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Suona la campanella, tra interventi propagandistici e realtà. Flc Cgil: “La scuola molisana ha perso 1600 posti di lavoro”

L’inizio dell’anno scolastico 2016-17 porta come al solito molti protagonisti della politica a formulare gli auguri di un buon anno agli studenti. La scuola molisana non ha bisogno di interventi propagandistici, essa sta vivendo momenti difficili ed un vero e proprio spopolamento: dal 2008 ad oggi ha perso 1600 posti di lavoro. Il numero degli alunni è diminuito in maniera preoccupante. Quest’anno avremo altri 860 alunni in meno. Dal 2006 ad oggi siamo passati da 48.400 alunni a 39.890.

A coloro che parlano di grandi prospettive che si sarebbero realizzate con la legge 107/15, vorremmo sommessamente far notare che la cosiddetta buona scuola: non prevede niente per le aree interne; non restituisce il tempo scuola sottratto negli anni della Moratti e della Gelmini; gli organici dei docenti si fanno su 27 ore di scuola per la primaria; non c’è il tempo prolungato alla secondaria di secondo grado; conferma la drastica riduzione degli insegnamenti disciplinari nella superiore; determina un autentico pasticcio con l’organico potenziato; divide i docenti con il bonus; mortifica la collegialità a discapito dell’autoritarismo; non investe sul lavoro degli ATA riducendone i numeri pur aumentando le ore di apertura delle scuole.

A ciò si aggiunga il  tema dell’edilizia scolastica, vero e proprio nervo scoperto della nostra regione, affrontato in modo approssimativo in assenza di una programmazione di medio periodo. Infatti sappiamo che, al suono del primo campanello, diverse scuole in Molise non apriranno. Non sarà un buon inizio di anno scolastico per i circa 350 docenti molisani che, dopo aver lavorato per anni nelle nostre scuole,  sono stati trasferiti altrove. La speranza è che possano rientrare, almeno per un anno, con le assegnazioni provvisorie, visto che 200 posti sono disponibili. Un altro paradosso della legge 107/15: i posti ci sono ma bisogna emigrare! Ciò comporterà un balletto di insegnanti, spostati da un posto all’altro che, specie nel sostegno, si sarebbe dovuto evitare.

Altra mattanza riguarderà i precari che sperano in una supplenza. Per loro la legge 107/15 stabilisce che chi ha lavorato per 36 mesi non dovrà essere più chiamato. E’ questo il modo di compensare coloro che hanno garantito, per alcuni per anni, la funzionalità del sistema scolastico. Ulteriore beffa si sta verificando per coloro che hanno partecipato al concorso rivelatosi (come avevamo denunciato) una bufala. In Molise, su trecentodieci posti previsti (49 per la scuola dell’infanzia, 95 per la scuola primaria e 158 per la scuola secondaria di primo e secondo grado, 8 sostegno), sono stati assunti dal nuovo concorso 0 insegnanti per Infanzia e Primaria, 1 di sostegno ed una decina dal I e II grado. Che dire poi degli ATA, dei posti sottratti ai diversi profili,  della vicenda bonus e della chiamata diretta? Intanto aumenta il potere discrezionale dei dirigenti scolastici e vien meno la scuola collegiale nel rispetto delle regole contrattuali. La politica regionale si sta distinguendo per la sua assenza: manca una legge regionale sull’istruzione, manca un piano dell’offerta formativa territoriale, manca anche l’assessore all’istruzione; interpellata più volte, ha deciso di non rispondere.

La FLC CGIL Molise da tempo ha formulato proposte concrete sull’organizzazione scolastica, sulle azioni che gli Enti locali dovrebbero attivare per rilanciare il sistema d’istruzione regionale, sulla necessità di investire sulla conoscenza. Solo in questo modo potremmo contribuire ad evitare il declino e lo spopolamento del nostro territorio. Non è  con la propaganda che si possono affrontare in maniera seria i problemi, non è con l’autoritarismo, o con scelte palesemente antidemocratiche, che si garantirà ai nostri studenti  il diritto costituzionale ad un’istruzione pubblica di qualità.