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Luigi de Magistris incanta la platea del Livre: “Ascolto, condivisione e credibilità delle persone per attuare la rivoluzione”

Ha chiuso il ciclo di incontri culturali Leggo, Leggi, Légge – le parole della giustizia e della legalità, l’iniziativa ideata e organizzata dall’Unione Lettori Italiani, con la direzione artistica di Brunella Santoli e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso, l’ex pm ed ora Sindaco di Napoli da sei anni Luigi de Magistris, ospite negli spazi del Livre di via Gazzani.

Il primo cittadino partenopeo ha intrattenuto la foltissima (anche troppo per la location) platea interessata snocciolando aneddoti e storie reali sulla sua vita in prima linea, prima come magistrato e adesso come responsabile di Palazzo San Giacomo. Una città, Napoli, trovata in pessime condizioni e rinata col suo avvento grazie alla tenacia e agli stessi napoletani che, una volta toccato il fondo, hanno sentito il dovere morale di rinascere e lavorare sodo, nella legalità, per far conoscere la loro città, ricca di arte e storia.

“Napoli in questi ultimi giorni ha superato nientemeno che Firenze come turisti. Se me lo avessero detto in campagna elettorale non ci avrei scommesso un euro. Eppure la realtà è questa: ascolto, condivisione dei problemi e credibilità delle persone chiamate ad amministrare compongono una ricetta infallibile per la rinascita di un territorio – ha detto de Magistris -. Siamo in prima linea, ogni giorno. Subiamo attacchi su tutti i fronti eppure siamo stati i primi in assoluto ad attuare la rivoluzione a Napoli. Un esempio su tutti: Lungomare liberato. Mi hanno assalito, dopo l’America’s Cup del 2012, quando dopo aver visto il lungomare chiuso al traffico così bello e così unico ho firmato un’ordinanza di chiusura permanente. Oggi mi hanno dato ragione: 100mila persone, quotidianamente, frequentano uno dei posti più incantevoli d’Italia. Bisogna avere il coraggio di cominciare a cambiare le cose”. E poi il problema dei rifiuti, l’acqua con la trasformazione da Spa in azienda pubblica (l’Abc), la bonifica di Bagnoli, il rapporto-non rapporto col Governatore De Luca, le licenze di ambulante itinerante e di fioraio ambulante, San Gregorio Armeno, la valorizzazione dei beni immobili di proprietà del Comune (prima gestiti da imprenditori privati) e tanti altri cambiamenti che, oggi, fanno di Napoli una città rinata e ammirata in tutto il mondo.

Il tutto condensato nel suo libro, La città ribelle, dove affiora la nuova immagine del capoluogo partenopeo dopo decenni di malapolitica. Molti problemi sono stati risolti, altri rimangono ma i napoletani non si vergognano più della loro città. È cambiato qualcosa che va al di là delle statistiche e che vale la pena di essere raccontato: la voglia di partecipare, un modo di far politica che ha fatto sentire la gente vicina al potere, in controtendenza con quanto accade in molte altre città dello stivale.