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Pesca al tonno rosso, Patriciello: ‘Rivedere subito le quote per non distruggere un intero settore’

pescherecci“La sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche deve tener conto anche e soprattutto degli aspetti economici e sociali del settore e delle aziende che vi operano all’interno. La ripartizione delle quote di cattura del tonno rosso nel Mediterraneo stabilita dal Governo sta mettendo in ginocchio un intero comparto, quello della pesca, già duramente colpito dalla crisi economica”.

Interviene così l’europarlamentare Aldo Patriciello, candidato forzista alle prossime europee del 25 maggio, a proposito delle restrizioni imposte al settore della pesca del tonno rosso nel Mediterraneo contestate duramente dagli operatori del settore che lamentano il rischio chiusura e contro cui annunciano ricorso al TAR. “Bisogna rivedere con urgenza – prosegue l’eurodeputato – la ripartizione delle quote perché c’è il serio rischio di compromettere in maniera definitiva il tessuto economico di intere comunità.

Ho scritto una lettera al Ministro Martina nella speranza che possa intervenire al più presto su questa faccenda. Non è possibile che a pagare il prezzo più alto siano le aziende delle Regioni meridionali, il cui il tasso di disoccupazione è già alle stelle. La UE impone dei limiti generali stabiliti all’interno della politica comune della pesca, ma sono gli Stati membri a deliberare  le norme che influenzano la gestione delle quote in questione. Se si vuole decretare la chiusura di tutte le aziende che producono e commerciano tonno rosso lo si dica chiaramente e non ci si nasconda dietro un dito.

Sull’argomento interpellerò anche la Commissione europea poiché ritengo inaccettabile che l’obiettivo della salvaguardia dell’ambiente marino possa essere raggiunto senza tenere in debito conto le esigenze e le istanze di coloro che lavorano nel settore e che rischiano di perdere il posto di lavoro. Diversamente – conclude –  chiederò a Bruxelles di rivedere l’accordo  con la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT), di cui l’Unione europea è parte contraente”.