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Colavita incontra i giovani: formazione, lavoro e infrastruttura per evitare la fuga di cervelli

Al circolo tennis di Campobasso sono in tanti i giovani che hanno raccolto l’appello del candidato sul maggioritario al Senato per il centrosinistra, Enrico Colavita: quello di “un confronto e un dialogo per costruire”. L’imprenditore molisano dinanzi a una nutrita platea si mette a nudo rimarcando il motivo che lo ha spinto a questa competizione: “essere al fianco dei giovani molisani per accompagnarli nella crescita e nello sviluppo del territorio”. 

“Questo incontro – dice – nasce da ciò che in azienda sta avvenendo da alcuni anni. Un passaggio generazionale che ha permesso la nascita di un’industria 4.0 in cui sono i giovani a sviluppare nuovo lavoro. Se tutto questo è stato possibile è stato grazie a loro e alle loro competenze. Tra noi non esiste alcuna distanza. Si cammina fianco a fianco. Io offro l’esperienza, loro nuove prospettive”. Da questa dimensione privata nasce l’impegno in politica: poter offrire il proprio contributo, la propria esperienza ai giovani molisani a cui ieri Colavita ha raccontato la sua storia: quella di un imprenditore partito da Sant’Elia a Pianisi che ha portato il Molise nel mondo senza dimenticare mai le sue origini.

Un racconto breve da parte di chi è fautore di una “politica del fare”, a cui ha fatto seguito un appassionato dibattito, in cui a essere protagonisti sono stati i numerosi giovani presenti. Nelle tematiche affrontate da chi ha preso parte al dibattito ci sono le urgenze più sentite: il lavoro; l’ambito della formazione, ma anche l’importanza delle infrastrutture per poter ‘connettere’ il territorio al resto del mondo.

Colavita che nei giorni scorsi aveva già rimarcato un netto rifiuto dell’intervento pubblico nel settore privatistico, ha evidenziato l’importanza dell’impresa e la sua funzione sociale. “La politica – dice – deve creare le condizioni per attrarre gli investimenti e fornire gli strumenti necessari a chi decide di fare impresa. Un territorio in cui c’è l’investimento del privato è un territorio in cui si crea lavoro e benessere per tutti”. Di pari passo, però, la strada da seguire è quella di unire le forze. “Da soli non si va lontano”. “Le piccole imprese devono unificare gli intenti ed essere sorrette da un sistema che le accompagni verso mercati internazionali”.

Attenzione anche al sistema universitario che deve puntare a raggiungere poli di eccellenza sul piano mondiale, non a diffondere mediocrità su tutti i territori. Ripensare il sistema universitario nazionale è, quindi, una delle priorità che la politica, secondo Colavita, deve avere. Obiettivo: renderlo più competitivo. “Se tra le 100 migliori università del mondo nemmeno una è italiana, vuol dire che non siamo abbastanza competitivi e per esserlo il sistema deve investire di più sull’eccellenza”. Colavita ha, inoltre, ricordato l’impegno per l’istituzione del Parco scientifico e tecnologico dell’Università del Molise. “Abbiamo creduto molto in quel progetto nato dalla condivisione di intenti delle realtà produttive ed affidato all’Università. Ad oggi è stato messo in liquidazione senza che nessuno ce ne chiedesse nemmeno il parere”.

Intanto, in sala ci sono le testimonianze di chi si è formato fuori per poi tornare in Molise e di chi, con quel contesto internazionale, mantiene uno stretto legame per poter mantenersi continuamente aggiornato. C’è poi chi parla di una qualità della vita come valore aggiunto per incentivare gli investimenti privati. Al centro del dibattito, al quale hanno preso parte anche i candidati Micaela Fanelli e Carlo Veneziale, insieme al presidente Frattura, anche una serie di investimenti pubblici come ad esempio di due milioni di euro stanziati per l’innovazione di piccole imprese. Una strada su cui continuare a camminare. Insieme.