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Rsu della scuola a Roma: “Ripartire dal contratto”

flc roma2Alla manifestazione, organizzata oggi a Roma da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams,  le RSU hanno espresso, in maniera energica, la forte critica nei confronti della legge 107/15. All’iniziativa era presente una folta delegazione delle RSU della FLC CGIL Molise. Nell’incontro si è ribadito che la scuola si governa attraverso la partecipazione e la condivisione. Il blocco della contrattazione degli ultimi sette anni, invece, ha prodotto un tempo di “riforme” senza alcuna idea di  sviluppo, impoverendo il personale e la scuola. La legge 107/15, va nella direzione di ridimensionare fortemente gli spazi di partecipazione e cooperazione. Con fatica, passione, impegno docenti, d.s. ed Ata, ogni giorno per gli studenti, le famiglie, la società cercano di realizzare una funzione fondamentale dello Stato: educazione, istruzione, formazione, fattori fondamentali di coesione, per lo sviluppo e per la crescita per tutti. La politica da anni, ha ridotto tempo scuola, gli organici e  le risorse.

Molti interventi hanno smontato l’enfasi posta da coloro che hanno approvato questa legge. I nuovi poteri del dirigente innescano possibili conflitti con prerogative e attribuzioni di altri soggetti. Sono state illustrate altre criticità, tra cui: la concorrenzialità fra i docenti spacciata per incentivo alla valorizzazione del merito; le procedure di una loro chiamata diretta; il depotenziamento delle sedi di confronto e contrattazione; l’irresponsabile esclusione dal piano di stabilizzazioni del personale Ata, dei docenti dell’infanzia e di tanti precari che hanno maturato il diritto alla stabilità sancito dalla sentenza della Corte di giustizia europea; una valutazione dei dirigenti scolastici che li assoggetta ai decisori politici incidendo anche sulla loro retribuzione; la mancanza di un piano di investimenti pubblici in linea con la media dei Paesi OCSE. Sugli aspetti di incostituzionalità della nuova legge, soprattutto  quelli che appaiono lesivi della libertà di insegnamento, si stanno già attivando, da parte dei sindacati, le necessarie azioni di impugnativa in sede legale. Vanno nel frattempo sanate le profonde ingiustizie create da un piano di stabilizzazioni rivelatosi alla prova dei fatti estremamente confuso e non trasparente.

Si è detto che occorre ripartire dalla contrattazione che rappresenta uno strumento essenziale di sintesi fra esigenze, attese e interessi, ma anche di supporto all’organizzazione del lavoro. È quella la sede in cui più efficacemente si può agire per prevenire e risolvere tensioni e conflitti. La chiarezza e la trasparenza delle regole sono al tempo stesso un risparmio e una modernizzazione delle Istituzioni Pubbliche. Le decine di migliaia di persone attivamente impegnate nelle RSU devono essere considerate una risorsa preziosa per tutta la scuola. La manifestazione si è conclusa con la definizione di una piattaforma rivendicativa su cui proseguirà l’iniziativa sindacale. Si terranno assemblee in tutte le scuole e ci saranno azioni territoriali cui seguirà, oltre a quanto potrà essere attivato  unitariamente in ambito regionale, una giornata di mobilitazione nazionale nel mese di ottobre.