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Molise Dati, l’Ugl chiede le dimissioni del CdA

Facendo seguito agli altri due comunicati mi preme segnalare, mio malgrado, la perdita di esercizio, così si chiama in termini tecnici, di Euro 2mln e rotti della Molise Dati. «Spettabile Azionista, Il presente Bilancio, sottoposto al Vostro esame e alla Vostra approvazione, evidenzia una perdita di esercizio paria euro 2.438.991».

Esordisce così il Presidente del CdA della Molise Dati nella nota integrativa al Bilancio societario 2017 (DGR 223 del 2018 – allegati) e prosegue, nella parte relativa alla descrizione dei fatti di rilievo verificatisi nel corso dell’esercizio:

“I fatti di rilievo verificatisi nel corso dell’esercizio sono i seguenti:

  • –  Ai sensi dell’art. 3, co. 2, del T.U. sulle partecipate appena menzionato è stato nominato, mediante apposita procedura di evidenza pubblica, il revisore legale con il compito di svolgere la revisione contabile, non più delegabile al Collegio sindacale.
  • –  Purtroppo nel mese di novembre dell’esercizio in chiusura l’avv. Corbo, nostro difensore nella causa intentataci dalla Unicredit Factoring mediante decreto ingiuntivo notificato in data 01/07/2007, al quale la società si era opposta e che in primo grado si era risolta del tutto favorevolmente alla Molise Dati, ci ha trasmesso la sentenza della Corte di Appello di Campobasso, che ha completamente ribaltato la sentenza di primo grado, confermando integralmente il decreto ingiuntivo della controparte, che comportava il pagamento di una sorte capitale di euro 2.095.922,92, oltre interessi e spese legali. Ciò ha determinato, ovviamente, pesanti conseguenze sul bilancio in chiusura, per una esposizione ed un commento delle quali si rinvia alle apposite tabelle contenute nel prosieguo della nota integrativa”.

Verrebbe spontaneo domandarsi, ed è quello che è accaduto a me, ma quando c’è un procedimento giudiziario in atto di siffatta entità non sarebbe opportuno accantonare le somme e attendere la conclusione dell’iter, quindi l’eventuale terzo grado di giudizio? Se si leggono i bilanci degli esercizi precedenti non c’è alcun accantonamento nella voce Fondi per rischi ed oneri, presente invece nel bilancio d’esercizio 2017, sia nello stato patrimoniale sia nel Conto economico.

A questo punto ci saremmo aspettati di leggere una qualche nota di dimissioni, da parte del presidente del CdA, in accompagnamento a questo bilancio.
Nota che puntualmente non è arrivata e non arriverà, perché, naturalmente, si aspetta la scadenza del contratto per poter percepire l’indennità di carica fino alla fine per il “lodevole” lavoro svolto.

Da precisare che la Convenzione in essere tra Regione (Ente partecipante) e Molise Dati (partecipata), all’art. 19 (corrispettivi), quarto capoverso, mette a disposizione degli Amministratori di quest’ultima una clausola di salvaguardia che recita “… salvo conguaglio a salvaguardia dell’equilibrio economico-finanziario”. Ciò avrebbe consentito alla Società in House, attraverso opportune operazioni concertate con il “Socio”, di chiudere il bilancio in “equilibrio”, ma puntualmente ciò è stato disatteso con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti.

Come cittadino prima di tutto, come dipendente e come sindacalista poi, mi auguro che il Consiglio Regionale si attivi, ai sensi della Legge Regionale n. 16 del 2002, e proceda alla rimozione del vertice di questa partecipata ed evitare ulteriori problemi alla Società e all’Ente partecipante e, contestualmente, a nominare un CdA capace di risollevare le sorti della Molise Dati fornendo adeguate proposte al Socio.

Diversamente a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i lavoratori, vittime inermi di scelte scellerate compiute da chi è stato nominato senza avere alcuna competenza e i cittadini che vedranno dilapidato un patrimonio senza esserne consapevoli.

Michele Di Bartolomeo – UGL Molise