Home » In evidenza » Una pennellata di vernice gialla cancella il ricordo di coloro che fecero la storia del calcio in Molise

Una pennellata di vernice gialla cancella il ricordo di coloro che fecero la storia del calcio in Molise

Se dovessimo raccontare ad un forestiero la città di Campobasso attraverso simboli e ricordi storico-architettonici probabilmente resterebbe da citare soltanto il maniero in cima all’omonima collina, il castello Monforte. Non certo perché quel poco che resta non abbia il suo enorme valore ma perché, ormai, narra di una città troppo lontana nel tempo e dalle nuove generazioni, oggi completamente cambiata, incomprensibile e (ahinoi) di scarso appeal verso le stesse. Basti pensare al crollo di inizio anno dovuto all’incuria e alla scarsa manutenzione dello storico “Truck Poll” di via Gazzani per cui ancora oggi si dibatte su come riempire lo spazio lasciato vuoto piuttosto che dedicare qualche ora a spiegare cosa è significato per la città in tanti anni di sopravvivenza.

Resta da citare, dunque, esempi di storia contemporanea di fine secolo scorso/inizio nuovo millennio, legati ad esempio anche a fasti sportivi che la città ha intensamente vissuto: il vecchio “Romagnoli”, il “Nuovo Romagnoli”, il Palavazzieri e, ultimo in ordine di tempo, il murales adiacente proprio lo storico rettangolo di via Monsignor Bologna raffigurante cinque personaggi che hanno fatto la storia del calcio cittadino: Michele Scorrano, Guido Biondi, Antonio Molinari, Vincenzo Cosco e Michele Marinelli dal 21 maggio 2016 campeggiavano sul muro dove un tempo affacciava la tribuna di via Albino, a ricordare in eterno (si sperava…) coloro che tanto diedero alla città (sportivamente parlando), ognuno con modo e maniera assolutamente distinti. Grazie all’artista Laura Luvi Fratangelo, l’Associazione Talenti e Artisti Molisani presieduta dal cavalier Michele Falcione regalò alla città e ai tanti tifosi che ancora oggi ricordano quei tempi, i volti dei cinque scolpiti dal pennello e dal colore con tanto di illuminazione notturna.

A distanza di soli tre anni, una pennellata di colore giallo in questi giorni ha cancellato per sempre quel lavoro, quei ricordi, quelle presenze nei nostri cuori. E con loro, probabilmente, la volontà quantomeno di tentare di fare qualcosa di buono per mantenere vivo il ricordo di fatti e personaggi nella mente dei giovani d’oggi. Senza entrare nel merito di quanto accaduto e senza dover per forza trovare un colpevole, ci chiediamo perché; e perché con tanti muri ammalorati in città e pronti a fare da tela per nuovi lavori, proprio al murales più significativo è stato riservato questo triste trattamento.

Con lui scompare, probabilmente per sempre, la volontà di ricordare in questa città.