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Consulenti del Lavoro, acque agitate nel nuovo Consiglio provinciale dell’Ordine

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota inviataci dal dott. Stefano Pacitti.

Il 5 giugno 2018 i Consulenti del lavoro di Campobasso hanno votato per il rinnovo del Consiglio Provinciale dell’Ordine e i miei auguri, quale consigliere di minoranza, sono di prammatica. Due le liste in competizione. Il risultato elettorale ha premiato abbondantemente la lista della minoranza uscente con 271 preferenze contro le 248 ottenute dalla maggioranza già presieduta dal dottor Casimiro Galileo.

I rappresentanti dell’ex minoranza, rag. Pacitti e dottor Viglione, sono stati premiati dal voto con 70 preferenze il primo e 63 il secondo. Il presidente uscente si è classificato solo al terzo posto con 60 preferenze. La nuova minoranza, inoltre, è stata premiata con l’elezione di un altro consigliere, la dottoressa Potalivo e quindi, il nuovo consiglio, annovera 4 consiglieri di maggioranza e 3 di minoranza. L’attività propositiva dei due consiglieri di minoranza ha convinto, evidentemente, la categoria ma, le modalità tecniche-normative-regolamentari del voto attribuiscono al Consiglio, a scrutinio segreto, l’onore e l’onere dell’assegnazione degli incarichi tra cui ed in primis, la presidenza. Per tale motivo, la minoranza, con incontri informali e comunicazioni scritte, ha tentato di mediare per l’elezione di un presidente non coinvolto con la passata gestione e le cui gravi carenze ed omissioni amministrative sono state riscontrate, in almeno 10 specifiche contestazioni, da un’ispezione decisa dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro e avallata con la successiva richiesta di commissariamento del nostro Consiglio Provinciale, al Ministero del Lavoro.

Inoltre, le diverse “leggerezze contabili”, come superficialmente definite nei salotti televisivi dal dottor Casimiro, hanno costretto l’assemblea di categoria a ben due rinvii del bilancio di previsione 2018 obbligando così, alla gestione provvisoria del bilancio. Per tali motivi, alla nuova maggioranza, abbiamo ritenuto di suggerire l’elezione a presidente dell’Ordine, di un consigliere non coinvolto dalle responsabilità accertate della passata gestione e quindi da scegliere tra i due consiglieri neoeletti anche se, come abbiamo fatto presente, “non sarebbe stato certo uno scandalo” eleggere presidente uno dei due consiglieri di minoranza in virtù dei risultati elettorali ottenuti. Tutto inutile!

La nuova maggioranza ha “fatto quadrato” riconfermando, in data 19 giugno 2018, il dottor Casimiro presidente e nonostante, come abbiamo formalizzato per iscritto, che “i fatti restano e non sono edificanti”. I verbali, le ispezioni e le decisioni del Consiglio Nazionale non sono risultati sufficienti, per questa neo maggioranza, ad assumere una diversa soluzione che deontologia e senso di opportunità, nei fatti, avrebbero consigliato. Ma deontologia e senso dell’opportunità, evidentemente, non fanno parte neanche del “bagaglio” dei nuovi freschi consiglieri. Talmente freschi, del loro ex ruolo nel consiglio di disciplina e dismesso meno di 30 giorni prima delle elezioni, da non interrogarsi sull’opportunità di candidarsi, alle elezioni del consiglio dell’Ordine, all’indomani di una “illuminata sentenza” che li ha visti giudici in una decisione che contrapponeva il sottoscritto consigliere provinciale e il presidente dell’Ordine entrambi candidati in liste contrapposte.

Il presidente è stato assolto! Mi chiedo, pertanto, con quale credibilità, siffatta maggioranza, potrà chiedere conto ad un qualunque collega, dell’eventuale mancato rispetto del codice deontologico o qualunque altra mancanza disciplinare attinente il decoro e l’onorabilità della nostra professione. Vedremo, dunque, cosa decideranno il nuovo consiglio di disciplina e il consiglio nazionale cui, costretto, ricorrerò per segnalare nuovamente l’inadeguatezza e la mancanza dei requisiti etico/deontologici indispensabili per dirigere una categoria professionale. Salvo le indiscusse capacità professionali di ogni singolo consulente del lavoro, per il resto non siamo messi bene.

 

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