Conferenza stampa fiume del presidente del Campobasso Football Club Matt Rizzetta che questa mattina ha incontrato i giornalisti locali presso la sala dell’Axum Molinari Stadium per fare chiarezza sulle strategie societarie dopo un mese circa di turbolenze dovute all’interessamento del gruppo imprenditoriale da lui stesso capeggiato, intenzionato ad acquisire la proprietà di altri club del panorama calcistico italiano, in particolare Napoli e Reggina.
Campobasso e la sua squadra di calcio rappresentano (almeno per il momento) il focus prioritario della cordata statunitense che si appresta ad affrontare la quinta stagione sportiva, e questa è già una grande notizia per il popolo rossoblù che da circa quarant’anni non assisteva ad una continuità simile con un crescendo di risultati di questo spessore: vittoria in Eccellenza, vittoria della serie D, salvezza al primo anno di C e quarto posto sempre in C appena conquistato con il traguardo raggiunto della prima fase nazionale dei playoff. L’attuale società punterebbe ad una crescita programmata in ogni minimo dettaglio, con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla serie B nei prossimi due anni. Sempre che alcuni fattori (determinanti per il Presidente) crescano di pari passo: tra questi l’appoggio economico “più corposo” almeno di «quelle aziende radicate sul territorio che potrebbero fare molto di più, affiancandoci in maniera più sostanziosa e non solo con pochi spiccioli», e la crescita in termini numerici del pubblico che si reca allo stadio, con un coinvolgimento di tutta la popolazione regionale, anche quella campanilisticamente ostile: «siamo pronti a coinvolgere la provincia di Isernia e il basso Molise anche con pullman messi a disposizione dalla società».
Pur esprimendo gratitudine alla tifoseria, Rizzetta ha lanciato un chiaro stimolo alla stessa, rispettando il clima di apprensione vissuto dalla piazza a causa dei rumors societari di questi ultimi tempi, rassicurando che l’amore e l’attaccamento dei molisani sono uno dei motivi per cui ha scelto di investire fortemente a Campobasso. Ma bisogna almeno provare a fare di più e dimostrare in modo ancor più massiccio e concreto l’attaccamento ai colori nelle partite casalinghe.
MULTIPROPRIETA’ – Resta, tuttavia, concreta l’attenzione di investitori made in Usa pronti ad atterrare nel mondo del calcio italiano, con lui stesso come testa d’ariete, senza nulla sottrarre alle risorse destinate alla causa rossoblù : «I fondi avrebbero messo a disposizione risorse importantissime per l’acquisto del Napoli, ma per il momento l’operazione resta lontana». Diverso è il discorso per la Reggina, compagine di serie D: «Quando ho iniziato l’avventura a Campobasso nel mio cuore ho sempre sognato di investire in altre tre realtà calcistiche: Napoli, Reggio Calabria e un’altra che per il momento non voglio svelare. Napoli è sempre più una città internazionale con una vastissima possibilità di investire bene, un sogno. A Reggio sono legato da sempre, anche per motivi familiari. E’ una piazza sanguigna come Campobasso ed ha vissuto sempre in categorie superiori, con un bacino di interesse in America che sfiora i cinque milioni di persone».
Resta, come una spada di Damocle, il nodo della multiproprietà, vietata dal 1° luglio 2028 per cui una società non può avere due squadre, anche in categorie differenti: «Nel pieno rispetto dei futuri regolamenti – ha affermato – le possibilità sarebbero tre: permanenza del sottoscritto unicamente a Campobasso. Un impegno di consulenza per dare una mano alle varie holding. Un’eventuale cessione: nel caso questo accada abbiamo già deciso che la società deve rimanere in mani sicure, con una “persona di famiglia” che abbiamo già individuato. Abbiamo un anno intero per ragionare di questo a mente fredda. Cosa mi potrà convincere a restare? La crescita collettiva, iniziando da Comune e Regione che ringrazio per quanto hanno ultimamente fatto per finire agli sponsor radicati sul territorio che possono, tuttavia, rendere più accettabile il mio personale investimento annuale. Amo questa terra ma sono anche un imprenditore per cui devo valutare anche questo aspetto».
LA NUOVA STAGIONE – Per quel che concerne i fatti di casa nostra le ultimissime danno per tramontata anche l’ipotesi di Alessandro Bruno alla guida tecnica del Campobasso. Il Ds Figliomeni, confermatissimo e stimatissimo da Rizzetta, è a lavoro per portare in panchina una figura che possa contemporaneamente gestire lo zoccolo dei riconfermati e i giovani che inevitabilmente arriveranno. Nessun nome ufficiale almeno fino a giovedì prossimo, data stabilita per la presentazione del nuovo allenatore. Lavori in corso anche per rafforzare con nuove figure professionali quei settori scoperti o da migliorare, tra cui il ruolo di Direttore Generale, già da tempo in pectore a Domenico Verdone.
m.s.