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«Sulla frana di Civitacampomarano Regione colpevolmente immobile», l’on. Federico scrive al premier Conte

«A oltre due anni dalla frana che ha messo in ginocchio il borgo-gioiello di Civitacampomarano e a dieci mesi dall’insediamento, il governatore Donato Toma, in qualità di Commissario regionale per il dissesto, non ha ancora mosso un dito: non esiste uno studio che accerti la tipologia del dissesto idrogeologico, quindi non è possibile capire se e quando la frana si fermerà. – afferma l’onorevole pentastellato molisano Antonio Federico – In questo modo i cittadini di Civitacampomarano, soprattutto gli sgomberati, non conoscono il proprio futuro né possono programmarlo. Ho interessato della situazione direttamente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per trovare soluzioni immediate.

Il governo finora si è mosso dando attuazione alle disposizioni previste per l’erogazione dei contributi autorizzabili – continua Federico – a seguito degli eventi meteorologici che hanno interessato il Molise nel gennaio 2017. Ma ora tocca alla Regione Molise muoversi. Toma, in qualità di Commissario, non ha mai avviato uno studio che accertasse la “storia” della frana, mancano quindi le risultanze tecnico-scientifiche fondamentali per capire come e dove intervenire, quindi dati imprescindibili per dare risposte ai cittadini.

Lo studio del fronte franoso, infatti, permetterebbe di capire ad esempio quante e quali abitazioni possono essere recuperate, quindi i cittadini potrebbero decidere se utilizzare i contributi che hanno ricevuto, per recuperare casa propria o se utilizzarli per delocalizzare e magari acquistarne una altrove, come previsto dalla legge. È una questione di primaria importanza perché la norma che riguarda i danni al patrimonio popolare prevede che se i cittadini sgomberati decidessero di andare a vivere in un’altra casa e poi le loro vecchie abitazioni fossero definite di nuovo agibili, sarebbero costretti a ridare indietro i soldi ottenuti. Insomma, qui si gioca con la vita e con il futuro di tante famiglie.

Per questo ho informato il premier Conte tramite una interrogazione in cui chiedo al presidente di intervenire per velocizzare gli adempimenti dovuti dalla Regione Molise. Dobbiamo far presto, quindi se la Regione continuerà con il suo immobilismo bisognerà valutare anche la sostituzione del Commissario attuale.

Toma, infatti, come da decreto di nomina ha le precise funzioni di effettuare la ricognizione dei fabbisogni relativi al patrimonio pubblico e privato, lo studio dell’areale per verificare l’evoluzione del fronte franoso e predeterminare l’impossibilità di recuperare il sito, quindi giustificare delocalizzazioni anche definitive. Tuttavia finora ha solo rilasciato assurde dichiarazioni, addirittura messe a verbale in Consiglio regionale, per le quali il paese andrebbe spostato altrove per fare di Civita un museo a cielo aperto. Invece di dire certe cose, cominci a lavorare».