Home » Cultura » Gli “Alberi Eretici/Ermetici” di Marisa Zattini, fino all’8 gennaio all’Oratorio San Sebastiano di Forlì

Gli “Alberi Eretici/Ermetici” di Marisa Zattini, fino all’8 gennaio all’Oratorio San Sebastiano di Forlì

Marisa Zattini

Sabato 8 dicembre 2018, a Forlì, presso l’Oratorio di San Sebastiano si è inaugurata la mostra di Marisa Zattini “Alberi eretici /ermetici” (con una ricca serie di eventi collaterali), alla presenza dell’Assessora alla Cultura Elisa Giovannetti e dell’Artista, con un intervento critico di Giovanni Ciucci ed un’altro “speciale” del soprano Delilah Gutman, dedicato a “Love Song” di Bezalel Aloni, dal Shir Hashirim 8 : 6, “Cantico dei Cantici”. Questo progetto nasce dal desiderio di percorrere artisticamente le energie e i segreti della Natura. Tale ricerca, avviata da Marisa Zattini una decina di anni fa, ha portato, nel 2017, alla realizzazione di “Agricoltura Celeste”, un evento itinerante in quattro sedi pubbliche italiane, con una sezione in Germania (Castello di Fachsenfeld – Sassonia). “Alberi – eretici | ermetici” prosegue idealmente questo percorso artistico, ma con modalità completamente nuove.

Scrive Janus nl suo testo critico in catalogo: «… di fronte a queste nuove opere di Marisa Zattini dobbiamo porci nuovi problemi. È una materia aggrovigliata, ma alla fine l’artista fa sempre di testa sua. Intravede un’altra dimensione che non è solo estetica e che non sempre corrisponde alle leggi della scienza, anche se la scienza fin dall’inizio ha dato un grande contributo allo sviluppo dell’arte, ha fornito all’artista i materiali di cui aveva bisogno per scolpire e per dipingere ed i pigmenti sempre più perfezionati, ma poi è l’artista che plasma la materia e distende i colori sulla tela o crea nuove forme. (…) L’artista parte sempre da un’intuizione e questa intuizione deve poi diventare reale. Estrarre dalla materia il tronco di un albero, moltiplicarlo per 22, e collocarli in uno spazio artificiale, che non è quello della natura, è un’altra operazione mentale, una gnosi metafisica, significa che l’intuizione ha ragioni che la materia non ha, è una sfida che si insinua nel meccanismo della creazione, è il tentativo di creare un proprio spazio filosofico, stabilisce le proprie leggi dell’estetica che sovvertono quelle della scienza naturale: il tutto va visto e interpretato secondo una dimensione epistemologica per ritornare alle origini ed iniziare un nuovo ciclo nel processo della vita. Evidentemente Marisa Zattini si è domandata: prendiamo questo oggetto (anche l’albero è un oggetto-icona trasferito nella dimensione estetica) e vediamo fin dove è capace di andare. Naturalmente è un ordine esclusivamente suo, come se Marisa Zattini si ponesse di nuovo il problema della responsabilità umana, la ricerca di una ragione spirituale più perturbante, più inquieta ed anche in contraddizione con la materia stessa, in questo caso proponendo una serie di tronchi d’albero che respirano per proprio conto, che aspirano ad una nuova vita, che pensano in maniera del tutto personale».

Marisa Zattini è nata a Forlì il 13 ottobre 1956. Segno zodiacale: Bilancia ascendente Scorpione. Già artista e architetto – pittrice, ceramista, poeta – ha realizzato mostre personali in spazi pubblici, in Italia e all’estero (Svezia, Inghilterra, Germania e Grecia) a partire dal 1976 e pubblicato cataloghi monografici, con alcune sue poesie. Sul concetto di “identità” e sulle riflessioni filosofiche legate al tema del “vuoto” e del “pieno” ha realizzato una inedita e originale triplice partitura espositiva denominata “Doppio panico! L’arte di vivere” (2009), “Metamorphosi” (2011) e “Autoritratto” (2013) coinvolgendo 33 artisti del territorio, producendo originali lavori scultorei, ceramici e fotografici, esposti nella suggestiva sede dell’Oratorio di San Sebastiano, a Forlì. Nel 2014 è stata invitata dalla Provincia di Kassel ad esporre il ciclo “Ali”, opere ceramiche (in 3° fuoco) realizzate nel 1990: un progetto a 4 mani con l’architetto Augusto Pompili. Sempre nel 2014 e 2015 la mostra “Di-segni o dell’indole della Res” è stata itinerante nelle sedi pubbliche del Modernartmuseum di Ca’ la Ghironda (Zola Predosa, Bologna), Bertinoro (Rocca Vescovile, Museo Interreligioso), Santarcangelo di Romagna (Grotta monumentale) e a Gallarate (Teatro del Popolo). Nel 2015 il ciclo di opere “Ali selvatiche” è stato ospitato nelle sale della Biblioteca Comunale “Maria Goia” di Cervia (Ravenna). Una selezione di questi ultimi cicli di lavori sono stati ospitati, nel 2016, presso l’Istituto Iraliano di Cultura di Atene e, parallelamente, nelle sale della Technohoros Art Gallery. Nel 2017, con la mostra “Agricoltura Celeste”, ha riunito una selezione di opere appartenenti ai cinque cicli realizzati fra il 2012 e il 2017, itinerante in quattro sedi pubbliche italiane. Del 2018 è la personale “Metamorphica” allestita nella Moschea Yeni Camii, a Salonicco, organizzata dalla Technohoros Art Gallery, con il coinvolgimento dell’Istituto di Cultura di Atene e dell’Ambasciata Italiana e resa itinerante a Cesena, in due sedi: nella Sala Piana della Biblioteca Malatestiana e nella Chiesa di San Zenone.

MDL