Home » I fatti » 80 anni da raccontare… buon compleanno a Fred Bongusto, artista campobassano per eccellenza
Fred Bongusto

80 anni da raccontare… buon compleanno a Fred Bongusto, artista campobassano per eccellenza

fred bongusto 9Unico, inconfondibile, inimitabile. L’artista di punta della nostra città, forse il più grande di tutti nella musica leggera, oggi compie 80 anni. Ripercorriamone, fin dove possibile, la sua carriera di artista conosciuto in tutto il mondo.

Fred Bongusto (al secolo Alfredo Buongusto) nasce a Campobasso il 6 Aprile 1935 da mamma veneta e papà partenopeo. Frequenta il liceo classico “Mario Pagano” ed ottenuta la maturità si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’università di Modena. Parallelamente allo studio si dedica con passione alla musica, cantando e componendo canzoni e agli inizi degli anni ’60,  il desiderio di lasciare la provincia (sono gli anni del film “Il sorpasso”), lo porta a scegliere una città del nord, dove inizia la sua attività di “musicista di night club”. E’ l’epoca dei favolosi night ed è li che incontra artisti del momento come Bruno Martino e Peppino di Capri.

fred bongusto (6)Sempre in quegli anni Fred inizia i suoi primi rapporti con la discografia e nascono brani come “Doce doce” e “Frida”. Viene definito cantante intimista e le sue canzoni sono romantiche e sognanti. Ma è nel 1964 che si afferma al grande pubblico con Amore fermati, sigla di un programma televisivo di Gorni Kramer che lo fa entrare nelle case degli italiani. Partecipa quindi al festival di Napoli, città che ama e dove è accolto con grande affetto. Sempre nello stesso anno partecipa a “Un Disco per l’Estate” dove presenta il brano Una rotonda sul mare” che ottiene un tale successo da diventare una delle canzoni più amate ed evocative della musica italiana degli anni ’60 e di tutta la carriera di Fred. Nel 1966 torna a “Un disco per l’estate” e vince con “Prima c’eri tu” rinsaldando la sua fama e riscuotendo un sempre crescente apprezzamento del pubblico. E così Fred, imponendosi con il suo personalissimo ed inconfondibile stile, diventa “l’amico del sogno italiano” con canzoni simbolo come La mia estate con te”, “Spaghetti a Detroit”, “Tre settimane da raccontare”, “Malaga” ed altre ancora.

fred bongusto (7)Verso la fine degli anni Sessanta scopre per caso di essere in classifica in Brasile e allora forte delle esperienze sudamericane acquisite nei fumosi night, con la chitarra che batte nuovi ritmi, va ad incontrare i grandi Vinicius De Moraes, Tom Jobim e Joao Jilberto, quest’ultimo gli incide Malaga. Sono tante le tournée in Brasile ed Argentina, ma Fred ama anche la musica degli Stati Uniti e realizza diversi lavori con la collaborazione di grandi musicisti ed arrangiatori tra i quali Don Costa. Negli anni Settanta, la sua produzione non conosce sosta, interpreta inoltre due sigle di grande successo: “Quando mi dici così” con Minnie Minoprio e Petrosino dell’omonimo film tv. Il suo nuovo look, capelli lunghi sul collo e basettoni, fa nascere l’appellativo di “bel tenebroso”. Nella prima metà degli anni Ottanta sono ancora le tournée in Sud America ad assorbire molto del suo lavoro, specialmente in Brasile, dove in quel periodo medita di trasferirsi. Nel 1992 realizza una tournée in Italia con Toquinho che ricambia in Brasile alcuni anni dopo nel Novembre 1996.

Un capitolo a parte merita la sua attività, meno nota ma di grande prestigio, di compositore di colonne sonore. “Matrimonio all’italiana”, “Malizia”, “Venga a prendere il caffè da noi”, “La cicala”, fino al più recente “Kamikazen” di Gabriele Salvatores, sono alcuni dei film per i quali ha realizzato le musiche. La storia recente è ricca di riconoscimenti importanti come quello del 2 giugno 2005, quando il Presidente della Repubblica, all’epoca Carlo Azeglio Ciampi, lo nomina Commendatore. L’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, invece, gli consegnerà una targa alla carriera e l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni insieme all’Assessore Gianni Borgna hanno organizzato un concerto nella capitale a Villa Celimontana alla presenza di oltre 1.500 persone.

Unica apparizione in Molise della sua lunghissima carriera e nella sua Campobasso è quella del 29 ottobre 2009 quando si esibisce (74enne) al Teatro Savoia in un concerto che fa registrare il tutto esaurito. Era l’appuntamento clou della stagione teatrale della Fondazione Teatro Savoia diretta da Fabio Poggiali.

Fred-BongustoCome Frida che dopo tantu bene te sì scurdate e’ me, così Fred Bongusto ha dedicato lacrime amare (per dirla con la canzone) alla sua amata-odiata Campobasso, città che gli ha dato i natali il 6 aprile 1935. E il suo Molise lo ha abbracciato con affetto, qualche giorno fa, dal palco del Savoia, per la prima volta calcato dall’artista nella sua lunga carriera, ospite d’onore per l’apertura della stagione teatrale allestita da Fabio Poggiali. Pur non in perfetta forma fisica, Bongusto ha offerto due ore di spettacolo passando in rassegna le sue canzoni romantiche e sognanti sostenute dalla band capitanata dal chitarrista argentino Diego Moreno, dalle coreografie dei ballerini e dallo scorrere sul grande schermo di foto dei dorati anni Settanta con dediche cubitali alla sua terra. «Orgoglioso di riceverlo» si è detto il primo cittadino Luigi Di Bartolomeo, che lo ha accolto con una la targa con lo stemma della città (c’è la porta dove abitava la tua famiglia) nel foyer del Savoia. “Orgogliosi di Fred che non ha dimenticato la sua campobassanità”, ha aggiunto il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio, “Abbiamo bisogno di uomini e donne molisani affermati nel mondo perché in un periodo così difficile occorre mantenere in vita questa regione, per paura che qualcuno possa sottrarcela”.

“Non è facile riunire i molisani sparsi per il mondo», ha detto Bongusto, “E’ difficile essere molisani purtroppo, una paura che deve andare via ma può succedere il miracolo”. Bongusto, il rapporto con la sua regione (alla quale ha dedicato la canzone “Molise puozz’essere accise”), è sempre stato alternante? “Così come cambia la vita. Ho scritto una canzone che parla di questo. Ho un ricordo amaro, per esempio, del concerto organizzato in piazza a Campobasso ormai 25 anni fa. Una piazza terribile. Ho sofferto perché il tutto era stato organizzato da un signore, che vive a Termoli, e che mentre io cantavo parlava, nascosto, con un altro microfono. E’ offensivo per un artista. Un episodio che ho quasi dimenticato. Bisogna avere ottimismo”. Quale sensazione prova ad aprire la nuova stagione del Savoia? “Una gioia mai provata. Vedo cambiamenti felici, il teatro ritoccato con gusto. Spero che i giovani sappiano inventarsi qualcosa di bello. Vorrei poter dire che porto tanto della mia terra, ma ho perso occasioni felici. Ce l’ho messa tutta e ora sento dire che bisogna ricominciare”. Un ricordo del liceo Pagano di Campobasso? “Anche quello è un ricordo amaro. Era difficile essere promosso, ho sofferto tanto, ma alla fine è andata”. Quando ha scritto “Una rotonda sul mare” quale località l’ha ispirata? “Quella canzone la scrissi con Franco Migliacci, era il periodo in cui ci si innamorava con più facilità. Frequentavo la costa centro adriatica, e quella rotonda poteva essere a Senigallia. Poi si è spenta la luce e la voce del cuore. Ma noi, come si dice da queste parti, tenimmo a capa tosta…”. La canzone alla quale si sente più legato? “Doce doce, si adatta di più ai momenti tristi; è nata per cercare un aiuto dopo un amore finito”. Quali affinità ritrova tra Molise a Abruzzo? “Sono due regioni montuose e le montagne dividono. E’ difficile parlarne bene, ma tutto cambierà in meglio”. Cosa pensa della musica di oggi? “E’ una specie di copia delle canzoni del passato, difficile gioirne. Cerco di accettarla sperando che esca una nuova melodia che ci faccia sognare ancora”. (intervista de Il Centro del 12 nov 2009)