Finalmente il calcio giocato, dopo giorni di chiacchiere, illazioni, smentite, precisazioni, divieti e polemiche. Il lupo va a far visita ad una “big”, il Ravenna targato Gardini… pardon Cipriani (nipote di Raul), che aspira ad arrivare presto al grande calcio. Si gioca alle 14.30, orario che profuma di calcio antico, di sughi di carne e cartocci di dolci, di radioline gracchianti e di corse a casa a vedere su televideo gli altri risultati. Per il Campobasso impegnato al “Benelli”, lo stadio ravennate che ha da poco compiuto i 60 anni (inaugurazione con un’amichevole contro la Juve nel ’66), si tratta di uno scoglio durissimo anche in virtù dell’assenza per divieto dello zoccolo duro dell’onnipresente tifoseria organizzata rossoblù (101 tagliandi venduti per i non residenti in provincia di Campobasso) per la quale quella romagnola ha previsto, sugli spalti, un segno di solidarietà.
Il Ravenna di Mandorlini, oltre a vantare una rosa di prim’ordine, è atteso dal primo vero bivio della stagione. Secondo anno in C, dopo il ripescaggio dell’estate 2025, il Ravenna Fc nello scorso campionato ha assaggiato anche la vetta della classifica. A gennaio, tuttavia, furono sconfitti al “Molinari” – e c’era ancora Marchionni in panca – e pian pianino si è perso contatto con l’Arezzo, ci si è fatti scavalcare dall’Ascoli, né il cambio di manico con l’avvento di Mandorlini senior ha cambiato i destini, con l’eliminazione ai playoff per mano della Salernitana dopo un sofferto passaggio del turno col Cittadella.
Campagna acquisti all’altezza delle ambizioni e del portafoglio: Venturi, Duca (assente contro il ‘lupo’), Orellana, Vinicius, Maggio, Zaro, Casiraghi, Rabbi e Soleri compensano le partenze o gli addii dei vari Motti, Luciani, Corsinelli, Rrapaj, Di Marco, Okaka, aggiungendosi ai confermatissimi, Donati, Bani, Da Pozzo, Esposito, Solini, Falbo, Fischnaller, Viola, Spini e Tenkorang. Mandorlini a 66 anni ha a disposizione alternative in ogni settore del campo. La sconfitta sul campo della Pianese per quella che prima del fischio d’inizio era la migliore difesa del torneo (due reti subite, diventate quattro in pochi minuti), ha destato stupore ma fino ad un certo punto. In questo campionato gli errori si pagano a caro prezzo ed il maggior tasso tecnico non basta.
Sconfitti inopinatamente sul campo della Pianese, i giallorossi romagnoli hanno visto scappare la capolista Spezia a +5, e non «possono» sbagliare, anche perché fra una settimana saranno proprio i primi della classe a giocare al “Benelli”. Toccherà al Campobasso sporcare le giocate della squadra di Mandorlini, tagliare i rifornimenti agli attaccanti, proteggere l’ex Spurio (ravennate doc), impedire il più possibile gli inserimenti dei centrocampisti (uno su tutti, l’ex Joshua Tenkorang, doppietta un anno fa), tenere occhi aperti sui calci piazzati, ma nel contempo anche provare ad impossessarsi del pallino del gioco per impaurire la “corazzata” di casa che nel fortino amico ha fin qui fatto quattro su quattro, compresa la Coppa. Il vestito di “big” cucitole addosso dagli addetti ai lavori, almeno in casa, ha fatto bella mostra di sé.
Poi – a parte – la suggestione Ronaldinho, amico personale del presidente Ignazio Cipriani, e ben conosciuto da Ariedo Braida, che del Ravenna è ascoltatissimo dirigente. Un’operazione marketing in grande stile, che tuttavia non inciderà granché sul cammino della squadra. Il brasiliano 46enne, pur tesserato regolarmente, giocherà forse a metà novembre nel derby casalingo contro il Forlì, ma difficilmente si andrà oltre un’esibizione.
Qui Campobasso – Partita speciale per Spurio, che torna nella sua Ravenna dove giovanissimo vinse pure un campionato di D (7 presenze dieci anni fa) e ritrova il suo ex compagno Venturi. Per lui vale il detto “nemo propheta in patria”, visto che di maglie ne ha cambiate parecchie. E sa soltanto lui quanto ci tenga al match del Benelli. Bifulco cerca il suo primo gol in campionato proprio contro un suo ex allenatore. Con Andrea Mandorlini condivise l’esperienza a Padova nel 20/21. Sta finendo la “nottata” per Mangia, arrivato alla quinta di sei giornate di squalifica (tornerà il 24 a Caravaggio contro l’Atalanta).
Intervistato dai canali del club prima della partenza per la Romagna, l’allenatore ha messo l’accento sugli avversari, catalogati come «la squadra più completa del girone», sul fatto di vivere questo momento con maggiore positività, anche dell’ambiente («mi pare che comunque siamo a cinque risultati utili consecutivi»), e dello stato di salute del gruppo: «Ci siamo allenati bene, andiamo lì cercando di sfruttare al meglio le nostre caratteristiche, tenendo però bene a mente della loro forza». Assenti Salines, Papini e Gargiulo.
Arbitro Silvestri di Roma 1. I precedenti non fanno sorridere il lupo: reti bianche a Legnago due anni fa, sconfitta casalinga col Pineto nello scorso torneo. Due i precedenti tra Ravenna e Campobasso, bilancio in pareggio, 3-2 per i romagnoli al “Benelli”, 2-1 per il “lupo” al Molinari.
Le probabili formazioni
Ravenna (4-3-3): Venturi; Donati, Esposito, Zaro, Falbo; Vinicius, Lonardi, Tenkorang; Da Pozzo, Rabbi, Maggio. Out Duca, Bani in dubbio, Fischnaller in panchina. Casiraghi alternativa a Lonardi oppure a Tenkorang. In panchina: Ciardi, Stagni, Solini, Bianconi, Viola, Calandrini, Orellana Soleri, Fischnaller Spini. All.: Mandorlini.
Campobasso (4-3-3): Spurio; Cristallo, Corbo, Celesia, Coccia; Pierno, Agazzi, Pellitteri; Stoppa; Bifulco, Prado. All.: Calabrese (Mangia squalificato).
s.c.