La donna è una cosa meravigliosa, al MAN di Nuoro una grande retrospettiva di Garry Winogrand

Garry Winogrand
Garry Winogrand

La grande fotografia ancora una volta al MAN. A un anno dal successo della mostra di Vivian Maier, il Museo della Provincia di Nuoro è lieto di annunciare l’imminente apertura di un nuovo progetto espositivo, in anteprima nazionale, dedicato a Garry Winogrand, padre della street photography. Negli ultimi anni il lavoro di Winogrand (New York, 14 gennaio 1928 – Tijuana, 19 marzo 1984) è stato in più occasioni accostato a quello di Vivian Maier. Anche lui, come l’ormai celebre tata fotografa, operò nelle strade di New York a partire dai primi anni Sessanta, portando avanti un lavoro capillare e ossessivo di reportage. Winogrand è stato uno dei più importanti cronisti della società americana, oltre che uno dei più celebri fotografi internazionali degli anni Sessanta e Settanta. Il suo sguardo sulle abitudini dei cittadini statunitensi, apparentemente distratto, quasi casuale, spesso ironico, fu influenzato soprattutto dalla fotografia sociale di Robert Frank e Walker Evans, che reinterpretò in una forma nuova e radicale.

Garry Winogrand, Women 1 - ® Garry Winogrand
Garry Winogrand, Women 1 – ® Garry Winogrand

Winogrand individuò negli anonimi abitanti delle città americane il soggetto ideale per dare corpo alla propria visione del mondo, raccontando storie laterali, prive di copione o colpi di scena, catturate sempre in luoghi pubblici: nei parchi, allo zoo, nei centri commerciali, nei musei, negli aeroporti, oppure in occasione di manifestazioni politiche ed eventi sportivi. La sua tecnica si contraddistingue per l’utilizzo di obiettivi grandangolari. I tanti provini giunti sino a noi dimostrano come Winogrand ricercasse volontariamente la presenza di uno spazio esterno al soggetto, spesso forzando l’inclinazione della macchina fotografica. Com’è stato scritto in più occasioni, sarebbe sbagliato liquidare questi sfondi come elementi secondari, come un “rumore” visivo irrilevante. Secondo l’originale visione di Winogrand, i dettagli esterni, inclusi nella cornice della fotografia, contribuivano invece ad accrescere la forza e il significato del soggetto ritratto.

La mostra al MAN “Women (are beautiful)”, a cura di Lola Garrido, realizzata in collaborazione con diChroma Photography, presenta, per la prima volta in Italia, la collezione completa delle fotografie che, nel 1975, andarono a comporre il celebre volume “Women are Beautiful”, divenuto oggi un oggetto di culto. Immagini istantanee, qui proposte attraverso una serie di stampe originali, che celebrano la figura femminile con uno sguardo autentico, in cui si mescolano ammirazione e ironia, venerazione e sarcasmo.

Imagen 464Un lavoro per molti aspetti controverso, parallelo a quello dei poeti della Beat Generation, a cui non furono risparmiate pesanti critiche. Se infatti agli occhi di alcuni interpreti le fotografie apparvero come una gioiosa riflessione sull’emancipazione della donna e sulla sensualità, altri – per la presenza di figure formose, in abiti sbracciati o minigonne, o per l’indugiare dello sguardo di Winogrand sui seni e i fondoschiena – le avvertirono invece come l’espressione contorta di una visione maschilista e misogina. Ciò che appare evidente è che non si tratta di una riflessione superficiale sui nuovi concetti di bellezza, ma piuttosto di una descrizione delle conseguenze sociali della controcultura americana, oltre che di una dichiarazione di sostegno ai diritti e alla libertà delle donne in un momento in cui il conservatorismo puritano sembrava volere rimettere in discussione alcune delle più importanti conquiste del dopoguerra. Il noto fotografo Joel Meyerowitz, ha parlato di “un urto e un abbraccio allo stesso tempo: lui è una contraddizione e le immagini sono contraddittorie”.

Garry Winogrand, Women 5 - ® Garry Winogrand
Garry Winogrand, Women 5 – ® Garry Winogrand
Garry Winogrand, Women 4 - ® Garry Winogrand
Garry Winogrand, Women 4 – ® Garry Winogrand

Garry Winogrand (1928-1984) nasce in una famiglia operaia del Bronx. Inizia a fotografare durante il servizio militare. Studia pittura al City College di New York e fotografia presso la Columbia University. Nel 1949 frequenta un corso di fotogiornalismo presso la New School for Social Research di New York e dal 1952 fino al 1969 lavora come fotoreporter freelance. La sua prima esposizione di rilievo si tiene al MoMA nel 1963. Nel 1966 espone le sue foto all’interno della mostra Toward a social landscape alla George Eastman House di Rochester, insieme a Lee Friedlander, amico e compagno di peregrinazioni. Con lui e con Diane Arbus partecipa alla mostra New Documents (MoMA, 1967). Ha vinto tre volte il Gugghenheim Fellowship Awards (1964, 1969, 1979) e un a volta il National Endowment of the Arts Award (1979). Le fotografie documentaristiche di Garry Winogrand sono apparse in riviste come “Sports Illustrated”, “Fortune” e “Life”. Alla sua morte, avvenuta nel 1984 a causa di un tumore, ha lasciato un enorme archivio di immagini, molte delle quali mai sviluppate. Alcune di queste sono state raccolte, esposte e pubblicate dal MOMA nel volume Winogrand. Figments from the Real World (1988).

Michele De Luca

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