Un pensiero al giorno. La “terapia” in un libro di Michele De Luca

Forse Michele De Luca, nel suo ultimo libro Un pensiero al giorno, appena pubblicato dalla casa editrice veneziana Supernova, si è ispirato ad un aforisma niente di meno che della irraggiungibile Marlene Dietrich, che diceva: “Amo le citazioni perché è una gioia scoprire dei pensieri che hai avuto, elegantemente espressi con maggior autorità da qualcuno che è considerato più saggio di te”. D’altra parte, in generale, come scriveva Cesare Pavese, “leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma”. E, infine, fa suo l’ammonimento etico di Miguel de Unamuno, il quale afferma: “E’ detestabile l’avarizia spirituale di coloro che, conoscendo qualcosa, non si adoperano a trasmettere tale conoscenza”. Sono “pensieri per pensare”, scrive l’autore, che però, non tenendoli gelosamente custoditi per suo esclusivo uso e consumo, mettendoli a disposizione di chi li leggerà, esprime il suo desiderio di farli entrare nel suo mondo culturale, nelle sue letture e nella sua stessa vicenda umana e personale.

Scrive nella sua introduzione: “Un pensiero al giorno … Sembra la posologia prescritta dal medico di base, magari di un semplice “ricostituente” per restituire forza, vigore ed energia ad una curiosità intellettuale, ad una inerzia o rinuncia a confrontarsi con se stesso e con gli altri, ad una intelligenza impigrita e affaticata … dal momento che, come scriveva il grande Fernando Pessoa, ‘esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze’. Le 365 pillole di saggezza che ho raccolto in questo volumetto, da “assumere” quotidianamente per un intero anno, che sono un concentrato di erudizione,  ispirazione poetica, speculazione filosofica, immaginazione, ironia,  umorismo, vita vissuta, paradossi, provocazioni, ricordi … possono, dopo ciascuna assunzione, giorno dopo giorno, spalancare spiragli di conoscenza, sorprendere con inaspettate verità, insinuare dubbi, accendere schegge di luce intellettuale, rinnovare la voglia di ridiscutere certezze sclerotizzate, ecc. Di una cosa comunque si può essere certi e tranquilli, e cioè che non provocano effetti collaterali di rilievo”.

Per chi conosce la grande curiosità intellettuale di De Luca, la sua vastità di interessi, la sua poliedricità, potrà ritrovare in questo prezioso “libriccino” un concentrato di quella che è la sua particolare “cifra” espressiva e comunicativa, che si esprime attraverso la potenza e la suggestione del “frammento” nella letteratura, nell’arte, ella realtà, nella vita. Frammento di cui ebbe addirittura a tessere l’elogio nel suo libro Perché c’è la luna? Pensieri miei edito da Hammerle di Trieste nel 2023, in cui, tra l’altro scriveva: “Un frammento, oltre ad essere comunque un ‘documento’, una traccia o testimonianza lasciata da qualcuno, ha una storia a sé, che si alimenta di se stessa e in se stessa si conchiude, non trovando giustificazione o significato in ciò che lo precede, né in ciò che lo segue; sfugge completamente al progetto creativo del suo autore e al compito che lo stesso avrebbe voluto assegnargli all’interno dell’opera”.

Del resto anche, per chi conosce Michele De Luca come fotografo sa che il suo lavoro e la sua ricerca da tanti anni sono incentrati sul frammento, da ultimo come nei suoi ultimi lavori sulla street art a Venezia e Roma pubblicati da Supernova, tanto che nel suo libro Dettagli, introdotto da Italo Zannier (Quinlan, 2023), annota: “Nella scelta di un “dettaglio”, nel ritagliare un piccolo particolare astraendolo dal resto, si riflette il mondo interiore di chi è al di qua dell’obiettivo, la sua sensibilità, la sua cultura, il suo gusto estetico”. Il che vale nell’estrapolare delle frasi dalle sue letture evidenziandole, per non sciupare i libri, con un semplice post-it.

Nel libro ci sono pensieri di poeti, scrittori, artisti, santi, filosofi, musicisti, psicologi, scienziati, allenatori di calcio, cantanti, attori, registi… La successione dei pensieri, per niente noiosa, fa compiere poi alla mente e alla fantasia voli pindarici, nel tempo e nello spazio, tra mondi lontanissimi, geograficamente e culturalmente. Poniamo: Gobetti, Petrolini, Wahrol, Settembrini, Balzac, Gogol, Locke, Paolo Conte, Yourcenar , Salvemini, Euripide, Scopenhauer, Muhammad Alì, Orazio, Camus, Clint Eastwood, Voltaire, Kerouac, Borges, Fellini, Lincoln, Mozart, Madre Teresa di Calcutta…

Adele Germani