L’importanza strategica del Molise nella seconda guerra mondiale attraverso gli articoli del “Risorgimento” nel volume di Fabrizio Nocera e Antonio Salvatore

Antonio Salvatore

Presentato al pubblico, nella cornice dell’aula magna del Convitto “Mario Pagano”, il volume La seconda guerra mondiale attraverso le pagine del “Risorgimento” – Molise 1943-1944, a cura di Fabrizio Nocera e Antonio Salvatore. L’importanza strategica del nostro territorio per quel che concerne le manovre belliche tra truppe alleate e truppe tedesche a partire dall’ottobre del 1943 e la rilevanza che in quei giorni avevano gli accadimenti, puntualmente riportati sulle colonne dello storico giornale dell’epoca “Risorgimento”.

Nel 1943, arrivando ai fatti più vicini alla nostra regione, il Molise ha avuto il privilegio negativo di avere nel suo territorio le tre linee cosiddette “ritardatrici” (insieme alla linea Gustav, quella della resistenza ad oltranza, dal fiume Garigliano ad Ortona con perno centrale le Mainarde abruzzesi-molisane dove nacque il Corpo Italiano di Liberazione, precursore dell’attuale Esercito Italiano) per rallentare l’avanzata delle truppe alleate risalenti dal meridione d’Italia: la Viktor, la Barbara e la Bernhard. La nostra regione, spesso trascurata dagli storici per quel che concerne il conflitto mondiale, fu devastata in gran parte del suo territorio da alleati e tedeschi. Particolarmente cruenti furono i bombardamenti di Isernia e Venafro. Il 10 settembre 1943, in ordine cronologico, dopo lo sbarco della V Armata statunitense nella piana di Salerno e la cosiddetta “Operazione Avalanche” per evitare che le truppe tedesche potessero portare rinforzi e ostacolare l’avanzata, fu ordinato di distruggere le vie di comunicazione (ferrovie e strade) che portavano alla Campania, tra le quali la città di Isernia.

Fabrizio Nocera

I bombardieri americani, purtroppo, non riuscirono a distruggere nessuno degli obiettivi strategici ma gran parte del centro abitato causando la morte di 489 persone. Ironia della sorte gli obiettivi strategici furono distrutti dai tedeschi in ritirata, tra cui il famoso e caratteristico ponte Santo Spirito. Sei mesi dopo, il 15 marzo del 1944, anche Venafro subisce un tremendo bombardamento, per errore, che miete circa 100 vittime civili. La città era già occupata dagli alleati, in particolare britannici e francesi, e gli americani fondamentalmente sbagliarono obiettivo scambiandola per Cassino. I piloti, che subirono subito un processo per quanto fatto, dissero che quel giorno vi era una fittissima nebbia ma molto probabilmente non andò così.

 

In totale, il Molise vedrà 36 suoi paesi bombardati durante la seconda guerra: 2.808 edifici distrutti, 19mila vani resi inabitabili, 10mila persone senza alloggio, 12.565 persone in case danneggiate, 1.145 in ricoveri di fortuna (baracche, grotte), 3.510 aziende che hanno subìto danni di guerra. Gran parte, dunque, del Molise subì la violenza della guerra.

Nelle pagine del “Risorgimento”, il cui primo numero fu stampato il 4 ottobre 1943, tornano puntuali gli avvenimenti narrati. Il lavoro di ricerca messo su testimonia come in Molise la guerra, che molti affermano sia stata sentita marginalmente, sia invece stata nei suoi effetti devastante e causa principale di uno spopolamento dovuto alla distruzione, alla mancanza di lavoro e alla fame che ha contribuito in maniera forte al fenomeno migratorio che, con dinamiche diverse, risulta essere a tutt’oggi uno dei mali ….della nostra regione.

«Abbiamo trascritto integralmente tutti gli articoli che riguardano il passaggio della seconda guerra mondiale in Molise, dal primo all’ultimo, affinché il lettore potesse avere un quadro generale di quanto accaduto e ad oggi questo testo è l’unico tra le regioni italiane ad aver riportato integralmente e totalmente la narrazione del passaggio della seconda guerra mondiale sul proprio territorio attraverso gli articoli di stampa dell’epoca – afferma il Prof. Salvatore – . Il Molise dall’ottobre del ’43 al marzo del ’44 occupa buona parte delle prime pagine del giornale oggetto della ricerca storica». I testi e le foto storiche dei personaggi più importanti legati al secondo conflitto mondiale in visita nella nostra terra ne testimoniano la strategicità assoluta: da Eisenhower a Clark, Montgomery, Re Giorgio VI d’Inghilterra, Charles de Gaulle e Oliver Lees.

Il ricavato della vendita del libro sarà interamente utilizzato dall’Osservatorio Culturale “Enzo Nocera”, inserito all’interno dell’Associazione Molise Radici, per il recupero di materiale storico riguardante il Molise. A testimonianza di tale mission sono state consegnate al Rettore del Mario Pagano una medaglia d’argento risalente agli anni ’60 dell’800; al Comune di Campobasso una “Tribuna Illustrata” del 1906 riportante uno dei primi articoli dedicati ai Misteri e il discorso originale di Renato Pistilli Sipio per l’inaugurazione della Casa del Soldato di Badia Polesine (RO) del 1918 e, in ultimo, una lettera di Guido Silla, prigioniero campobassano nell’Est Africa, alla famiglia.

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