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La comunità di Monacilioni accoglie la terza famiglia italo-venezuelana

La comunità di Monacilioni, piccolo borgo con poche centinaia di abitanti che nemmeno una frana devastante riuscì a chiudere, ha accolto in mattinata la terza famiglia giunta dal Venezuela nell’ultimo semestre. In una splendida giornata di sole anticipatrice della Primavera, a metà strada tra Campobasso ed i primi comuni dei Monti Dauni in terra di Capitanata, un giovane parroco dal volto rubicondo, attorniato da cinque chierichetti, ha celebrato una funzione religiosa insolita.

Accanto a Manuela e Giuseppe, e ai loro 7 figli, nei primi banchi si sono sistemati i pochi bambini rimasti in un borgo che soffre per lo spopolamento e la fuga dei giovani. Gli sguardi dei bimbi più piccoli arrivati da poche ore da Barquisimeto incrociavano quelli dei loro coetanei di Monacilioni e sui loro volti affiorava con spontaneità un sorriso di accoglienza dal valore inestimabile. Le nonne del paese, sedute nelle seconde fila della semplice Chiesa di Santa Maria Assunta, hanno assistito all’evento con una gioia composta, nel mentre gli anziani dai banchi più lontani respiravano insieme al resto della comunità un clima di festa, giovialità e speranza. Il Sindaco al termine della funzione ha dato il benvenuto alla nuova famiglia ricordando l’impegno dell’amministrazione a contrastare lo spopolamento col progetto “Monacilioni Solidale” ed ha ringraziato tutti i cittadini per il sostegno operoso offerto ai nuclei familiari rientrati dal Venezuela. Dopo il saluto di Maria, in rappresentanza della “Famiglia Francescana” che nella vicina Sant’Elia a Pianisi è presente col Convento che per 4 anni accolse San Pio da Pietrelcina, è toccato a Manuela e Giuseppe salire sul sagrato insieme ai loro bimbi per esprimere con occhi lucidi un grazie accorato a Don Mauro Geremia, al Sindaco Michele Turro, a tutta la comunità di Monacilioni, e ai volontari dell’Associazione “Giuseppe Tedeschi” e del Comitato Molise Pro-Venezuela. “Finalmente siamo arrivati in Paradiso, qui i miei figli possono mangiare, studiare, passeggiare, giocare, essere curati, costruirsi un futuro”.

Ai presenti abituati a sentire pensieri tristi, frasi funeree e descrizioni catastrofiche, non è sembrato vero che qualcuno definisse “Paradiso” un borgo con qualche centinaio di anziani lontano da Campobasso e con poche opportunità di lavoro. Sta di fatto che dopo Andrea e Douglas con le loro due bimbe di 3 e 5 anni, e dopo una giovane coppia cha ha scelto di far nascere il proprio figlio in Molise e di trasferirsi a Monacilioni, oggi arrivano altre 9 persone a rivitalizzare strade, piazze, scuole, palestre e campi di gioco. Per me questa semplicità solidale rappresenta il meglio della cultura molisana e può restituire a ciascuno di noi l’orgoglio di credere in un futuro possibile per i nostri borghi imparando ad amare la loro essenzialità e la grande umanità che esprimono.