Prima conferenza stampa pre-partita di Devis Mangia in vista dell’appuntamento ferragostano con il primo turno di Coppa Italia all’Axum Molinari contro la Cavese (ore 21). Un match molto atteso dalla tifoseria rossoblù, desiderosa di vedere all’opera la nuova squadra plasmata durante il ritiro estivo di Capracotta, in attesa di qualche ulteriore ritocco da qui alla fine del mercato.
«I ragazzi hanno lavorato molto bene e con grande disponibilità – ha affermato Mangia – Sono professionisti seri e stiamo continuando a seminare bene. Siamo ancora un po’ in costruzione, manca ancora qualcosa per raggiungere la squadra ideale e la proprietà, che approfitto per ringraziare, ci sta dando una grossa mano per inserire nuovi elementi e aumentare la competizione interna, che ritengo una risorsa fondamentale».
Sulla gara di domani Mangia ha proseguito: «Sono sinceramente curioso di vedere il primo impatto. Questa partita mi darà delle indicazioni importanti, anche se non potremo avere certezze assolute in questo periodo. Bisognerà avere pazienza per dare il tempo a questo gruppo di diventare squadra. La Cavese è una squadra solida, di categoria, costruita con criterio e con ottime individualità. Conosco la loro dirigenza e so che portano avanti un progetto chiaro, faranno una buonissima stagione».
Sul fronte tattico, il mister ha minimizzato l’importanza dei numeri dei moduli, preferendo concentrarsi sulle caratteristiche dei singoli: «L’obiettivo primario è mettere i calciatori nelle migliori condizioni per esprimersi. Abbiamo preso Stoppa per sfruttarlo al meglio nella sua posizione ideale, ma anche Pellitteri può giocare nel suo ruolo. Per quanto riguarda i giovani da inserire, stiamo creando le fondamenta e poi si valuteranno, ma non ho assolutamente preclusioni se hanno caratteristiche e qualità. Vanno aiutati e non buttati allo sbaraglio».
Infine, un messaggio chiaro è stato lanciato ai tifosi in vista del debutto casalingo davanti alla curva: «Ai tifosi prometto che non mancherà mai quello che i ragazzi vedono scritto ogni giorno nello spogliatoio entrando in campo (L’uomo che lotta non perde mai, ndr.). Si può sbagliare un passaggio o una scelta tattica, ma l’impegno e l’attaccamento alla maglia non permetterò che manchi mai».