CALCIO / SERIE C Sky wifi – Campobasso-Livorno, gara d’altri tempi

Amaranto di nuovo in trasferta in Molise 45 anni dopo l’ultima volta
I rigori sbagliati, la neve spalata a tempo di record, il golazo di Biondi
La storia di quattro precedenti dal fascino unico

L’ ultima volta che il Livorno transitò dalle nostre parti a sfidare il lupo lo stadio di contrada Selvapiana “esisteva” solo nella mente di colui al quale oggi l’impianto è intitolato. Molti anni dopo (stagione 2003/04) i labronici avrebbero messo piede in Molise sì, ma per sfidare in B il Napoli in campo neutro. Da pochi mesi presidente, Tonino Molinari, quel 1° novembre del 1981, aveva 49 anni e voleva “spaccare” il mondo. Era tra i pochi pure a credere nella rimonta della squadra guidata da appena una settimana da Tony Pasinato e non si scoraggiò dopo la brutta partenza, dando indicazioni precise e carta bianca al ds Piero Aggradi di cambiare quel che c’era da cambiare e rinforzare la squadra.

Quel 1° novembre 1981 c’era il sole a scaldare Campobasso, 15 gradi e i soliti 5 mila sugli spalti. Debuttavano in casa nuovi acquisti Ciappi e Biagetti, con Maragliulo in panchina pronto a subentrare (e lo farà, a giochi quasi fatti). Biondi aveva già fatto le presentazioni due settimane prima contro il Giulianova. Pronti via, e sarà proprio lui a dare il “la” alla vittoria con una stupenda stoccata su calcio piazzato, in barba a chi, osservando la sua caratteristica andatura in corsa, lo aveva apostrofato “piedi a papera”. Canzanese si fa parare un rigore da Cavalieri (oggi in Tv a fare l’opinionista sul Bologna), ma a chiudere i conti ci pensa Maestripieri al 70′. È la prima vittoria di Tony Pasinato (nel suo ciclo triennale in rossoblù ne arriveranno altre 38).

La storia di Campobasso-Livorno è breve, ma intensa, condensata in tre anni solari o poco più. Si comincia nell’autunno 1978, con la riforma dei campionati nasce la C1 su due gironi ed il Campobasso sfida le toscane “dirottate” a Sud. Dopo lo 0-0 esterno di Lucca della prima giornata, ecco l’8 ottobre sulla terra battuta l’ambizioso Livorno con un 21enne Tacconi in porta. Proprio il portiere umbro, destinato ad una grande carriera (in A con Avellino e Juventus), para un rigore a Catarci nel primo tempo sullo 0-0. Nella ripresa Scorrano (al quarto d’ora colpo di testa vincente su assist di Siro D’Alessandro) illude il “lupo” che viene raggiunto da Zottoli a 4′ dalla fine.

Il giorno della Befana inaugura le domeniche degli anni Ottanta con un’abbondante nevicata “Campobasso-style”, che naturalmente mette a rischio la regolare disputa del match. Più di 40 cm ricoprono il terreno, al suo primo anno di verde naturale dopo anni di carbonella e terra battuta. C’è un piccolo problema, però. La neve smette di cadere di venerdì, nella tarda mattinata, prima delle 48 ore canoniche (si giocava alle 14.30). Ed allora il Livorno cerca di approfittarne. Per carità, dopo una lunga trasferta, avrebbe tutte le ragioni, l’ “arroganza” del presidente Corasco Martelli va contro ogni logica e abolisce fairplay e sportività. Quindi il campo di gioco deve essere sgomberato. Pena lo 0-2 a tavolino.

Un’impresa titanica a poche ore dalla disputa del match. Parte un tam tam, un gigantesco passaparola, attraverso anche le radio private: chi può, si armi di pala e vada allo stadio. I tifosi nel giro di un paio d’ore completano un capolavoro, liberando il terreno e accatastando la neve ai bordi. Si gioca, il Campobasso sfodera una grande partita e rifila un rotondo 2-0 alla migliore difesa del torneo (che in tutte le altre 33 partite subisce in tutto solo altri 9 gol!). A segno Scorrano (sempre lui!) nel primo tempo e Pieraldo Nemo nel finale a mettere in ghiaccio un successo meritatissimo.

Qualche mese dopo (quarta giornata del torneo 80/81, è il 19 ottobre) al vecchio “Romagnoli” finisce 0-0.

S.C.