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CondoArt, a Campobasso la prima opera di riqualificazione urbana al mondo attraverso l’arte

Un progetto unico al mondo, a Campobasso, dietro al quale hanno lavorato e lavorano le migliori aziende nel campo dell’edilizia urbana. CondoArt, questo il nome inventato e registrato, ha visto la luce a via Mazzini dove un palazzo occupato fino a poco tempo fa interamente da un istituto di credito è stato riconvertito ad uso abitativo e trasformato in una vera e propria opera d’arte. Artefice di tutto ciò la MR Investments di Vittorio Morelli, immobiliarista e campobassano doc il quale, girando il mondo in lungo ed in largo, ha portato nella sua città l’idea di riqualificare le grigie e tristi facciate dei palazzi attraverso l’arte, come ad esempio accade a Barcellona col celebre Antoni Gaudí.

«Perché non unire l’arte moderna agli immobili? Perché non sostituire il crudo cemento delle facciate degli immobili con vere e proprie opere d’arte anche nella nostra città? Questa l’ispirazione del progetto, la cui realizzazione a Campobasso è la prima al mondo, che mi ha spinto in quest’avventura. – afferma Morelli –. Da molisano e campobassano quale sono, tant’è che non mi sono mai mosso dal capoluogo con il mio lavoro, ho sviluppato l’dea che fondamentalmente poggia su tre colonne: su MR Investments, sulla realizzazione attraverso la progettazione dell’architetto Iacopo Di Cristofaro e sull’arte del maestro Elio Cavone che stimo molto».

Ci spiega meglio cos’è CondoArt? «CondoArt è un esempio di rigenerazione urbana che non deve essere intesa solo come un freddo recupero del decadente patrimonio esistente, ma anche un’operazione che abbellisce e che dà valore alle nostre città, contribuendo così a limitare il consumo del territorio con mere colate di cemento per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio. E’ l’idea innovativa di voler creare un edificio che sia un moderno condominio e, al tempo stesso, un’opera d’arte per la città che lo ospita. In una città che vive un lungo periodo di economia depressa, abbiamo l’obiettivo di realizzare un connubio tra un investimento nell’immobiliare e nell’arte, creando un condominio che sia esso stesso opera d’arte».

Il CondoArt di via Mazzini

Come si realizza il CondoArt? «Abbiamo interpellato diverse aziende in campo internazionale ma l’unica al mondo capace di realizzare la nostra idea l’abbiamo trovata in Olanda. L’opera d’arte unica dell’artista contemporaneo campobassano Elio Cavone, da lui creata in scala come un normale quadro è stata riprodotta attraverso sofisticati passaggi all’interno del cristallo successivamente applicato sull’intera facciata della struttura di via Mazzini».

Abbiamo parlato dell’esterno della struttura ma anche al suo interno è stata utilizzata, oltre all’arte, tutta una serie di accorgimenti all’avanguardia… «Assolutamente. Gli appartamenti ricavati dalla riconversione degli uffici ad uso abitativo sono tutti di classe A dotati delle più moderne soluzioni a livello di impiantistica, climatizzazione a pavimento, domotica evoluta e impianto fotovoltaico condominiale, il tutto nel rigoroso rispetto delle norme moderne che regolano l’impatto ambientale rendendolo quasi pari allo zero. Si va da una metratura di un monolocale da 36 metri quadrati ai bilocali e trilocali. Il connubio architettura-arte, inoltre, è presente non solo all’esterno ma anche in tutti gli spazi comuni interni dove l’arte avvolge corridoi e androni creando un’atmosfera davvero unica per chi vi transita».

Dunque la città di Campobasso prima al mondo per questo genere di riqualificazione urbana, grazie ad un’idea geniale del dott. Morelli, trasformata in realtà dall’arch. Di Cristofaro con la collaborazione di un maestro campobassano doc, Elio Cavone. «L’edificio abbellisce la città che lo ospita – conclude Morelli -. La mia speranza è che si possa continuare in questo solco con altri edifici cittadini; penso a quello storico adiacente il CondoArt, un tempo occupato dalle suore ed oggi di proprietà del Comune, che sta desolatamente cadendo a pezzi, abbandonato a se stesso da anni. Potrebbe servire da stimolo per la riqualificazione dell’intera area di via Mazzini».

Maurizio Silla