Home » I fatti » Test diagnostici per il personale della Polizia di Stato, il Coisp ribadisce la richiesta al Governatore

Test diagnostici per il personale della Polizia di Stato, il Coisp ribadisce la richiesta al Governatore

La Segreteria Regionale Coisp del Molise ha inviato una nota alle istituzioni impegnate nella lotta al Covid-19 che di seguito pubblichiamo integralmente, ribadendo la necessità di effettuare tamponi/test sierologici a tutti gli operatori della Polizia di Stato in servizio in regione.

«Ill.mo Presidente,

ad ulteriore seguito delle nostre precedenti missive del 23 marzo e del 16 aprile, che ad oggi non hanno avuta alcuna risposta, la esortiamo a porre particolare attenzione a quanto segue: la pandemia da Sars-Cov-2, nonostante la fase di decremento registrata, continua a suscitare comprensibile allarme anche fra gli operatori della Polizia di Stato operanti sull’intero territorio nazionale, Molise compreso.

È di tutta evidenza che la particolare attività svolta dalla Polizia di Stato, unitamente alle altre Forze di Polizia, alla Polizia Municipale, ai Vigili del Fuoco ed in primis al personale sanitario, rende queste categorie più esposte di altre al contagio da COVID-19 tanto che se le loro funzioni venissero compromesse da un contagio diffuso, il Molise e tutto il nostro Paese sarebbe in grave pericolo.

La Direzione Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha emanato diverse circolari in merito alla pandemia dalle quali si rileva l’indicazione che venga eseguito, ad oggi, il test del tampone naso-faringeo solo per i soggetti che presentano una sintomatologia fortemente suggestiva per l’infezione da Sars-Cov-2 e quello di controllo, prima della riammissione in servizio, per coloro che hanno avuto diagnosi certa di COVID-19.

La circolare della suddetta Direzione Centrale avente prot. N. 850/A.P.1-2616 del 07 aprile 2020 sottolinea, giustamente, la necessità di un approccio strettamente scientifico alla problematica COVID-19 evitando iniziative che siano dettate principalmente (e comprensibilmente) dall’umana propensione a cercare soluzioni adeguate e a reagire a una condizione che sta mettendo a dura prova l’intero pianeta.

In particolare, nella suddetta nota la Direzione Centrale di Sanità “ribadisce il pieno appoggio” a qualsiasi progetto promosso dalle Regioni fondato su basi scientifiche che, condiviso con il personale sanitario della Polizia di Stato, miri ad effettuare campagne di screening di tutto il personale in servizio. Stante questa indicazione si tratta, quindi, di fare un primo passo in tale direzione. Allo stato attuale, come noto, esistono due modalità di effettuazione dei test diagnostici COVID-19, tramite tampone naso-faringeo e prelievo sierologico.

Le finalità a cui ci si approccia con i vari test sono differenti e sinteticamente così individuate:

  • il tampone naso-faringeo che viene genericamente utilizzato durante la fase acuta per la diagnosi “certa” COVID-19 e nuovamente ripetuto per accertarsi che il soggetto sia guarito;
  • il test sierologico rapido che consente di rilevare, anche in soggetti asintomatici come il personale in servizio, se si è contratto il virus ed in che stadio si trova l’infezione, pertanto, questo tipo di test permetterebbe di valutare quali soggetti (asintomatici) sono stati già contagiati e se hanno sviluppato una immunità anticorpale che permetterebbe di svolgere l’attività operativa con rischi inferiori di contagio per sé, per i colleghi e per la cittadinanza.

Entrambi i test non offrono un margine di assoluta certezza permanendo una minima percentuale di errore, tuttavia, ad oggi non esistono altri sistemi di diagnosi e l’esperienza maturata dalle Regioni Lombardia e Veneto, ove sono stati effettuati il maggior numero di test, comprendendo anche un intero paese, ha dimostrato che l’individuazione rapida dei soggetti positivi consente di adottare le necessarie misure di contenimento atte a ridurre al minimo gli eventuali contagi (l’isolamento conseguente ha consentito di registrare zero nuovi casi di positività al COVID-19).

In tal senso si inserisce la successiva circolare della Direzione Centrale di Sanità n. 850/A.P.1- 2749 del 10 aprile 2020 che ha definito il protocollo operativo per il rilevamento qualitativo di anticorpi IgG e IgM per Sars-Cov-2 (test sierologico). Alcune Regioni italiane, come ad esempio la Toscana ed il Lazio, hanno già dato avvio a progetti per lo screening massivo del personale della Polizia di Stato, per il tramite degli Uffici Sanitari Provinciali, con la fornitura dei kit per l’esecuzione del test sierologico rapido.

Per quanto sopra premesso, questa Organizzazione Sindacale è convinta che sia indispensabile intensificare l’effettuazione di test diagnostici anche al Personale della Polizia di Stato in servizio nel Molise ricorrendo alla costruttiva ed imprescindibile collaborazione della Regione da Lei governata per la realizzazione di un progetto sanitario ad hoc.

Tale screening massivo, effettuato attraverso il test sierologico rapido, permetterebbe così di individuare i dipendenti che sono entrati in contatto con il virus, in che fase della risposta anticorpale si trovino, se abbiano maturato una immunità al virus e, di conseguenza, se siano in grado di operare in sicurezza, per sé e per gli altri, riducendo fortemente le possibilità di espandere ulteriormente il contagio.

Conoscendo la sensibilità della Regione Molise verso tale problematica, non possiamo infatti che esprimere grande soddisfazione per l’incessante azione di contrasto approntata per il COVID-19 e il grandissimo impegno sin qui profuso nel sostenere l’azione quotidiana dell’intero comparto sanitario regionale culminante con un’altrettanto minuziosa opera di informazione verso l’intera cittadinanza. Già precedentemente ribadito nelle missive di questa O.S. protocollate ai numeri 08 e 10 datate rispettivamente 23 marzo e 16 aprile indirizzate a Lei ed al Dirigente Generale Asrem Molise. E’ proprio per la Sua azione così incisiva e profonda in questo momento così particolare per la popolazione della Regione da lei governata, che ci sprona a segnalarLe l’importanza di un simile progetto sanitario che coinvolga anche la Polizia di Stato.

Lo riteniamo di assoluta e primaria importanza nell’ottica della prossima pianificazione della fase post lockdown in cui risulta fondamentale l’individuazione degli operatori immuni tra le Forze dell’Ordine per poter progressivamente allentare le misure restrittive e garantire allo stesso tempo la sicurezza pubblica sul territorio. Confidando in una Sua attenta valutazione della presente, si resta a disposizione per qualsiasi confronto la S.V. riterrà opportuno».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: