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Attivisti della Casa del Popolo in sciopero della fame a staffetta contro l’isolamento del popolo kurdo

Da sabato 4 maggio inizia a Campobasso lo sciopero della fame a staffetta, di attivisti dell’Associazione Casa del Popolo Campobasso contro l’isolamento del popolo kurdo e dei prigionieri politici in Turchia, per la libertà del leader di un popolo di 40 milioni di abitanti, Apo Abdullah Ocalan, rinchiuso in isolamento da oltre vent’anni nel carcere – lager di Imrali, in mezzo al Mar di Marmara, vera e propria Guantanamo europea.

Questa lotta di resistenza la facciamo perché la lotta del popolo kurdo è una lotta di libertà e di uguaglianza giusta che ci riguarda da vicino anche in Occidente. E’ una lotta che facciamo anche nel nome di Lorenzo Orsetti “Orso”, internazionalista partigiano della nuova Resistenza, ucciso in Siria dalle bande nere di Daesh, lo stato islamico. Lo facciamo anche perché vent’anni fa, il governo italiano si è reso responsabile dell’allontanamento di Ocalan dall’Italia finito poi in mano agli aguzzini turchi, nonostante il riconoscimento tardivo dell’asilo politico in Italia. Noi siamo a fianco di Erol Aydemir, kurdo, il primo scioperante della fame ad oltranza in Italia e siamo a fianco dei 7300 detenuti politici e militanti in sciopero della fame fino alla morte, dentro e fuori le carceri turche. Nove di loro sono già morti durante queste proteste. Leyla Guven, deputata dell’HDP (Partito della democrazia dei popoli) in Turchia, è arrivata al 168° giorno di digiuno.

Questa protesta è destinata a non fermarsi. I kurdi hanno pagato pesantemente con 12 mila morti in Siria per sconfiggere ISIS – e questa cosa riguarda anche noi! – e stanno pagando duramente in tutti i Paesi in cui è frazionato il Kurdistan. Il potere del nuovo “sultano” Erdogan deriva dall’appoggio internazionale che riesce ad avere da molti Paesi, compresa l’Italia: i Paesi europei hanno versato nelle casse del “sultano” qualcosa come sei miliardi di euro per tenersi i profughi; la Germania vende alla Turchia i carri armati Leopard che abbiamo visto all’opera nell’attacco alla città di Efrin  e l’Augusta Westland italiana vende alla Turchia  elicotteri da combattimento che servono per bombardare i villaggi kurdi…

E’ il silenzio che uccide, il silenzio di quest’Europa complice e connivente! “Noi non vogliamo morire, vogliamo vivere, ma non abbiamo altra scelta che resistere” – hanno detto gli scioperanti della fame nel Kurdistan iracheno – Voi siete la nostra voce in Europa”. Chi vorrà potrà venire sabato 4 e domenica 5 nella sede dell’Associazione in via Gioberti 20 a portare una concreta solidarietà a chi sta attuando lo sciopero della fame. Inoltre domenica 5 maggio alle ore 18 ci sarà la presentazione del libro “Curdi” con la presenza dell’autore Giovanni Caputo.