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Disordini in carcere, riconoscimenti al lavoro della Penitenziaria per come ha gestito la protesta “intelligente” nonostante le difficoltà

Parlano di “rivolta intelligente” le guardie penitenziarie che ieri, fino alle 4 di stamane, hanno vissuto attimi di ansia che qualcuno ricorda di aver trascorso negli anni ’70 l’ultima volta. Intelligente perché chi ha innescato la miccia all’interno del carcere ieri sera, s’è guardato bene dal sequestrare la guardia di turno al secondo piano. “Dettaglio” che avrebbe fatto scattare immediatamente un protocollo di reazione interna completamente differente rispetto a quello adottato.

Ma tentiamo di ricostruire i fatti: la protesta, iniziata intorno alle 19, ha visto un detenuto (sembrerebbe condannato a seguito dell’indagine Mafia Capitale), minacciare di ferirsi con una lametta appoggiata sul collo, brandendo un bastone nella sezione al secondo piano. Lo stesso avrebbe iniziato a danneggiare il posto di servizio dell’agente di guardia, evitando intelligentemente di sequestrarlo. Successivamente, scendendo le scale, avrebbe distrutto plafoniere, vetri delle finestre, telecamere di vigilanza e quadro elettrico al piano terra. Immediatamente scattato l’allarme sarebbero intervenuti sul posto alcuni agenti e il vice comandante che, tuttavia, in un primo momento non sono riusciti a farlo desistere dai suoi propositi bellicosi. Anzi, appena il vice comandante si sarebbe allontanato per dare informazioni al Direttore (in quel momento fuori città), il detenuto sarebbe risalito velocemente al secondo piano e, aiutato da altri compagni, avrebbe bloccato l’ingresso alla sezione con un cavo ricavato dalle telecamere danneggiate, appoggiandovi poi dei materassi ai quali ha successivamente dato fuoco.

Tutto ciò, sembrerebbe, a causa dei “troppo repentini” cambiamenti apportati dalla nuova direttrice Irma Civitareale, insediatasi un paio di mesi fa come reggente. Tra questi “cambiamenti” la limitazione delle telefonate e della visita dei parenti ai detenuti avrebbe scatenato il putiferio. Fuori discussione l’applicazione delle regole da parte della nuova dirigente, resta da lodare il lavoro degli agenti della Penitenziaria che insieme al comandante Ettore Tomassi (immediatamente rientrato da un periodo di ferie) hanno saputo gestire una situazione paragonabile ad un fiammifero vicino alla benzina. Intanto diversi detenuti dovranno trovare sistemazione altrove, sia tra quelli responsabili del fatto di cronaca, che tra coloro che occupano il padiglione interessato dai lavori di ripristino dei danni causati dalla rivolta: si parla almeno di una decina di persone.

Non mancano, ovviamente, reazioni e commenti di politica e parti interessate. L’associazione per i diritti e le garanzie del sistema penale Antigone: «Abbiamo notizie dal nostro osservatorio di una situazione invivibile, non solamente da parte delle persone detenute, ma anche di tutte le strutture organizzate che lavorano all’interno del carcere di Campobasso a cominciare dalle guardie di polizia penitenziaria presenti all’interno della struttura, alla responsabile dell’area educativa e dell’area sanitaria. La direttrice reggente Irma Civitareale, che viene dalla casa circondariale di Cassino, è di stanza qui a Campobasso da circa due mesi e da circa due mesi ci sono state all’interno della struttura molisana delle nuove procedure di vita quotidiana che hanno completamente ribaltato ciò che in anni di lavoro da parte dei precedenti direttori della struttura era stato comunque realizzato. In una struttura che già di per sé è difficilissima da vivere». Il Senatore Ortis, unico tra i parlamentari molisani a recarsi di persona in via Cavour parla di «una struttura ottocentesca che non può più essere ubicata in centro città. Bisogna ammodernare il sistema carcerario nazionale a partire dalla delocalizzazione proprio delle strutture verso luoghi più sicuri per l’incolumità dei cittadini. Sul fatto di cronaca accaduto ringrazio il personale del carcere per il modo in cui è intervenuto, scongiurando qualsiasi tipo di ripercussione grave con competenza, buonsenso e sangue freddo. Il Ministero certamente farà il suo lavoro facendo piena luce su quanto accaduto».