Home » I fatti » Sentinelle in piedi: la famiglia è una sola

Sentinelle in piedi: la famiglia è una sola

Le Sentinelle in Piedi che diverse volte sono scese in piazza a Campobasso ed in tutta Italia, sostengono e difendono il diritto di poter esprimere liberamente le proprie idee, diritto che sarà ampiamente esercitato durante il Gay-Pride che si svolgerà a Campobasso.

Tale diritto è stato però oggetto di costanti dileggi ed opposizioni proprio da parte del mondo LGBT, sia durante le Veglie delle Sentinelle svoltesi in regione sia durante quelle svoltesi in diverse parti d’Italia dove alcune Sentinelle sono finite in ospedale in seguito ad aggressioni e dove è sempre stata necessaria la protezione delle forze di polizia.

Ricordano anche che il principale attacco alla libertà sarebbe venuto dalla c.d. “Legge Scalfarotto”, motivo principale che le costrinse a manifestare pacificamente e silenziosamente in tutte le piazze d’Italia. Le Sentinelle in Piedi di Campobasso esprimono grande riconoscenza a Papa Francesco per il discorso pronunciato il 16 giugno scorso sul valore della famiglia, definita “una sola” e composta da “un uomo e da una donna”. Confidano che i principi antropologici enunciati dal Papa siano compresi da coloro che continuano a strumentalizzare il suo cuore misericordioso. Ringraziano tutti coloro che pubblicamente e nelle istituzioni hanno – con coraggio – riaffermato i valori della famiglia riconosciuta dalla nostra Costituzione e la libertà educativa delle famiglie. Rivolgono un particolare ringraziamento al Consigliere Comunale di Campobasso Francesco Pilone che è sempre stato presente alle Veglie delle Sentinelle.

Comunicano infine che nei giorni scorsi sono stati presentati undici Esposti ad altrettante Corti dei Conti per verificare se sia legittimo patrocinare e finanziare con fondi pubblici manifestazioni come i “Gay Pride” che promuovono apertamente l’utero in affitto. Gli esposti con i quali si contesta il danno erariale sono stati presentati nelle regioni Lazio, Campania, Piemonte, Toscana, Umbria e nei comuni di Roma, Firenze, Napoli, Catania, Cagliari, Torino, Milano, Trento, Bolzano. Sono stati inoltre presentati esposti alle Procure di Campania, Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Toscana, Sicilia, Veneto, Sardegna, Liguria, Trento e Bolzano.

Le Sentinelle in Piedi di Campobasso sostengono tale azione riservandosi di promuoverle anche in Molise. Non possono infatti accettare che una parte politica utilizzi risorse pubbliche per diffondere pratiche raccapriccianti e diseducative (come l’utero in affitto) e reputano necessario l’intervento della magistratura contabile per recuperare dai responsabili di tali scelte eventuali risorse destinate a queste manifestazioni.

Allo stesso modo sostengono i cinque esposti presentati alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pesaro circa le iscrizioni anagrafiche di figli nati da “due madri” e “due padri” compiute e politicamente rivendicate da alcuni sindaci. Con questi esposti si contesta ai sindaci “l’abuso del potere istituzionale amministrativo non discrezionale a fini politico-ideologici, contro la legge vigente, come scorciatoia per il pieno sdoganamento culturale, prima che giuridico, delle pratiche di filiazione oggi precluse: procreazione medicalmente assistita anche per coppie di donne e maternità surrogata per coppie di uomini”. Le Sentinelle in Piedi di Campobasso ribadiscono che la legislazione vigente riconduce la genitorialità – senza eccezione alcuna – alla dualità maschile-femminile come ribadito anche dalla Corte Costituzionale con una sentenza del 2014.