
E’ il giallo dell’anno, il fatto di cronaca di cui ormai da nove mesi si parla quotidianamente nei Tg nazionali e nelle varie trasmissioni televisive dedicate a questo tipo di notizie. Tra i tanti esperti che intervengono sul tragico Natale di Pietracatella, Aldo Di Giacomo, criminologo locale ed esperto in fenomeni criminali, gli ha dedicato un volume: “Pietracatella – Il veleno dentro casa. Anatomia di un duplice omicidio tra indagine, psicologia e criminologia”
Di Giacomo propone una lettura criminologica del caso che ha profondamente segnato Pietracatella e l’intero Molise. Non è un libro costruito per indicare colpevoli, ma per analizzare fatti, comportamenti, relazioni e dinamiche investigative. Ripercorre gli elementi principali dell’inchiesta distinguendo ciò che è accertato dalle ipotesi. Al centro ci sono la criminologia, la psicologia del delitto e le difficoltà di un’indagine particolarmente complessa. Un libro scritto soprattutto per comprendere e riflettere, nel massimo rispetto delle vittime e della comunità del piccolo paese in provincia di Campobasso.
«Ho cercato di spiegare il perché è stata utilizzata la ricina e qual è il senso del suo utilizzo ponendo una serie di altre domande alle quali io cerco di dare delle indicazioni. – ha affermato Di Giacomo – Questo libro aiuta chi lo legge a capire gli elementi certi che abbiamo (non serve conoscere i responsabili) e a chiedersi cosa accadrà nelle prossime settimane. Non do delle soluzioni. Parlo delle certezze e le analizzo dal punto di vita criminologico in modo che chi vuole può avere la possibilità di capirne di più e su cosa, eventualmente, puntare di più l’attenzione».
Il veleno più difficile da vedere è quello che entra dove nessuno pensa di doversi difendere. «Chi usa il veleno, rispetto a chi ha un contatto fisico nell’uccidere, si pone su un piano diverso: io so e tu no. Il concetto di prossimità – prosegue – emerge molto chiaro fin dall’inizio di questa storia; prossimità non intesa esclusivamente come familiare. Siamo molto vicini alla fase in cui ci saranno i primi iscritti al registro degli indagati e questo creerà ancora più attenzione sul caso che, badiamo bene, è un caso unico al mondo di cui se ne parlerà per i prossimi decenni ma bisogna farlo nel giusto modo, avendo rispetto delle vittime e delle comunità che si è trovata di fronte ad una strage del genere. Non parlarne non aiuta, ma alcune testate nazionali a mio parere hanno esagerato: non si può ripetere la stessa notizia dandola per nuova e andare a cercare un colpevole a tutti i costi.
Nel libro io parlo di chi non è stato, sulla base di alcuni elementi specifici dopo tanti anni di studio nel settore. Ovviamente c’è la possibilità che mi sbagli perché non ho certezze giuridico-investigative ma certezze criminologiche dettate dalle analisi degli elementi che ho a disposizione. Il compito del criminologo non è quello di avere sempre ragione ma di valutare ciò che si ha a disposizione al momento, e in questo momento tutti gli elementi che abbiamo non portano ad una certa persona ma ad altro. Alla fine se avrò sbagliato, quantomeno ci avrò messo la faccia».
Il volume sarà disponibile da domani, mercoledì 2 settembre, nelle edicole del Molise.