Noi Siamo il Campobasso, l’associazione guidata da Daniele Landolfi chiude un ciclo: «Grazie a chi ha creduto in questa magnifica avventura»

Landolfi e Scocchera

Dopo cinque anni di successi, emozioni, passione e risultati calcistici questa sera l’Associazione Noi Siamo il Campobasso si è riunita per l’ultima, definitiva, volta con i propri soci. Presso l’aula civica di Palazzo San Giorgio, infatti, un manipolo di soci e qualche simpatizzante ha celebrato quello che è stato l’ultimo appuntamento istituzionale per un sodalizio che grandi meriti ha conquistato dal 2013, anno di fondazione. Nata dalle ceneri della gestione Capone, l’associazione ha accompagnato passo passo la rinascita del Campobasso Calcio dall’Eccellenza regionale: con il gruppo Phlogas di Falcione/Meo/Perrucci con quasi il 90% delle quote prima e De Lucia/Leone in ultimo fino ad arrivare ai giorni nostri dove, la nuova società targata Circelli, ha deciso di fare a meno dello 0,70% circa delle quote rimaste in capo al presidente Daniele Landolfi.

Una delle maglie all’asta

Più di 400 soci nel 2013, una decina oggi. 98.500 euro versati e rendicontati nel quinquennio. La squadra Juniores sulle spalle per tutti questi anni con alterne vicende ma anche con un secondo posto sfortunato nella stagione 2017/2018 a favore del Pineto all’ultima giornata. Il tutto svolto sempre col massimo della professionalità nonostante gli enormi sforzi per non far mancare nulla ai giovani calciatori, diversi dei quali presenti alla riunione di stasera per ringraziare personalmente il presidente. «Non abbiamo nulla da nascondere – ha detto Landolfi -. Tutto quello che abbiamo fatto è scritto e certificato con bonifici bancari. Piuttosto dal nostro conto corrente qualcuno ha attinto nel corso degli anni diverse migliaia di euro senza darne giustificazione. Siamo orgogliosi dei risultati conseguiti e della grande mano che abbiamo dato per far sì che il calcio a Campobasso non scomparisse ma oggi termina il nostro lavoro. Personalmente non ho intenzione di continuare in quest’avventura come un intruso non gradito e credo che nessuno voglia prendere il mio posto. Ci hanno chiesto finanche le chiavi della sede presso lo stadio – continua – dandoci una sorta di benservito dopo che più di una volta abbiamo cercato di incontrare la nuova società, che comunque ringrazio per quello che ha fatto in estate, per offrire il nostro apporto. Ringrazio – chiude Landolfi – la Phlogas e tutti gli sponsor che hanno sostenuto la nostra causa, in particolare il Mirabello calcio per averci concesso il campo di gioco».

Ma alla tristezza dei presenti all’assemblea, consapevoli di aver chiuso un meraviglioso ciclo, ha fatto da contraltare la nobile idea di mettere all’asta “l’argenteria di famiglia”: le casacche ufficiali della Juniores, quelle del primo anno di Eccellenza, t-shirt, gadget e quant’altro rimasto per raccogliere fondi a favore dell’Associazione Giovani Diabetici Molisani onlus presieduta da Carmine Venditti il quale ha speso parole di ringraziamento per la vicinanza dimostrata ai piccoli malati le cui famiglie quotidianamente affrontano enormi sacrifici, anche economici.

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