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Leonardo da Vinci e l’acqua, i suoi studi in un’affascinante mostra all’Acquario Civico di Milano

Leonardo da VinciDurante l’intero corso della vita, Leonardo non perse mai l’interesse per l’indagine dell’elemento acqua e dei fenomeni a esso connessi: dalle modalità della rappresentazione in disegno e in pittura, agli studi sulla sua natura fisica; dalla ricerca dedicata alle caratteristiche di corsi e distese d’acqua, alla progettazione di grandi opere di ingegneria idraulica e di macchine per deviare, sollevare, rallentare e misurare l’acqua. Il maestro fiorentino estese inoltre i suoi interessi alla navigazione, perfezionò meccanismi funzionanti ad acqua come orologi e mulini, immaginò strumenti che consentissero di camminare sopra e sul fondo delle acque, osservò il potere riflettente delle superfici acquatiche, fino a dedicarsi all’acqua per il suo valore scenografico in giardini e fontane e a ragionare sul suo suono. A questo rapporto, che vede Leonardo in veste, oltre che di immenso artista, di studioso, scienziato o ingegnere, è dedicata – in occasione dell’Expo – una interessante mostra all’Acquario Civico di Milano – con sede nell’unico edificio rimasto alla città come eredità di EXPO Milano 1906 –intitolata “Leonardo e l’acqua. Tra scienza e pratica a Milano” aperta al pubblico fino al 6 settembre. L’esposizione, dedicata agli studi di Leonardo da Vinci sull’acqua, è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Acquario Civico di Milano e Silvana Editoriale, ed è a cura di Claudio Calì e Rita Capurro, con la supervisione scientifica di Pietro C. Marani, Domenico Piraina, Stefano Zuffi, Claudio Giorgione, Giovanna Mori, Elisabetta Polezzo e Nicoletta Ancona. La mostra fa parte di Expo in città, il palinsesto di iniziative che accompagnerà la vita culturale della città durante il semestre dell’Esposizione Universale.

Leonardo - Vite d'Archimede e ruote d'acquaNelle sale dell’Acquario milanese, che nel corso del tempo sempre più si è qualificato come centro di studio e riflessione sull’acqua in tutte le sue declinazioni, Il visitatore sarà accompagnato in un racconto alla scoperta dell’opera del maestro seguendo il fil-rouge dell’acqua, mettendo in luce i tanti aspetti della personalità di Leonardo che appare, di volta in volta, in veste di studioso, scienziato o ingegnere.
Un approfondimento specifico è dedicato al periodo milanese di Leonardo (dal 1482 al 1500), ai suoi studi sulle acque e sui navigli e all’influenza dei suoi progetti per favorire la navigazione fluviale sul territorio milanese. L’esposizione si articola in tre sezioni: la prima e più ampia è dedicata agli studi di Leonardo sul territorio lombardo, dal raffronto con il sistema delle vie d’acqua preesistenti il suo arrivo, all’evoluzione, non solo dei tracciati ma anche delle tecnologie a essi applicate.

Il percorso si sviluppa con l’esposizione di un nucleo significativo di mappe storiche provenienti dalla Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” di Milano che, insieme a una serie di rilievi conservati presso il Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia di Milano, ricavati dai disegni di Francesco di Giorgio Martini e Giuliano da Sangallo e realizzati negli anni cinquanta del Novecento dalla Soprintendenza di Urbino, illustrano il contesto urbanistico e le conoscenze tecnologiche della cultura in cui operò il maestro. Il raccordo narrativo è dato da una proiezione che dinamicamente mostra l’evolversi delle vie d’acqua milanesi fino agli anni dell’arrivo di Leonardo. La mostra prosegue poi con il racconto dell’azione di Leonardo nel territorio milanese e dell’eredità del suo operato, con un focus specifico sull’intervento progettato per rendere navigabile l’Adda nel tratto di fiume tra Brivio e Trezzo. La narrazione è impreziosita dall’esposizione dei modelli storici del Museo della Scienza e Tecnologia e di alcune copie di fogli del Codice Atlantico provenienti dall’Ente Raccolta Vinciana. Alla mitizzazione della figura di Leonardo “inventore dei Navigli” rimanda un delizioso dipinto di Cherubino Cornienti, proveniente dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano. La sezione termina con un omaggio ai Navigli milanesi e alla città di Milano, tanto cara a Leonardo: due bellissime stampe storiche del Cinquecento dalla Raccolta Bertarelli e un’animazione video di fotografie provenienti dall’Archivio Arnaldo Chierichetti che illustrano le vie d’acqua milanesi nel primo trentennio del Novecento.

Leonardo - Vite d'Archimede e ruote d'acquaNel piano interrato, il racconto prosegue offrendo, in chiave antologica, un’idea della vastità delle ricerche di Leonardo sull’elemento fluido, dagli studi fisici e idrodinamici, all’applicazione progettuale per la realtà e l’utopia. La sezione mostra alcuni modelli storici del Museo della Scienza e della Tecnologia e un modello della città ideale creato per l’esposizione, oltre che una riproduzione del Codice Leicester, il manoscritto leonardesco dedicato quasi integralmente all’acqua. La visita della sezione si completa con un’ambientazione video-proiettata e sonora che, evocando alcuni scritti di Leonardo, contribuisce offrendo forti emozioni all’esperienza di visita. Il percorso si estende quindi nella suggestiva area delle vasche dove sono esposti, tra l’altro, due spettacolari esemplari di pesci fossili provenienti da Bolca (Verona) dove poco più di 50 milioni di anni fa esisteva una laguna tropicale sul cui fondo si sono conservate centinaia di specie diverse di pesci. Questi, insieme ad altri fossili provenienti dal Civico Museo di Storia Naturale, offrono lo spunto per raccontare le osservazioni e le idee di Leonardo che fu tra i primi a intuire che essi fossero resti di antichi organismi, un fatto che diverrà comunemente accettato solo all’inizio del Seicento. L’esposizione è accompagnata da un interessante catalogo, edito da Silvana Editoriale, a cura di Claudio Calì e Rita Capurro.

Come ci dice Domenico Piraina, Direttore dell’Acquario e Civica Stazione idrobiologica di Milano, “una delle idee alla base degli studi naturalistici di Leonardo è che la natura nel suo complesso sia viva e che negli schemi e i processi che avvengono nel macrocosmo della Terra siano simili a quelli che avvengono nel microcosmo del corpo umano; partendo da questo assunto si capisce bene il fascino che l’acqua esercitava sulla vivida intelligenza di Leonardo. Essa fu tra i quattro tradizionali elementi della filosofia classica, quello che più studiò proprio perché aveva capito che era l’acqua a dare la vita alle forme organiche”. Quello che lui definiva come “l’aumento e l’omore di tutti i vitali corpi”, dove “omore” va inteso, nel significato medievale, di fluido organico nutritivo.

Giusy Alvito