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Idoneità al concorso Allievi Agenti, prosegue la disputa al Tar di un aspirante poliziotto molisano

La Segreteria Regionale del Coisp (sindacato indipendente) del Molise, già da diverso tempo, ha avviato un proficuo rapporto di collaborazione con lo studio dell’Avvocato Guido Rossi del foro di Campobasso, il quale sta curando diversi ricorsi tra cui quello di un aspirante poliziotto molisano, S.P., il quale, mosso dal forte desiderio di intraprendere la carriera presso la Polizia di Stato e di indossare una divisa, ha impugnato presso il TAR Lazio il provvedimento di non ammissione alla successive prove.

Come noto, migliaia di ragazzi hanno partecipato ad un concorso per Allievi Agenti indetto il 26 maggio 2017 ed aperto a civili e militari con 30 anni non compiuti e la licenza media. Il concorso ha per oggetto l’assunzione di 1.148 unità. “Dopo la pubblicazione del bando di concorso e, precisamente il 29 maggio 2017, il Governo decide di abbassare a 26 anni il limite massimo di età per accedere alla qualifica di Agente di Polizia e di individuare nel diploma di scuola superiore il titolo richiesto”.

A novembre 2018, l’Amministrazione recluta con i vecchi criteri ulteriori 459 allievi Agenti, attingendo allo stesso elenco di concorrenti giudicati idonei (in quanto avevano già superato la prova scritta e le tre prove fisico-psico-attitudinali) ma inizialmente dichiarati non vincitori. L’attuale Governo, in deroga al blocco del turn over, ha inserito nel c.d. decreto legge semplificazioni, un emendamento che propone di reclutare 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato mediante lo scorrimento della graduatoria delle prove scritte dei cd. Civili.

L’emendamento, però, in maniera ingiustificata ed illegittima prevede che allo scorrimento si procederà con i nuovi criteri previsti per le future assunzioni in Polizia e, cioè, 26 anni e diploma di scuola superiore.
L’illegittimità, come è stato rilevato dinanzi al TAR Lazio, fonda la propria ragion d’essere sul fatto che, le modifiche successive non riguardavano un nuovo bando, bensì uno originario. L’emendamento introduce, inoltre, un ulteriore titolo preferenziale per tutti coloro che pur essendo militari, hanno deciso di partecipare al concorso in qualità di cd. civili. Costoro, infatti, si vedranno valutate annualità in più in virtù della loro pregressa esperienza militare.

Il paradosso è che la categoria dei militari, e cioè di coloro che hanno partecipato ai sensi delle lett. b) e c) dell’art. 1 del bando, non è stata affatto presa in considerazione dall’emendamento ai fini dello scorrimento.
La Camera ha dato la fiducia al Governo sull’approvazione del d.l. 14 dicembre 2018, n° 135 (c.d. decreto legge semplificazioni) già approvato al Senato durante il procedimento di conversione in legge. Migliaia di aspiranti con un’età da 26 anni in su saranno ora buttati fuori dalla selezione perché improvvisamente considerati “troppo vecchi”. Persone che attendevano di essere convocate alle prove fisiche dopo essere state ritenute idonee dall’Amministrazione si ritrovano oggi tradite dallo Stato. I Giudici Amministrativi il 18 giugno 2019, all’esito della Camera di Consiglio, hanno accolto la sospensiva, ammettendo il ricorrente alle successive prove. L’incredibile si raggiunge quando il ricorrente, a seguito dell’idoneità conseguita all’esito di tutte le prove svolte, non riceve il provvedimento di convocazione al corso di formazione fissato per il 29 agosto 2019.

A seguito di ciò, gli Avv.ti Guido Rossi e Maria Bruno, inoltravano al Ministero dell’Interno una diffida ad adempiere sia alle prescrizioni impartite nell’ordinanza del TAR Lazio sia al provvedimento di idoneità conseguito dall’aspirante Allievo Agente. Nonostante ciò, il Ministero non dava alcuna risposta. Il commento dei legali: “Sin da subito ci mostriamo fortemente perplessi dinanzi al discutibile operato della P.A. che, in maniera del tutto ingiustificata ed illegittima, non dà corso e seguito sia ad un provvedimento della competente autorità giudiziaria italiana e, sia, ad un provvedimento interno all’Amministrazione. Quanto avvenuto si appalesa in netta violazione delle regole autoimposte presenti nel bando. E’ ormai evidente quanto imminente la notifica di un ricorso per motivi aggiunti, corredata da una richiesta di risarcimento danni per violazione dell’art. 28 della Costituzione e, soprattutto, dell’art. 2 bis della L.241/1990 il quale riconosce che anche il tempo è un bene della vita per il cittadino e rafforza la tutela risarcitoria nei confronti dei ritardi della P.A. stabilendo che le P.A. siano tenute al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento; Si riconosce che il ritardo, nella conclusione di qualsiasi procedimento, è sempre un costo dal momento che il fattore tempo costituisce un’essenziale variabile nella predisposizione e nell’attuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi intervento condizionandone la relativa convenienza economica”.

Dunque, l’aspirante Allievo molisano in maniera del tutto ingiustificata ed illogica, si trova ad adire nuovamente il TAR Lazio, nonostante l’idoneità, al fine di ottenere il provvedimento di convocazione al corso di formazione. Essendo consapevoli del buon operare dell’Avvocato Guido Rossi e dell’Avvocato Maria Bruno la segreteria del Coisp si complimenta per l’ennesimo successo dei legali che da sempre sono vicini alle esigenze degli operatori di Polizia e di quelli futuri.