“Ceci n’est pas une bibliotheque”, il restauro della Biblioteca Marciana di Venezia in una mostra di Marica Michieli

Alla XVI arcata della Libreria Sansoviniana, si apre l’ingresso dell’ex Palazzo della Zecca, ove si coniavano le monete della Repubblica di Venezia, ora Biblioteca Marciana. Fortemente voluta da Francesco Petrarca, l’idea di una “pubblica libreria” si concretizzò un secolo dopo, nel 1468 a seguito del lascito della collezione libraria del Cardinal Bessarione. La costruzione del palazzo che doveva ospitare la collezione fu iniziata da Jacopo Sansovino nel 1537 e terminata nel 1542; Vincenzo Scamozzi proseguì l’edificazione della libreria verso il molo nel 1588.

La biblioteca San Marco, che contiene una delle più pregiate raccolte di manoscritti greci, latini ed orientali del mondo, si arricchì grazie a donazioni e lasciti, nonché per l’effetto dell’obbligo imposto agli stampatori di depositarvi un esemplare di ogni libro pubblicato. Nel 1811 la Biblioteca venne trasferita, per decreto del Regno italico nel Palazzo Ducale e solo nel 1904 i libri furono spostati nell’edificio sansoviniano, restaurato per l’occasione: il cortile coperto da da una struttura du vetro, cemento e legno diventa la sala di lettura. Nel fondo viene posta la statua di Francesco Petrarca, la monumentale vera da pozzo centrale viene trasferita nel cortile di Ca’ Pesaro.

Nel 2006 la prestigiosa Biblioteca è stata oggetto di importanti interventi di restauro conservativi che sono stati oggetto ed occasione per un lavoro fotografico condotto con intelligenza e passione da Marica Michieli, che è stata per lunghi anni responsabile del Settore Periodici, e che ha quindi ebbe modo di seguire quotidianamente il progredire dei lavori, di cui ore resta la sua singolare testimonianza, concretizzatasi nelle bellissime immagini (in tutto 32 scatti) che compongono il percorso di una affascinante mostra (Ceci n’est pas une bibliotheque) allestita a Venezia presso il Multimedial Laboratory Art Conservation in Fondamenta della Misericordia, patrocinata dalla stessa Biblioteca Marciana, con il sostegno della ditta Alfier Srl che ha eseguito l’opera di restauro con la collaborazione dello Studio Dal Ponte di Mario Di Martino, dello stesso spazio espositivo e con la partecipazione dell’associazione Laguna nel Bicchiere.

Marica Michieli, fotografa per passione alla sua prima esperienza espositiva, ci accompagna con naturalezza e un pizzico di ironia in un inedito viaggio in uno dei luoghi più affascinanti di Venezia: la Biblioteca Nazionale Marciana. Gli scatti che compongono la mostra donano allo spettatore il privilegio di assistere, da un punto di vista affettivo, alla grande opera di restauro che nel 2006 interessò gli ambienti della Biblioteca dal lucernario ai marmi perimetrali, al ripristino del pavimento ligneo.

Il reportage di Marica non può essere considerato mera registrazione neutrale dei diversi stadi del restauro ma intima testimonianza di una persona che tra quelle mura lavora da tanti anni. La confidenzialità e l’immediatezza delle sue immagini trasformano un cantiere edile, normalmente freddo e senz’anima, in uno spazio dove impalcature, scale e oggetti abbandonati risultano allo spettatore familiari ed espressivi.

Questa sensazione di accoglienza viene sottolineata dalla quasi    costante presenza umana e da una serie di fotogrammi che immortalano gli altri funzionari mentre spiano incuriositi il team di restauratori all’opera, suscitando una sensazione di empatica vicinanza e strappando anche un sorriso. E’ la visione personale a rendere interessante e prezioso un racconto fotografico, molto più dell’aspetto puramente tecnico dello scatto, qui guidato da un’intuizione non ancora del tutto cosciente del potenziale artistico che ne sarebbe scaturito.

Marica Michieli è nata a Venezia e dopo gli studi classici ha compiuto un interessante percorso di maturazione in anni di stimolanti ed effervescenti fermenti culturali e artistici. Ha sempre conciliato il suo interesse per la grafica e la fotografia con importanti mansioni – oltre al lavoro presso la Biblioteca Marciana – quali la  catalogazione del Fondo Camerino dell’Università di Venezia e l’organizzazione della biblioteca “Renato Maestro” della Comunità ebraica in Ghetto, dove ha lavorato dal 1980 al 1990.

Lisa Angaran    

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