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Precari post sisma, interrogazione in Senato

Presentata in Senato un’interrogazione al Ministro della Pubblica Amministrazione a firma dei quattro esponenti del M5S Lannutti, Ortis, Presutto e Pirro relativa alla stabilizzazione dei precari post sisma 2002 da parte della Regione Molise.

«[…] Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

la Regione Molise ha avviato le procedure di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, tra i quali anche coloro che hanno gestito la fase post sisma 2002, ai quali erano stati demandati indispensabili servizi di Protezione civile, con la deliberazione di Giunta regionale n. 221 del 20 aprile 2018, approvata all’unanimità, avente ad oggetto “Protocollo regionale di intesa in materia di stabilizzazione del lavoro e valorizzazione delle esperienze lavorative nella Regione Molise e negli enti strumentali per il triennio 2018/2020-Provvedimenti”;

successivamente è intervenuta la deliberazione di Giunta regionale n. 447 del 3 ottobre 2018, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise n. 57 del 16 ottobre 2018, con la quale la Regione ha emanato ulteriori provvedimenti tesi alla stabilizzazione del personale in possesso dei requisiti previsti dal decreto legislativo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (cosiddetto decreto Madia) n. 75 del 2017, art. 20, mediante una ricognizione del personale medesimo;

improvvisamente e inaspettatamente, viene emanato il “Piano triennale di rilevazione dei fabbisogni professionali della Regione Molise 2019/2021 – Programmazione delle iniziative occupazionali – Provvedimenti” mediante le deliberazioni di Giunta n. 289 del 27 luglio 2019 e n. 338 del 29 agosto 2019. Attraverso tale piano di fabbisogno, la Regione prevede una serie di concorsi per varie figure professionali (che tra l’altro costeranno decine di migliaia di euro), ignorando i precari in attesa di stabilizzazione che hanno maturato esperienze decennali nello stesso ente, e, tra l’altro, hanno già superato un precedente concorso pubblico a tempo determinato per selezionare 200 unità suddivise per specifiche categorie professionali, come da avviso pubblicato sul BURM n. 15 del 16 giugno 2012 bandito dall’Agenzia regionale di protezione civile (ARPC);

la suddetta deliberazione di Giunta regionale n. 221 del 2018, inoltre, non si limitava ad avviare la sola ricognizione del personale potenzialmente interessato alle stabilizzazioni, di cui all’art. 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017, bensì, approvava pienamente il Protocollo di intesa del 20 aprile 2018, proposto dalle organizzazioni sindacali “per la condivisione di percorsi di valorizzazione delle esperienze professionali maturate con contratti di lavoro flessibile”, con l’obiettivo di valutare la percorribilità in termini prioritari di un piano di interventi straordinari, volto al superamento del precariato e alla valorizzazione dell’esperienza professionale, attraverso le procedure di reclutamento speciali disciplinate dall’art. 20, commi 1, 2 del D.lgs. n. 75/2017″;

considerato che 35 precari hanno presentato ricorso al Tar Molise per vedere tutelati i propri interessi, riconosciuti dal decreto legislativo 75 del 2017, in quanto la Regione Molise, dopo aver pubblicato il predetto avviso pubblico per la ricognizione dei dipendenti interessati e in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, e aver atteso che gli stessi partecipassero al predetto avviso pubblico presentando la relativa domanda e tutta l’occorrente documentazione, ha completamente abbandonato tale attività, arrivando ad approvare l’impugnata D.G.R. n. 289 del 27 settembre 2019, senza minimamente prendere in considerazione quei dipendenti precari in attesa di stabilizzazione, né gli stessi esiti della indicata ricognizione dei precari medesimi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell’operato della Regione Molise, che ha bandito solo concorsi pubblici per la copertura dei posti che avrebbero potuto essere coperti dai precari della Protezione civile i quali, nel 2012, avevano vinto il concorso bandito dall’Agenzia regionale di protezione civile (ARPC);

cosa intenda fare per assicurare il rispetto dei principi di buona fede, correttezza, buon andamento e trasparenza dell’attività amministrativa».

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