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Un’esploratrice campobassana tra i ghiacciai della Groenlandia, Daniela Barbieri del team Miles Beyond

Daniela osserva il Collision tollerant drone di Flyability

E’ da poco tornata da Lanzarote, in Spagna, Daniela Barbieri, 35enne esploratrice campobassana. Una delle tante missioni che insieme al suo team, Miles Beyond, svolge sul campo: tra le grotte e i ghiacciai alla ricerca di vita nei posti più estremi del pianeta Terra. Ma anche logistica a supporto per training per astronauti; un mese trascorso nei tubi lavici per capire meglio i pianeti del sistema solare. Squadre di scienziati da 3 a 6 componenti, ma anche corsi individuali ed intensi con partecipanti provenienti da tutta Europa, in collaborazione con l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Un’isola vulcanica quella spagnola, infatti, dalle caratteristiche molto simili al satellite terrestre, la Luna, e al pianeta Marte dove a breve l’uomo tornerà e dove si spera che potrà arrivare presto.

E’ nata a Campobasso, dunque, Daniela. Speleologa dal 2005, socia dell’Associazione Speleologica Molisana e volontaria del Cnsas dal 2010 al 2013. La sua attività si è svolta prevalentemente sul nostro Matese, sui monti Alburni e in Irpinia, ma anche nelle Alpi Venete e sulle Dolomiti. Ha preso parte a numerosi campi speleo presso le grotte di Pozzo della Neve, Cul di Bove (Matese) e nella zona carsica dei Piani Eterni nelle Dolomiti bellunesi e ampezzane.

Ha partecipato tra il 2014 e il 2016 a cinque spedizioni sui massicci dei Tepui tra Venezuela e Brasile, organizzate dall’Associazione La Venta, fornendo anche supporto tecnico e di assistenza ad una troupe della BBC nella grotta di Imawarì Yeuta (Auyan Tepui, Venezuela).

Il team di Miles Beyond, infatti, studia la logistica per esplorazioni a seconda di quanto richiesto, sia dal punto di vista prettamente scientifico che per fare da apripista per troupe televisive impegnate in documentari su luoghi mai frequentati prima: «Esplorare grotte e studiare l’attività microbiologica che si sviluppa al loro interno è di importanza fondamentale per il mondo scientifico – afferma Daniela –. Stiamo facendo scoperte importantissime perché l’attività microbiologica è enorme e in questi luoghi inesplorati c’è vita: ci sono microbatteri che resistono a temperature estreme e a sopravvivere in ibernazione”.

Tornando a ritroso nel tempo, nel 2013 Daniela Barbieri ha iniziato il suo percorso come speleologa glaciale nel ghiacciaio della Mer de Glace, nel massiccio del Monte Bianco in Francia. Susseguentemente a questa esperienza, nell’autunno del 2014, ha preso parte all’organizzazione del Primo Campo Internazionale di Speleologia Glaciale nel ghiacciaio del Gorner, in Svizzera, scendendo in esplorazione diverse cavità glaciali dell’area.

Ma l’esperienza più importante ed emozionante è stata sicuramente quella in Groenlandia: «Due anni di lavoro concentrati in dieci giorni di missione per esplorare grotte glaciali all’interno del Circolo Polare Artico, sull’enorme ghiacciaio Russel, nella parte meridionale della Groenlandia, con il sostegno di Moncler che, all’interno del progetto “Moncler Inside the Glaciers” ha fornito l’abbigliamento tecnico. Miles Beyond – continua Daniela – oltre all’organizzazione di spedizioni in luoghi estremi del pianeta, offre supporto alle troupe della BBC e di National Geographic, collabora con diverse università di tutta Europa per la ricerca scientifica sui ghiacciai per studiare il fenomeno del riscaldamento globale e i tardigradi, organismi che riescono a ibernarsi e riprendere vita quando le temperature aumentano, la cui presenza in posti così inospitali resta ancora una domanda senza risposta. Oppure le Crioconiti, alghe rimaste intrappolate nei fori del ghiaccio, antichissime, il cui studio ci consente di risalire alla data di formazione dei ghiacciai. Abbiamo utilizzato strumentazione avanzata, il collision tollerant drone di Flyability. Un drone dotato di una gabbia protettiva per permettere l’esplorazione di cavità nel ghiaccio e al tempo stesso eseguirne il rilievo in 3D. Le scoperte hanno una valenza importantissima per spiegare fenomeni come le eruzioni vulcaniche, i cambiamenti climatici, i grandi incendi, i residui della produzione industriale. La calotta, spessa anche 3mila metri, presenta caratteristiche paragonabili a quelle dei ghiacciai di Marte, di Europa (satellite di Giove) e di Encelado (Saturno), i luoghi del sistema solare, dove è più probabile trovare vita microbica».

Ciliegina sulla torta le dieci pagine dedicate alla missione dalla prestigiosa rivista scientifica National Geographic Italia del mese di marzo dove, oltre alle spiegazioni scientifiche relative, si possono ammirare paesaggi davvero incantevoli che la nostra Daniela Barbieri ha avuto la fortuna di guardare con i suoi stessi occhi.

Maurizio Silla

© Foto di: Alessio Romeo e Vittorio Crobu (Groenlandia 2017/2018). Francesco Sauro (Monte Pelmo, Dolomiti). Courtesy of Moncler