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Ciccantonie Nasegruosse e “U’ futt-ball”, la satira de “Il Gufo” nell’anno di nascita del calcio a Campobasso

Tra pochi giorni, come molti sanno, prenderanno il via le celebrazioni per il centenario della squadra calcistica del Campobasso.

Anche se la Società sportiva, nel tempo, è cambiata e benché, forse, la data 1919 sia più simbolica che reale, è comunque importante e positivo sapere che, nella settimana tra il 29 ottobre e il 5 novembre prossimi, tifosi e curiosi potranno approfittare degli eventi previsti per poter scoprire cose nuove o magari rivivere vecchie emozioni legate alle casacche dei giocatori rossoblù.

Pensiamo di far cosa gradita, allora, proponendo una piccola e gustosa ‘chicca’ scovata su un periodico locale e pubblicata proprio nel 1919. A Campobasso in quell’anno veniva pubblicato «Il Gufo», un quindicinale che si autodefiniva “umoristico, pupazzettato”, sulle cui colonne fatti, persone ed eventi erano trattati con i toni dell’ironia o della vera e propria satira a seconda dei casi, e comunque sempre con una certa leggerezza, nell’accezione positiva del termine.

Sul numero 13 del 12 ottobre 1919, a pagina 3 e a firma Ciccantonie Nasegruosse, apparve un componimento in versi che, in cinque strofe a rima alternata, prendeva di mira il gioco del calcio, anzi del “futt-ball”, come si ricava dal titolo stesso del brano.

Ciccantonie era un personaggio di fantasia che, in qualche misura, rappresentava la bocca della verità di quei tempi: un contadino che prendeva in giro i cittadini con la sua lingua tagliente, sovvertendo, in un certo senso, l’ordine delle cose visto che, normalmente, erano i campagnoli ad essere messi alla berlina dai campobassani.

Ma chi era davvero Ciccantonie?

«Il Gufo» aveva visto la luce nel 1912; inizialmente stampato presso la Tipografia De Gaglia e Nebbia di Campobasso, successivamente uscì per i tipi della Fratelli Colitti di Isernia vedendo alternarsi alla sua guida, nel triennio 1912-1914, Nicola de Santis, Luciano Palange, Pietro Palange ed infine Giovanni Castellitti.

Dopo una pausa di cinque anni, e questa volta con i caratteri della Tipografia Sammartino-Ricci di Agnone, riprese le pubblicazioni nel 1919 con la direzione di Giovanni Eliseo. Ed è probabilmente proprio quest’ultimo – che insieme al fratello Michele fu molto presente sulla stampa satirica cittadina per circa un decennio nel periodo a cavallo tra gli anni ’10 e ’20 del Novecento – a firmare con lo pseudonimo del contadino burlone alcuni gustosi e pungenti pezzi, tra i quali il componimento dedicato al nascente (per la città) gioco del “futt-ball”.

Ve lo proponiamo qui di seguito, accompagnato da una traduzione che speriamo non faccia arrabbiare i puristi del nostro dialetto, ma che ha il solo intento di cercare di far meglio apprezzare l’originale.

(foto in home tratta dalla rete)

Vittorio Mancini

U’ futt-ball

Ssu juoche lu mmenttatte nu scarpare:

nu degne descennent’ ‘e san Crespine,

pe fa struje le scarpe, e fa l’affare

che coppe… meze sóle e mascarine…

Po’ esse mà ca une pe sta forte,

pe’ ze sentì cchiù bbuone e cchiù verrute,

z’à ‘a mette a corre mmieze a sse du’ porte

pe sudarze e piglià du’ o tre cadute?…

So cose ch’ i’ pe’ mme nne le capische…

Tu te vuò sbatte e ò fa’ na capellotta?…

E Padreterne mié: se tu stà frische

Da’ ‘e cape nfacce a ‘u mure e bonanotta!

Po’ dice ca le pazze stann’ a Averze…

Ueh! tu le vuò cchiù pazze ‘e chiste qua…

Ze vienne a da’ panette e tiempe perze,

senza penzà ca ze puonne… spallà!!!

Ss’a chisse le piacesse la fatija,

Mmece de corre e d’i’ alluccanne Urrà!

lassarrijene sta’ rise e paccija,

pe’ i’ ncampagne, a mètere e zappà!

Il Football

Questo gioco lo inventò un calzolaio:

un degno discendente di San Crispino,

per far distruggere le scarpe e far l’affare (guadagnare)

con coppe (copri tacchi), mezze suole e mascherine…

Può essere mai che uno per rimanere forte,

per sentirsi meglio e più forzuto,

si deve mettere a correre in mezzo a queste due porte

per sudare e fare (prendere) due o tre cadute?…

Son cose che da me io non le capisco…

Tu ti vuoi affannare e vuoi fare una capriola?

E Dio mio: se tu stai fresco

Dai di testa contro il muro e buonanotte!

Poi dicono che i matti stanno ad Aversa…

Ueh! tu li vuoi più matti di questi qua…

Vengono a darsi panette (mazzate) e tempo perso

Senza pensare che si possono… sfasciare!!!

Se a costoro piacesse la fatica,

invece di correre e di andar gridando Urrà!

lascerebbero perdere queste risate e lo scherzare,

per andare in campagna a mietere e a zappare!…