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Tanti i temi sul tavolo, il Movimento Agricolo Molisano scrive al consiglio regionale

«Il movimento agricolo molisano ha organizzato recentemente una conferenza zonale sull’agricoltura a Palata. In questa occasione tanti sono stati i temi affrontati e discussi dai numerosi agricoltori intervenuti: l’annoso problema dei danni da fauna selvatica, i ritardi nei pagamenti dei premi per l’agricoltura biologica, integrata e altri, il totale abbandono del territorio ed il degrado di tutte le infrastrutture, strade, acquedotti rurali in particolare, ma anche un dissesto idrogeologico dovuto ad incuria e a nessuna opera di miglioramento e difesa del suolo, la mancanza di sicurezza nelle nostre campagne, oltre ai furti di attrezzature agricole si registrano furti di infissi, tegole, grondaie dai fabbricati rurali ridotti a ruderi.

Tutte queste problematiche e altre che per brevità non elenchiamo meritano tanta attenzione e impegno da parte di tutti, istituzioni e organi competenti. La presente missiva alle SS.VV. indirizzata vuole focalizzare l’attenzione su un altro problema che si trascina da anni.

I consorzi di bonifica

Il MAM più volte e da tempo è intervenuto sull’argomento, fornendo suggerimenti e soluzioni. Ultimamente in un convegno organizzato a Larino nel marzo scorso, presenti l’assessore all’agricoltura Nicola Cavaliere, l’ex presidente regionale Michele Iorio, la consigliera Aida Romagnuolo ed il consigliere Vittorio Nola, il movimento ha portato a conoscenza ,o meglio ha evidenziato qualcosa di conosciuto ma tenuto coperto sotto una sorta di velo poco trasparente, semplici sguardi smarriti nel vuoto e accenni di spallucce, cosa?

Ebbene sì. La presenza a valle della diga del Liscione di centraline elettriche date in concessione a società private che da 40 anni sfruttano l’energia dell’acqua dell’invaso e fatturano lauti guadagni. La concessione da parte di Molise Acque verso la società IDREG scade a breve per il secondo ventennio, mentre i consorzi di bonifica pagano bollette esose per il consumo di energia elettrica per il sollevamento dell’acqua di irrigazione, rendendo le cartelle di pagamento per gli imprenditori agricoli insostenibili. Alla luce di questi fatti, il MAM chiede quali intenzioni ha la regione: rinnovare le concessioni alle società private per il terzo ventennio o tornare al progetto iniziale dove l’istallazione delle centraline elettriche erano previste per dotare i consorzi di strumenti atti ad abbassare i costi per l’utilizzo irriguo?

Questa semplice domanda rivolgiamo al presidente Donato Toma, all’assessore all’agricoltura Nicola Cavaliere, agli assessori e a tutti i consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione. In attesa di un celere riscontro, il MAM è disponibile sin da ora a chiarimenti e ad ogni eventuale incontro anche pubblico sull’ argomento».