori causa. Al 21′ entra Tenkorang, rimasto fuori dall”undici’ titolare. Al 22′ Corbo si produce in un grande recupero su Rabbi, pronto a far gol. Tenkorang incide subito e colpisce: angolo ben avvitato del mancino Falbo da destra, tocca prima Cristallo e poi il grande ex che firma – ahinoi – il suo terzo gol ai lupi dopo la doppietta dello scorso anno, sempre al “Benelli”. Tre a zero e c’è poco da fare. Il Ravenna ha un’altra cilindrata, basta guardare chi si è alzato dalla panchina, gente come Fischnaller, Viola e Soleri ad una ventina di minuti dal 90′.
Ammirevole la voglia dei rossoblù di cercare sempre la giocata di qualità, a costo talvolta di sembrare leziosi. Ci pensa Stoppa (quarto gol di fila in trasferta) a firmare il gol della bandiera con un delicato “colpo di biliardo” di piatto destro. Al 45′ Carfora ci riprova, il suo destro liftato sul secondo palo è da applausi ma non centra il bersaglio. Quindi, al 46′ Tenkorang, sempre lui, fila via in campo aperto e buca in uscita Spurio. Ma il 4-1 viene giustamente invalidato per offside. (foto Oreste Chianese)
s.c.