«Sono stati presentati in Consiglio comunale due Ordini del Giorno collegati al DUP 2027-2029, finalizzati a dare risposta a problemi reali e particolarmente avvertiti dai campobassani.Entrambi gli atti sono stati respinti dall’Aula.
Il primo, che ha ottenuto 8 voti favorevoli, 13 contrari e 8 astensioni, prevedeva un Piano comunale per il progressivo superamento dei mastelli attraverso sistemi di conferimento dei rifiuti chiusi e controllati.
L’esposizione dei mastelli sulla pubblica via, soprattutto quando contengono rifiuti organici e scarti alimentari, favorisce l’avvicinamento e la permanenza dei cinghiali nel centro abitato, con conseguenze su igiene, pulizia e decoro urbano e possibili riflessi sulla pubblica incolumità. L’approvazione dell’Ordine del Giorno avrebbe avviato un percorso strutturato verso modalità di conferimento alternative, intervenendo così su uno dei fattori che contribuiscono al fenomeno.
Il secondo Ordine del Giorno, respinto con 6 voti favorevoli, 14 contrari e 10 astensioni, chiedeva alla politica di dimezzare indennità e gettoni di presenza, destinando le economie effettivamente conseguite alla manutenzione di strade, marciapiedi e verde pubblico, ambiti nei quali degrado e carenze manutentive sono criticità quotidianamente rappresentate dalla cittadinanza, dal centro alle periferie. L’approvazione avrebbe dato un indirizzo preciso, chiedendo agli organi politici di contribuire direttamente alla cura della città attraverso la riduzione dei propri emolumenti.
Il confronto tra ciò che l’approvazione dei due Ordini del Giorno avrebbe potuto produrre e l’esito delle votazioni è netto. Chi ha votato contro, ha scelto di respingere questi indirizzi. Chi si è astenuto, ha scelto di non sostenerli. Due strumenti pensati per intervenire su questioni tangibili non hanno quindi ottenuto il sostegno necessario dell’Aula.
In Consiglio comunale, tuttavia, ogni voto pesa e chiama ciascuno a risponderne davanti alle istituzioni, ai cittadini e alla propria coscienza. Non esistono voti neutri quando si è chiamati a scegliere se sostenere o meno una proposta. Il Consiglio si è pronunciato e ciascuno risponde della posizione assunta. Restano agli atti le scelte compiute. Restano alla città le loro conseguenze e i problemi sui quali era stato chiesto di intervenire».
Liberio Lopriore – Consigliere comunale Campobasso