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Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio incantano il Savoia. “Filumena Marturano” inaugura la nuova stagione teatrale

Probabilmente la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata all’estero, punto cardine dell’intera produzione del grande Eduardo De Filippo, ha “riaperto” la stagione teatrale 2017/2018 del Teatro Savoia.

Dopo il trascinante concerto, infatti, di Emir Kusturica & No Smoking Orchestra del 26 novembre scorso, “Filumena Marturano” ha riempito ieri platea e palchi del massimo teatro regionale. Gli oltre quattrocento abbonati alla stagione ancora una volta magistralmente messa in piedi dalla Fondazione Molise Cultura con a capo la direttrice Antonella Presutti e il preziosissimo apporto dell’Assessorato regionale alla Cultura retto dal consigliere Domenico Ioffredi, con il resto dei paganti per un sold out che si prevede anche per la replica di stasera, hanno rivissuto la narrazione di un fatto di cronaca realmente accaduto al quale Eduardo si ispirò nella sua commedia dedicata alla sorella Titina. Incantevole e profonda l’interpretazione di Filumena della superlativa Mariangela D’Abbraccio (allieva di Eduardo ad inizio carriera), che con la sua voce forte e piena ha trasmesso al pubblico tutto il pathos di una donna ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, con un passato di lotte e tristezze, decisa a difendere fino in fondo la vita e il destino dei suoi figli. Contro di lei Domenico Soriano, interpretato da un magistrale Geppy Gleijeses (allievo prediletto del grande Eduardo), habitué del palco del Savoia dopo le apparizioni nel marzo del 2016 ne “Il bugiardo” di Goldoni e “Le cinque rose di Jennifer” del 2001.

Una storia che rivive negli anni, di volta in volta, come fosse nuova. Il tema scottante, all’epoca, dei figli illegittimi sul quale l’Assemblea Costituente nel ’47 appose il proprio sigillo incancellabile approvando l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare anche i figli nati fuori dal matrimonio abolendo, di fatto, l’aberrante espressione di “figlio di N.N.”. Nota di merito per tutti: da una grande Nunzia Schiano (la più applaudita dal pubblico campobassano nei saluti finali), a Mimmo Mignemi, a Ylenia Oliviero e Agostino Pannone, senza dimenticare l’eccellente regia della più grande regista italiana di cinema al mondo, Liliana Cavani che con “Filumena Marturano” ha debuttato nella Prosa.

Prossimo appuntamento in cartellone il 21 gennaio 2018 con “Un borghese piccolo piccolo” con Massimo D’Apporto. Un altro pienone, c’è da scommetterci. m.s.