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Trovata nelle acque del porto di Termoli Victorine Bucci. Tanti i nodi da sciogliere

Come purtroppo tutti, non solo a Termoli, presagivano pur sperando in un epilogo diverso, ieri mattina nelle acque fredde dell’inverno molisano l’auto (una Fiat Panda rossa) più ricercata d’Italia (perché del caso se ne sono occupati anche numerosi importanti network a livello nazionale) è stata prima ritrovata dagli uomini del nucleo subacquei dei Carabinieri e poi estratta con una grossa gru dai Vigili del Fuoco, purtroppo con al suo interno il corpo senza vita di Victorine Bucci.

Nata a Bededjia (Ciad), 42 anni fa, residente a Larino alla via De Rosa n. 9, era ricercata esattamente da un mese cioè da quando era uscita di casa nella serata del 17 dicembre 2019, a bordo della sua utilitaria per raggiungere il Comune di Termoli e, nelle prime ore del giorno successivo (18 dicembre 2019), si era allontanata dall’abitazione ove aveva pernottato, senza dare più notizie di sé. E’ trascorso un mese fitto di interventi ed indagini complicate, tuttora in corso, da parte di mezzi e uomini delle Forze di Polizia, della polizia locale, dei Vigili del Fuoco e della Capitaneria di porto in concorso con squadre di volontari del servizio di Protezione Civile. Tutti insieme hanno perlustrato, palmo a palmo, per un mese la zona del porto dove tutti gli indizi portavano.

Il primo intervento dei Carabinieri subacquei aveva dato esito negativo: nelle acque prospicienti il porto nessuna traccia né di un’auto né tantomeno di un corpo senza vita che potesse ricondurre a Vicky. Ma intorno alle 16 di martedì i sub del nucleo di Pescara-Chieti hanno avvistato qualcosa che poteva sembrare un’auto: poco dopo la conferma che si trattasse della Panda rossa con all’interno un corpo esanime. Ieri mattina, con tutta la calma che il caso richiedeva, la Fiat è stata adagiata sulla banchina e tutti i dubbi sono stati fugati: Vicky era in fondo al mare di Termoli, nella sua macchina.

Caso risolto? Neanche un po’, anzi. La Polizia scientifica e l’esame sul cadavere della sfortunata 42enne faranno piena luce su quanto accaduto nei prossimi giorni ma sono tanti gli interrogativi a cui la procura di Larino, competente per territorio, con a capo la dottoressa Isabella Ginefra, dovranno cercare di dare risposta. Suicidio? Omicidio o un semplice incidente?

La prima domanda, banale, è: come può aver fatto l’auto a superare i grossi massi frangiflutto in cemento della scogliera del porto e finire in acqua? Come mai l’auto non è stata trovata nelle precedenti immersioni dei sub? E poi più nello specifico: intorno alle 10.30 del 18 dicembre Victorine sarebbe entrata all’ospedale di Termoli per richiedere un certificato, come affermano alcuni dipendenti del nosocomio. Ma alcune telecamere di sorveglianza posizionate lungo la banchina del porto inquadrano l’auto entrare alle 5.30 del mattino, sempre del 18 dicembre, e non uscire più. Due elementi importantissimi contrastanti, tuttavia, tra loro. Spetterà alla Procura analizzare ogni piccolo dettaglio della ripresa e l’esattezza della testimonianza dei dipendenti del San Timoteo.

Nel frattempo il corpo della povera Vicky verrà trasferito all’istituto di Medicina Legale di Bari e sottoposto ad autopsia sperando di fare piena luce su un fatto di cronaca nera che ha tenuto i molisani con il fiato sospeso per un mese.