L’antipasto di Coppa era sicuramente gustoso, e via via lo sarà sempre di più, eventualmente. Ma il “main course” del campionato incombe. Da sempre è il piatto principale. Ed il Campobasso, per utilizzare uno dei luoghi comuni più in voga, ha “fame”, eccome se ha fame. Il menù prevede, alle 18 di una domenica ancora pienamente estiva, di “mangiarsi” la Pianese per sfatare il tabù della prima giornata che, in serie C non vede i rossoblù vincenti da una vita, anche perché spesso costretti da calendario ad esordire lontano da casa, come nelle ultime due stagioni (0-1 ad Arezzo nel ’24 e 2-3 a Ravenna un anno fa).
I toscani, tuttavia, non hanno mai perso nei due confronti al “Molinari”, e costituiscono avversaria di tutto rispetto, ancorché indecifrabile dopo la prova double face di Coppa. A Carpi, la squadra di Zanchetta, dopo un primo tempo sontuoso (0-2 ma con almeno altre due clamorose palle gol divorate), ha di fatto “smesso” di giocare non trovando più le micidiali ripartenze dei primi 45′ (doppietta di Bellini), spianando di fatto la strada alla clamorosa rimonta dei biancorossi di casa. L’ex Morelli (Campobasso 24/25) si candida per una maglia da titolare. Squalificati Proietto e Bertini.
Per il Campobasso, dal secondo dopoguerra in poi, è il campionato numero 13 al terzo livello del calcio italiano. Il quarto posto della stagione scorsa è il miglior risultato dal 1988 e non sarà facile da eguagliare o migliorare. Tuttavia, con questa matricola (918120, nata a Vinchiaturo nel 2006 ed ex Campobasso 1919) il club in quattro anni ha sempre migliorato la performance della stagione precedente.
Ancora una volta i rossoblù si presenteranno al via con un “manico” diverso rispetto all’anno prima. La panchina rossoblù si conferma “ballerina”, con rare eccezioni di permanenze triennali o quasi (Cudini 2019-2022 e molto prima Pasinato, 1981-1984). Tocca quindi a Devis Mangia che da Altamura si è portato dietro il secondo Davide Calabrese (in Puglia “collaboratore tecnico”), affidando la preparazione dei portieri ad Antonio Fischetti (25/26 a Cosenza) e quella atletica a Cristian Manco (già con il ds Figliomeni alla Gelbison nel 23/24, poi a Lecce in A con mister Giampaolo) con l’apporto di Walter Simonetti, già tecnico dell’Under 17 rossoblù. Lo staff viene completato da Biagio Meccariello, alla prima esperienza dopo una lunga carriera da calciatore anche in A (col Lecce nel 19/20) e dai fisioterapisti Ciocca e Santella.
LA SQUADRA – Col mercato aperto nulla è definitivo. Rispetto alla squadra guidata da Zauri e Lucchini è partito il pezzo da 90 Gala, ceduto al Castellon (Spagna, Segunda Division). Il trequartista napoletano nella prima giornata è subentrato a metà ripresa, nel successo della sua squadra (0-1) sul campo della Real Sociedad B. Le altre partenze: Tantalocchi (f.p., Sampdoria, potrebbe andare al Vicenza), Martina (svincolato, in trattativa col Savoia), Padula (f.p. Torino, oggi al Cerignola), Brunet e Francesco Forte (Scafatese), Lancini (Reggina), Cerretelli (Grosseto), Di Livio (Triestina), Olivieri (f.p., Modena, oggi al Monopoli), Sarr (f.p. Albinoleffe). Magnaghi in rampa di lancio per Gubbio. Altre operazioni in uscita: Riccardo Forte (Pineto) e Spalluto (Folgore Caratese).
Confermati: Agazzi (inizialmente lasciato libero, poi contrattualizzato di nuovo), Bifulco (capitano e bomber, sul quale Rizzetta ha “giurato”: «Non si muove da qui»), Celesia, Cristallo, Gargiulo, Lombari, Papini, Pierno, Rizzo, Salines e Serra.
I nuovi: oltre ai rientri dal prestito di Mancini (Sudtirol), Lanza (Nissa) e Pellitteri (Latina), ai giovani Aragona (2007, prov. dalla Primavera) e Chirico (’08) dalla Reggina, gli “acquisti” ufficializzati sono i portieri Spurio (Real Aversa) e Apsits (ex Virtus Francavilla), poi Capoferri (Pergolettese), Corbo (sv., ex Pescara), Fogliata (prestito dal Brescia), il tre-quartista Stoppa (Catania) e l’attaccante Isaac Prado (ex Giugliano). Ma non finisce qui.
S.C.