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Festa della Repubblica, Gravina: «Oggi come allora senso dello Stato riferimento solido e credibile»

«Il giorno della festa della nostra Repubblica è il giorno del rinnovo di una promessa di connubio tra i cittadini italiani e tutti gli organi istituzionali chiamati a far rispettare i principi costituzionali e a rendere, in ogni tempo, efficiente e libero il nostro paese.

La realtà odierna, con tutte le sue difficoltà e problematiche, non è poi molto lontana, per certi versi, da quella nella quale maturò la scelta del popolo italiano nel 1946, a dimostrazione che la ciclicità della storia può riproporre drammi e sfide sociali da affrontare partendo però sempre dalla forza propulsiva di una carta costituzionale che rende, ancor oggi, la nostra repubblica moderna, capace di porsi come base solida per la progettazione di interventi in grado di ridare fiducia al sistema produttivo del nostro sistema paese senza per questo trascurare le sempre necessarie garanzie di tipo sociale.

Il senso dello Stato è un riferimento tutt’altro che teorico e la forma democratica della nostra Repubblica ha infatti dimostrato di saper reggere non solo agli urti della storia passata ma anche a quelli dell’età contemporanea, alle impreviste emergenze di ogni tipo che, nel corso dei decenni, l’hanno trovata pronta a fare da valido termine di confronto e di tutela delle libertà individuali e collettive nella nostra nazione.

Uno Stato credibile può confrontarsi con i cittadini in modo trasparente e stabilire con loro, attraverso i suoi riferimenti istituzionali sul territorio, un dialogo che permetta di progettare azioni pensate per lo sviluppo e il bene comune. Uno Stato autenticamente democratico come il nostro, ha la forza e la ragion d’essere per coinvolgere nel processo di ripresa che oggigiorno ci si pone dinanzi, ogni fascia sociale, non lasciando indietro alcuno. Se possiamo sentirci parte integrante di una nazione aperta e inclusiva lo dobbiamo alla forte caratterizzazione democratica della nostra forma repubblicana e alla strada intrapresa, sin dal lontano secondo dopoguerra, da parte di intere generazioni di italiani, che con il loro esempio di vita hanno reso solida la struttura del nostro Stato.

Non si tratta oggi solo di festeggiare l’architettura costituzionale del nostro paese che pure ha una sua oggettiva valenza senza la quale, come popolo, non saremmo passati attraverso i meandri della storia riuscendo a uscirne sempre un po’ più forti e consapevoli del nostro valore, ma si tratta di festeggiare, invece, la vitalità e il respiro maturo della nostra Italia, del suo popolo e delle sue istituzioni che, seppur posti in modo improvviso dinanzi a condizioni inimmaginabili come quelle che negli ultimi mesi ci si è trovati a dover fronteggiare, hanno ancorato proprio alla Repubblica e ai suoi più alti rappresentanti, quella fiducia indispensabile per non limitarsi solo ad immaginare il futuro in modo visionario, ma per renderlo un costrutto reale della storia del nostro paese, destinata a procedere nel solco della libertà e dell’uguaglianza così come è stabilito dai nostri principi costituzionali».

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