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La “grande bellezza” di Robert Rive, al Foro Boario di Modena le foto dell’Italia intorno alla metà dell’Ottocento

Napoli, Posillipo

Napoli, Posillipo

Robert Rive è spesso citato nella letteratura relativa alla storia della fotografia dell’Ottocento in Italia quale uno dei vedutisti più importanti nel periodo della fotografia al collodio;  è stato uno dei primi a coprire con le sue campagne fotografiche tutta l’Italia, dai laghi lombardi e Venezia alla Sicilia, con grande sensibilità della composizione fotografica, segnata costantemente da una vocazione paesaggistica, con particolare attenzione verso gli aspetti urbani, architettonici e archeologici. Nel 2010, per l’editore Mauro Pagliai, Giovanni Fanelli, con la collaborazione di Barbara Mazza, pubblicò un importante volume (intitolato Robert Rive), il primo  studio monografico dedicato alla sua opera unitamente ad un’ampia antologia di opere. Una bella mostra ora al Foro Boario d Modena (fino all’8 gennaio), intitolata Robrert Rive. Photographies d’Italie, promossa dalla Fondazione Fotografia Modena e curata da Chiara Dall’Olio (catalogo Skira), presenta la prima mostra monografica italiana dedicata al fotografo di origini tedesche che nella seconda metà dell’ottocento ha immortalato le più famose città e gli scorci più suggestivi del Bel Paese.

messina_scilla

Messina, Scilla

“Nonostante infatti sia considerato fra i più importanti fotografi di paesaggio che hanno operato in Italia – dice la curatrice – la scarsità d’informazioni sulla sua attività fotografica, così come la frammentarietà dei dati biografici, hanno contribuito alla minor fortuna critica di questo autore rispetto ad altri e hanno causato anche alcuni errori negli studi che lo riguardavano”. Di certo si sa che Rive appartiene a quella nutrita schiera di fotografi stranieri (tra il cui il contemporaneo, più conosciuto Georgio Sommer) che nella seconda metà dell’Ottocento hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato per la loro attività, affascinati dalle sue bellezze artistiche e naturali, attratti anche dalle opportunità commerciali che il crescente turismo nel nostro paese poteva offrire.

Palermo

Palermo

Proveniente da Breslavia (l’odierna Wroclaw in Polonia), dove nacque intorno al 1825 (e morto a Napoli nel 1895 circa) , nel 1850 – la fotografia era stata appena inventata –  si trasferisce a Napoli dove apre uno dei primi atelier che produce e offre al pubblico le vedute delle località più famose, da Genova a Torino, da Milano a Pompei, da Firenze a Roma, da Pavia a Capri. La sua non è una piatta riproduzione dei soggetti fotografati, ma una visione personale, di grande qualità, che si rivela attraverso particolari “tagli” e inquadrature studiate, con profondità di campo, e con una presenza umana che vivacizza l’immagine, alla quale conferisce una dimensione di “cronaca”. La cifra stilistica che caratterizza il suo stile è quella dell’ampiezza dell’inquadratura in cui è sovente inserito un elemento naturale che riconduce anche le vedute di città al paesaggio circostante. Come scrive la curatrice, “nelle immagini Rive ricerca un’inquadratura che incastona gli elementi come in una quinta teatrale e porta l’occhio dell’osservatore, attraverso una carrellata di piani orizzontali e verticali, verso il punto ove inserisce l’elemento di chiusura, che appare come una rivelazione”.

Taormina

Taormina

Nel 1867 partecipa all’Esposizione Universale di Parigi. Nel 1874 presenta all’esposizione della Société Francaise de Photographie un album con vedute dell’Italia che si ipotizza essere quello presentato in mostra. Specializzato in vedute, realizza numerose campagne fotografiche non solo a Napoli e dintorni, ma anche in Sicilia e in tutte le località turistiche più visitate dell’intera penisola, diventando uno fra i primi fotografi in Italia ad avere un catalogo commerciale così ampio. Le opere, selezionate dalla curatrice Chiara Dall’Olio, provengono da diversi album originali realizzati dal fotografo del suo atelier di Napoli – attivo dal 1850 al 1895 –, conservati oggi negli archivi storici di Fondazione Fotografia; particolarmente suggestivo, un album totalmente inedito di grandi dimensioni, “Photographies d’Italie par R. Rive, Naples”, contenente centoquarantasette preziose vedute all’albumina delle località maggiormente frequentate dai turisti del Grand Tour.  Ai turisti e ai collezionisti dell’epoca le foto di Rive offrivano l’immagine dell’Italia di allora; oggi ci conducono, ricordando una felice espressione di Alberto Arbasino, lungo un “viaggio perduto” in un mondo che non esiste più.

Michele De Luca

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