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Quarantena prolungata, il decalogo per il benessere dei bambini

Il prolungamento delle misure di contenimento fino a 13 aprile prossimo, stabilito dal Governo per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus, richiede a tutti di fare ancora uno sforzo per assicurare la salute di tutti. Uno sforzo che potrebbe essere avvertito in maniera particolare dai bambini, abituati più degli adulti a svolgere una serie di attività che in questo momento non possono essere attuate.

Proprio a loro il Viminale ha voluto rivolgere una particolare attenzione: con una nuova circolare si consente ad un solo genitore di camminare con i figli in prossimità della propria abitazione. Concedere ai bambini di lasciare le mura domestiche, anche per poco tempo, ha sicuramente un’importanza non trascurabile, sia dal punto di vista pedagogico che della salute. Ciononostante, mai come in questo momento, è necessario farlo con le dovute accortezze. Ovvero uscire solo per il tempo consentito, solo con uno dei genitori, rispettare scrupolosamente le direttive sul distanziamento sociale, prendere tutte le precauzioni del caso e mettere in campo ogni possibile misura per evitare eventuali rischi.

In ogni caso, i bambini continueranno a trascorrere la maggior parte della giornata tra le mura domestiche. Sanno già cos’è il virus e perché non possono andare a scuola o vedere i nonni. Sanno che devono lavarsi accuratamente le mani e che possono continuare a giocare con gli animali domestici. Tuttavia, visto che si dovrà continuare a stare ancora a casa, potrebbe essere necessario ricordare ai più piccoli i motivi di una simile situazione e i comportamenti da seguire. A tale proposito, i genitori possono consultare un utile vademecum elaborato dall’Autorità Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza. Nel decalogo (in allegato) ci sono consigli utili per informare i minori in questo contesto difficile, senza spaventarli ma facendo loro comprendere con un linguaggio semplice cosa sta succedendo. Il vademecum è consultabile sul sito del Garante regionale dei diritti della persona (qui) o sulla relativa pagina Facebook.

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