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Le missioni segrete del Comandante Alfa, convegno all’Unimol con il capo del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri

Organizzato dalla Facoltà di Scienze della Politica e dell’Amministrazione dell’Università degli Studi del Molise nella persona del Prof. Matteo Luigi Napolitano, docente di Storia delle Relazioni Internazionali, si è tenuto ieri mattina in collaborazione con l’Ordine del Giornalisti del Molise un incontro sul tema “Missioni di pace in contesti internazionali”.

Al tavolo dei relatori dell’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, oltre alla moderatrice Monica Surace, allo stesso Prof. Napolitano e al Prof. Giuseppe Pardini ospite è stato il Comandante Alfa, co-fondatore del Gruppo Intervento Speciale dei Carabinieri. Dopo i saluti della Presidente dell’Odg Pina Petta, una breve introduzione sul personaggio del Comandante Alfa prima di concedergli la parola. “Con alcuni colleghi fummo chiamati dall’allora Ministro dell’Interno Cossiga a creare questo particolare gruppo di militari con il compito ben preciso di intervenire in situazioni al limite – ha esordito il Comandante – Nella storia del Gis si contano tantissimi interventi, in Italia e all’estero, non solo armati e repressivi ma, come accade ormai in tutto il mondo, di diffusione del nostro modo di fare, prevenire ed intervenire. Noi italiani siamo abituati a piangerci addosso, a sminuire le nostre peculiarità e capacità ma vi assicuro che all’estero siamo considerati i primi al mondo per intelligence e tutti ci copiano”.

Lo stesso militare ha ricordato alcuni dei suoi interventi con il Gis come sul campanile di Piazza San Marco a Venezia nel 1997 contro i “serenissimi”; la caduta di Saddam Hussein a Baghdad nel 2003 e tanti altri sconosciuti ai più, racchiusi nel suo ultimo libro “Missioni segrete”. Nelle 260 pagine finite di stampare a marzo il Comandante Alfa rievoca le missioni segrete svolte soprattutto nei Balcani, per catturare criminali di guerra macchiatisi di crimini orrendi; le operazioni “sommerse” compiute in Italia; la cattura e la consegna alle autorità britanniche dei terroristi autori della strage di Lockerbie, la cittadina scozzese sulla quale nel 1988 esplose, per colpa di una bomba nascosta a bordo, il Boeing 747 della Pan Am causando la morte di 270 persone. Il Comandante fa luce sulla vita misteriosa e nascosta degli agenti che hanno difeso il popolo italiano ed europeo dal 1978 a oggi, ma anche sulle esperienze come addestratore di scorte e reparti speciali di diversi Stati esteri “prima di togliere tra qualche mese definitivamente il mephisto”.

Studenti e giornalisti hanno potuto interloquire con l’ospite che ha risposto a numerose domande tra le quali alcune sui fatti del G8 di Genova nel luglio 2001 che hanno acceso notevolmente il dibattito. L’incontro si è concluso con gli autografi e i selfie che tanti studenti hanno ricevuto da un personaggio certamente controverso ma che ha fatto dell’integrità morale e della dedizione completa della propria vita alla Nazione il suo inconfondibile ed unico motivo di esistere.